Racconti in valigia: Contemporaneo food: viaggio tra sapori, consistenze e colori!

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Cristina, amante della cucina creativa e autrice del blog Contemporaneofood.com. Appassionata del buon cibo sin da piccola, oggi cerca di approciarsi ad esso in modo originale ma allo stesso tempo semplice, in modo che tutti possano replicare i suoi piatti.

Parlami un po’ di te e di come nasce questa tua passione per la cucina;

La passione per la cucina mi è senza dubbio stata tramandata dalla mia famiglia fin da quando ero piccola.

Genitori, nonni e nonne, ognuno a suo modo amavano e amano il buon cibo e tutti hanno sempre coltivato questa passione documentandosi anche in modo molto tecnico e puntuale senza mai aver fatto i cuochi di professione.

Da piccola uno dei miei giochi preferiti era sfogliare i libri di cucina di mia mamma e immaginare di dover creare dei menù per i miei clienti che dovevano fare delle feste e mi arrabbiavo ogni volta che non avevo a disposizione delle belle foto che facessero capire come era il risultato finale di una preparazione.

Il mio percorso di studi è molto distante dal mondo della cucina: ho studiato economia, ho gestito nel frattempo una pasticceria storica di Torino, investimento della mia famiglia e successivamente ho deciso di aprire un blog di cucina. Ben presto la prima collaborazione con il Cucchiaio d’Argento e a seguire piano piano sono riuscita a fare di questa passione il mio attuale lavoro a tempo pieno.

Ora sono una food writer quindi creo, cucino e fotografo le mie ricette per riviste, aziende e supermercati, seguo il mio blog, lavoro su Instagram e vengo chiamata per realizzare delle presentazioni creative per lanci di nuovi prodotti non solo in ambito food.

Di recente sono anche stata segnalata da un’agenzia internazionale come una delle 50 food influencer innovative più interessanti sul panorama mondiale.

Le tue ricette sono tutte molto particolari e talvolta azzardate, da cosa o da chi prendi l’ispirazione quando decidi di creare un nuovo piatto?

In realtà è tutto nella mia testa…lì viaggiano sapori, consistenze e colori e spesso mi basta vedere un qualcosa che cattura la mia attenzione, assaggiare un formaggio o una verdura o parlare di cibo e mi si accende una piccola lampadina: in testa mi immagino i contrasti e gli abbinamenti dei sapori, penso a materie prime che mi consentano di avere consistenze differenti e poi inizio a cucinare.

La mia cucina si basa sul gioco di colori, sapori e consistenze a contrasto. Le ricette sono sempre formulate in modo da essere equilibrate negli ingredienti andando ad eliminare tutto quello che sarebbe solo un di più che inciderebbe sui valori nutrizionali del cibo ma non gioverebbe in concreto sul sapore finale.

Ormai parlano delle mie ricette come “quelle che funzionano” e questo è sempre stato il mio primo pensiero: spesso sia sulle riviste che su internet si trovano delle belle ricette che si rifanno e non vengono bene pur seguendo i passaggi alla lettera e altre volte si vedono splendide foto ma di ricette in realtà poco valide. 

Il mio desiderio, visto che io per prima fin da ragazzina mi cimentavo con tanto entusiasmo con le ricette che leggevo sui giornali e libri, è stato quello di proporre ricette creative e particolari di facile esecuzione, riproducibili senza troppi sforzi anche da chi non è troppo amante della cucina o da chi lo è ma magari ha poco tempo.

Per fortuna pare che sia riuscita nell’intento…quindi un consiglio che do sempre è quello di non farsi spaventare dalle mie foto o dagli ingredienti che si leggono nelle mie ricette perché  alla fine è tutto molto lineare e riproducibile sicuri che venga bene.

Pensi che la cucina possa essere un veicolo per poter integrare e far conoscere culture diverse? 

La cucina e quindi il cibo sono tra i pochi elementi che ci accomunano tutti rendondoci allo stesso tempo molto differenti per abitudini e tradizioni.

