Racconti in valigia: Cultura e Studio come strumenti fondamentali per la crescita personale

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Oggi il Panda ha avuto il piacere di intervistare Paolo, appassionato di letteratura e viaggi, autore del blog Sfoglialibri, nel quale condivide con i suoi lettori i suoi consigli, le sue esperienze e i suoi viaggi!

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Milanese doc, con ovviamente tutti i pregi e i difetti del caso, lavoro nel mondo del giornalismo e nell’ambiente radiofonico. Sono social media manager e scrivo per le testate giornalistiche (online e cartacea) della Comunità ebraica di Milano. Negli ultimi anni ho messo a frutto la mia laurea triennale in Editoria conseguita in Cattolica e la mia laurea magistrale sempre in Editoria alla Statale di Milano per scrivere e parlare di libri a un pubblico più ampio. Il progetto più recente riguarda Lituraterre, un programma radiofonico di Radio Statale dedicato alle novità letterarie. Mi diverto molto con la squadra ad imbastire discussioni in diretta, davanti ai microfoni accesi del nostro studio, sugli ultimi libri letti. Inoltre i miei studi mi hanno consentito di lavorare per un breve periodo nella casa editrice nottetempo. In quel contesto ho imparato molte cose sull’attuale situazione dell’editoria italiana. Oltre ai libri, ho una smodata passione per la musica, soprattutto per quella suonata dal vivo. Quando posso, cerco di godermi qualche buon concertino pescato qua e là tra la ricchissima offerta dei locali milanesi. Insomma non esco di casa se non ho al collo le mie cuffie. 

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Il mio blog nasce nel 2015 per un’esigenza abbastanza comprensibile: leggere meglio. Mi spiego in modo più chiaro. Durante una discussione con un mio amico – filosofo bancario – era venuto fuori il problema del ricordo dei libri letti nel nostro passato. Avevamo infatti notato che i classici sfogliati al liceo avevano lasciato nella nostra memoria soltanto una tenue traccia. Insomma, eravamo disperati. A che cosa erano servite tutte quelle ore su Dickens, Dostoevskij e altri autori considerati classici al giorno d’oggi? Ho dunque voluto aprire il sito web soprattutto per creare un laboratorio personale che mi consentisse di avere più intimità con i libri, sia romanzi che saggi. Col passare del tempo ho anche cambiato forma di comunicazione, passando da quella testuale a quella audio attraverso la produzione di podcast. Come può notare qualsiasi utente, l’organizzazione di Sfoglialibri è molto intuitiva poiché ho eliminato qualsivoglia impalcatura superflua che potesse confondere il lettore. Per quanto riguarda i libri recensiti, pondero le mie scelte in base al mio umore e alle novità editoriali che mi stuzzicano di più. Le librerie di casa mia traboccano di volumi e il mio sogno sarebbe quello di recensirli tutti quanti. Una missione impossibile che però dà benzina al mio progetto. 

Come nasce la tua passione per i libri?

La mia passione per i libri incomincia fin da piccolissimo. Mia madre e i miei nonni materni hanno sempre amato la lettura e sono cresciuto con questi valori. In particolare mio nonno che era un appassionato di autori latini: posseggo ancora un suo volume di citazioni latine sottolineato e glossato. Anche mia nonna mi ha sempre incoraggiato a leggere. Per lei la cultura e lo studio erano fondamentali per la crescita personale. Aveva maturato questa sua convinzione a causa delle leggi razziali, promulgate in Italia nel 1938, che colpirono il ramo della sua famiglia, impedendole di andare all’università. 

Quale luogo ti ha dato maggiore ispirazione per la tua vena artistica?

Molti spunti artistici sono nati a Mantova durante i passati Festival della Letteratura: un evento letterario che si svolge annualmente durante le prime settimane di settembre. La città lombarda dal fascino medievale mi ha permesso d’incontrare importanti scrittori. Quest’anno ho avuto l’opportunità di avere un breve dialogo con lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua che mi ha fornito ottimi spunti per la mia tesi universitaria sulla tradizione ebraica. 

Quale luogo extra-europeo ti ha maggiormente colpito?

Berlino è la città europea che mi ha colpito di più per la sua anima incerta, sospesa tra il passato e il futuro. Un cantiere umano e architettonico che fa ben sperare per la costruzione di un clima di condivisione e rinascita dell’Europa. Mi ricordo ancora l’ascesa alla Kuppel del Reichstag, ovvero la modernissima cupola di vetro che mi ha permesso di osservare tutta la capitale tedesca dall’alto. 

Grazie Paolo per averci dedicato il tuo tempo e per averci fatto entrare nella tua concezione di vita, cultura e di viaggio.

Vi ricordiamo che le foto sono tratte proprio dal blog di Paolo!

Se volete contattare Paolo o saperne di più sulle sue opere potete trovare il suo blog qui!


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