Racconti in valigia: E allora partiamo, con Camilla!

Racconti in valigia: E allora partiamo, con Camilla!

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Oggi il nostro amico Panda ha avuto la fortuna di intervistare Camilla, appassionata di viaggi sin da piccina ed autrice del  blog E allora parto! 

Un sito interessante e ricco di informazioni utili per amanti di viaggio come la Community dei Panda!

Ecco cosa ci ha raccontato:

Raccontaci di te e di come nasce E allora parto!

Salve a tutti! Mi chiamo Camilla, sono una viaggiatrice instancabile e adoro raccontare i posti che visito. Ho iniziato a viaggiare da bambina: i miei genitori avevano un camper e ogni venerdì sera si saliva a bordo, io mi mettevo a dormire e la mattina mi svegliavo in un posto nuovo. Crescendo mi sono lanciata alla scoperta di mete nuove con amici ma soprattutto con il mio compagno. Ho sempre avuto l’abitudine di prendere appunti sui posti che visitavo, segnare le cose che vedevo, le sensazioni, gli episodi più particolari, ma anche informazioni pratiche, come costi e mezzi di trasporto. “E allora parto!” nasce per condividere quelle note di viaggio e le mie esperienze, con l’idea che possano essere utili agli altri.

Tra i numerosi viaggi che hai fatto quale è stato il tuo preferito e perché? Ci racconti una curiosità, o qualcosa che ti ha stupito di questo posto?

È difficile sceglierne uno solo, direi però l’on the road in Giappone: un paese meraviglioso, con infinite sfaccettature. Non ne dimenticherò mai i paesaggi, il monte Fuji, ma soprattutto i templi. Anche se la cosa più interessante per me resta confrontarsi con realtà tanto differenti. I Giapponesi sono gentilissimi ma anche estremamente riservati, rispettosi della privacy, oltre che maniacalmente attenti alle regole. Sono aspetti che noti in tante piccole cose, dall’accoglienza nei ristoranti, dove all’ingresso ricevi una sorta di saluto in coro, ai mille inchini e ringraziamenti quando paghi anche una semplice bibita da pochi spicci. Nei mezzi pubblici i cellulari devono essere silenziosi ed è vietato parlare a voce alta. Tanto rispetto si traduce anche in cose impensabili in altre metropoli: un giorno, sotto le feste di Capodanno, al centro di Kyoto abbiamo dimenticato lo zaino in un bus pieno di gente e dopo 5 ore l’abbiamo recuperato dal deposito completo del contenuto come nulla fosse.

Sappiamo che hai vissuto in Etiopia. Com’è la popolazione locale? Hai stretto dei legami importanti?

Quella in Etiopia è stata l’esperienza più forte della mia vita, mi ha messo di fronte ad una realtà difficile, mi ha portata a mettere in discussione molte cose, riflettendo su ciò che conta veramente e ciò che diamo per scontato. Un ruolo fondamentale lo hanno svolto proprio le persone che abbiamo incontrato: vivevamo in un villaggio dove gli occidentali erano pochissimi e spesso solo di passaggio, quindi noi suscitavano molta curiosità. Venivamo invitati a battesimi o matrimoni, anche da chi ci vedeva solo passare, e ciò ci ha permesso di conoscere molte usanze. Gli Etiopi sono molto ospitali: anche se nella maggior parte delle volte poverissimi, cercano sempre di accoglierti offrendoti qualcosa. Abbiamo stretto rapporti forti con i colleghi della ONG, con i bambini coinvolti nei progetti, ma anche con gente conosciuta per caso. In particolare, un collega e la sua compagna per noi sono diventati un fratello e una sorella.

Ultima domanda… il tuo viaggio nel cassetto!

Il mio sogno è trascorrere un lungo periodo tra Vietnam, Laos e Cambogia. Sono tre paesi diversi tra loro ma che mi affascinano molto. Il Vietnam poi è proprio un pallino dai tempi dell’università: la tesi magistrale era sull’impatto del giornalismo nella guerra del Vietnam. Ho letto molto su quel paese e da allora è cresciuta la voglia di vederlo dal vivo.

Grazie ancora Camilla per averci raccontato la tua passione per i viaggi ed averci aperto il tuo “viaggio nel cassetto”, ti auguriamo di realizzarlo quanto prima!

Se desiderate trarre ispirazione o mettervi in contatto con Camilla vi lasciamo il link al suo blog qui.


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