Per me la cucina è quindi uno dei principali veicoli per poter integrare e far conoscere culture.

Io stessa quando faccio nuove conoscenze che siano di persone straniere che di italiani, una delle prime cose che propongo, nella speranza che a tutti piaccia almeno un po’ cucinare è proprio organizzare a casa un brunch, un pranzo o una cena dove ognuno cucina qualcosa della propria tradizione, intesa nel senso più ampio del termine…potremmo anche dire del proprio background culturale.

Anche perché io non sono amante della cucina tradizionale per la cui preparazione in modo superlativo è delegata la mia mamma: mi piace moltissimo gustarmela ma solo ogni tanto…la mia attenzione e di conseguenza il mio interesse e la mia cucina vanno verso il nuovo, il “contemporaneo” e il creativo.

Le mie ricette poi sono un vero e proprio viaggio nelle culture differenti: cerco per il mio poco sapere di mescolare sapori di tradizioni culinarie differenti dalla mia per ottenere sempre un equilibrio, che diventa quindi nuovo.

Per prima la cucina araba, per me sublime, poi quella greca, africana, spesso francese per le preparazioni di pasticceria…ho letto e leggo tutt’ora tantissimo a proposito delle culture culinarie differenti dalla mia e cerco di trarre ispirazione.

Ci tengo molto a sottolineare questo concetto…dell’ispirazione in quanto io non ripropongo piatti di altre culture e tanto meno penso ad apportare modifiche a qualcosa che non potrò mai conoscere appieno. Quello che mi interessa fare è conoscere altri sapori e provare a trovare un modo per utilizzarli nella nostra cucina solita.

Non credo infatti che le mie ricette possano considerarsi azzardate come hai detto tu prima, è solo una questione di abitudine e di voglia di provare qualcosa che non siamo appunto, abituati ad assaggiare o comunque a vedere combinato insieme.

Si tratta sempre però di sapori delicati, le mie proposte cercano l’equilibrio e non vogliono essere azzardate o non comprensibili se non a chi abbia voglia di sperimentare… devono essere buoni per tutti rispettando i gusti personali ovviamente.

Hai voglia di condividere una tua ricetta esotica di cui sei particolarmente fiera con i nostri lettori? 

Non definirei la mia cucina esotica quindi in questo senso faccio fatica a risponderti però posso rilanciare parlandoti di alcune ricette che ci possono fare un viaggio virtuale.

Ti posso parlare di una vellutata di zucca arricchita con latte di cocco e peperoncino e alloro, ha una texture che ricorda il velluto e sicuramente se la provi ti farebbe innamorare.

Di un’insalata di sedano rapa di per se poco interessante ma che se la condisci con delle prugne, delle noci caramellate, un po’ di pepe nero e un goccio di salsa di soia senza sale e del miele caldo diventa spettacolare.

Di una verza cotta al forno con gorgonzola, noci e miele per rimanere sul tema che sorprende sempre, del cavolo viola stufato con semi di cumino, vino rosso e castagne, di una semplicissima insalata di arance, ricotta di pecora, melograno condita con essenza di fiori d’arancio e sciroppo d’acero. 

Dei cavolini di Bruxelles con sesamo nero e zenzero fresco, di un hummus di cavolfiore, di gnocchi con farina di piselli, burrata e caviale…amo molto le farine e i cereali alternativi.

Del Mutabbaq, dolce della tradizione araba, fatto con pasta phillo, ricotta e formaggio di capra, arricchito da pistacchi al naturale e reso golosissimo da un semplice sciroppo al limone con cui irrorarlo abbondantemente.

Di una torta con farina di mais, mandorle e limone e magari ancora di un melone bianco marinato in uno sciroppo di spezie da servire freddo come digestivo.

Che ne dici di questo viaggio?

Grazie Cristina per averci raccontato la tua storia e averci fatto venir voglia di provare le tue squisite ricette.

Se volete contattarla o saperne di più su di lei, potete trovare il blog qui, e la sua pagina Istagram qui!


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