Racconti in valigia: Da grande voglio fare la Reporter!

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Isabella, amante della scrittura, della fotografia, dei viaggi e autrice di Quando arrivi scrivi. La sua vita lavorativa e da studentessa è sempre stata mossa da un unico grande sogno: girare per il mondo e raccontare le vite e le culture incontrate attraverso i propri occhi.

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog;

Oddio, io non ho il dono della sintesi, quindi spero che questa intervista non diventi un romanzo

Isabella Bradascio, classe ’90, laureata in Lettere con indirizzo “Editoria e Giornalismo” all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Master di I livello in Reportage di Viaggio (fotogiornalismo) all’Università di Roma Tor Vergata. Non ho mai avuto dubbi, ho sempre saputo cosa volessi fare nella mia vita, sin dai tempi delle medie. Scrivere, fotografare, viaggiare. Lavoro prevalentemente come freelancer nell’ambito della scrittura, come giornalista e web writer. Ma negli anni sono stata barista, cameriera, commessa e varie. Ciò che serve per andare avanti, insomma! Mi sono trasferita a Roma per il Master, nel 2018.

Quando ho aperto il blog ero inesperta di tutto ciò che riguardasse il mondo dell’online, ma senza molti soldi per poter pagare dei professionisti, perciò mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a studiare da autodidatta (con libri, corsi, tutorial ecc.) tutto ciò che riguardasse il mondo del digital marketing. Dovevo imparare tutto ciò che avesse a che fare con i social network, tra l’altro, se volevo che il blog avesse successo. Così ho iniziato, mi è piaciuto, da cosa nasce cosa e me la son cavata bene… tanto che, grazie al passaparola, ho iniziato a lavorare come Social Media Manager, gestendo pagine di piccole attività e piccoli brand. Ho iniziato così. Ora lavoro – sempre come freelancer – anche nell’ambito del digital marketing!

Però si sa, per tutto ci vogliono attestati, lauree, esperienze e certificazioni. Per cui, non contenta, a settembre 2019 decido di tuffarmi in una nuova avventura: mi iscrivo al corso di Laurea Magistrale in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza, per completare gli studi e poter esercitare la professione con una formazione completa a 360 gradi.

Il mio blog nasce il 7 marzo del 2017. L’idea è stata mia, l’ho fortemente voluto. Dopo un primo tentativo – anni prima – di un blog poi lasciato “a morire”, in cui pubblicavo insieme a una collega di università recensioni di libri, è nato quandoarriviscrivi.it, sognato per anni. Dicevo che l’idea è stata mia, ma all’inizio non ero sola. Ho dato il via al blog insieme a mio fratello e al mio migliore amico, in quanto tutti e tre appassionati di scrittura. In realtà li ho un po’ spinti dentro a una cosa che avrei sempre voluto io. Perché? Perché ahimé l’insicurezza mi accompagna da quando sono nata. Avevo paura di spingermi in un’avventura del genere da sola. Mi vergognavo. Inizialmente volevo che rimanessimo nell’anonimato e che non ci esponessimo con nome e cognome. Ma quando ho iniziato a studiare per poter creare il mio blog ho capito che non sarebbe stato possibile fare tutto in anonimato e che per le “dure leggi” di internet… insomma, non saremmo andati da nessuna parte se non ci avessimo messo la faccia e se non ci fossimo fatti pubblicità tramite il passaparola e le condivisioni! Farlo con qualcuno e non da sola mi faceva sentire più tranquilla, meno esposta e sotto i riflettori credo.

Sta di fatto che non molto tempo dopo sono rimasta solo io, come era giusto forse sin dall’inizio, perché gli impegni e le incombenze non hanno permesso loro di scrivere e aiutarmi a lungo nella cura del blog. Comunque mi sostengono e ci sono sempre!

A oggi non sono molto soddisfatta di me stessa nei confronti del progetto blog, in quanto non l’ho curato e aggiornato come avrei voluto, ma ho dovuto spesso dare priorità ad altro – studio e lavoro – o comunque non sempre ho l’ispirazione giusta. E se si tratta di blog, non ammetto di scrivere se non sono ispirata.

Come nasce la tua passione per il mondo dei viaggi?

Ce l’ho da sempre, da quando ero bambina. Non so dirti perché. Se i film, i libri, i documentari o cosa. Tra l’altro, da sempre appassionata di letteratura, come avrai intuito dai miei studi, ho sempre amato la letteratura di viaggio e il Reportage. Ho sempre sognato di girare il mondo in veste di Reporter!

I nostri lettori sono sempre aperti a nuove opportunità e attenti a temi sociali ed ambientali:

In cosa consiste il progetto #reportingAfrica?

Il progetto #ReportingAfrica nasce da un’idea dell’Associazione Cultura del Viaggio, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in ambito del progetto “Italia, Culture, Africa”. Dopo il trattato di pace firmato tra Etiopia ed Eritrea nel luglio 2018, l’idea è stata quella di recarci sul luogo per documentare la situazione dei due popoli a seguito di questa pace. Volevamo raccontare le loro storie e dar loro voce, soprattutto perché si tratta di una parte di storia che da noi in occidente è stata spesso omessa e tralasciata, nonostante si sia trattato di un conflitto che – seppur tra alti e bassi – è stato brutale e sanguinoso.

Si è trattato fondamentalmente di un progetto fotografico. Dopo i due mesi in Africa, infatti, ci sono state tre mostre, in collaborazione con le Ambasciate dei due Paesi: una ad Addis Abeba, capitale etiope, una ad Asmara, capitale eritrea, e infine l’ultima a Roma, presso il MACRO Museo d’Arte Contemporanea. Il progetto inoltre è stato realizzato in collaborazione con Lonely Planet Italia, Nikon Italia e TPI (The Post Internazionale).

Se dovessi scrivermi in qualche riga (o anche di più) cosa ha significato per te il viaggio in Etiopia ed Eritrea, cosa mi diresti?

Oddio, questa è certamente la domanda più difficile. Considera che dopo l’Africa non ho ancora scritto nulla in merito. Il mio blog è fermo proprio all’ultimo post pubblicato prima di partire. In realtà non è vero che non ho scritto. Ho scritto, sì, ma non ho mai pubblicato nulla. L’Africa mi ha messo un po’ quel famoso “blocco dello scrittore” addosso. Mi sento che ogni cosa che dico/scrivo in merito sia banale e riduttiva. Capisci bene, avendoti descritto prima le finalità del progetto, che non si è trattato affatto di una vacanza. Abbiamo vissuto l’Africa vera, a pieno, nel bene e nel male. Ho sempre la sensazione di non trovare le parole giuste per raccontare. Come se qualunque parola non fosse abbastanza per descrivere ciò che ho vissuto. Forte, intenso, inspiegabile. Sia in negativo che in positivo. Mi ha cambiato la vita radicalmente, per mille motivi, l’esperienza in sé. Vedi?! Sembra banale. Immagino che il 90% delle persone che hanno viaggiato in Africa dicano la stessa cosa. Ma come lo spieghi altrimenti? Forse l’unico modo è il racconto. Le storie delle persone incontrate. I luoghi, i colori, gli odori. E allora ti dico, ti prometto e mi prometto, che questi racconti arriveranno. Me lo sono posto tra gli obiettivi del 2020: raccontare l’Africa. E così sia.

Grazie Isabella per averci dedicato un po’ del tuo tempo e per averci fatti emozionare con il tuo racconto.

Se volete contattarla o saperne di più su di lei, potete trovare il blog qui, e la sua pagina Istagram qui!


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