Racconti in valigia: Cibo in viaggio!

Racconti in valigia: Cibo in viaggio!

Condividi questo articolo

La cucina è fatta di profumi e sapori, ma sopratutto di persone, di identità e di cultura. Assaggiare piatti locali, condividere un pranzo “street food” con i lavoratori di un paese, permette di assaporare a pieno non solo la cucina ma anche le loro tradizioni. Oggi con Sara, autrice del blog di cucina Per amore – cibo in viaggio, abbiamo approfondito questo aspetto, e ci ha dato dei consigli utili su come scegliere un ristorante in viaggio.

Scoprite questo e molto altro nella sua intervista:

Raccontaci qualcosa di te e di come nasce il tuo blog;

Il mio blog nasce nel 2017 dopo la mia esperienza in Spagna come insegnante di italiano. A quel tempo avevo molto tempo libero e ho iniziato a sperimentare in cucina e a creare le prime ricette. Rientrata in Italia, in un momento di stallo lavorativo, mi sono lanciata e ho aperto perAmore, questo compendio di ricette prêt-à-porter, come mi piace definirle, perché sono semplici, “pronte all’uso”, alla portata di tutti. Da allora le cose non sono cambiate, gli impegni sicuramente sì, quindi oggi rimane il mio piccolo diario online dove mi piace condividere quello che preparo per me e per chi amo ogni qual volta il tempo me lo concede. Attualmente sono copywriter e traduttrice full time, conduco uno stile di vita green e salutare sebbene nel blog ci siano ricette di ogni tipo e per tutti i gusti. Sono fanatica dello sport e mi piace da matti viaggiare, scoprire (quando si può, è chiaro, e non succede poi così spesso al momento…). Mi piacerebbe un giorno pubblicare un mio libro di ricette dal mondo, chissà.

Come selezioni i ristoranti quando viaggi? Quali fonti di informazione usi? Che valore dai all’estetica del ristorante e del piatto?

Quando viaggio sono molto attenta a cosa mangio e a dove lo mangio, nel senso che quando sono in giro, per me, il cibo è solo quello locale, da consumare rigorosamente in posti tipici, senza troppe pretese. Tutto purché sia buono, genuino e autentico. Non sono tipa da grandi ristoranti, neppure qui in Italia, mi piace scovare le piccole realtà che non conosce nessuno. La taverna in cui si mangia la zuppa più buona della zona, ad esempio, e chi se ne frega se non è impeccabile e se per arrivarci ti tocca un’ora di cammino (il mio compagno lo ha imparato sulla sua pelle). Adoro il cibo da sempre e per me è quasi sacro. L’estetica del piatto non è rilevante, conta la sostanza. Di solito mi faccio consigliare dai locali, che se non hanno interessi di qualche tipo non sbagliano mai e non hanno motivo di mentirti. In alternativa c’è sempre internet, bisogna ammetterlo. Tripadvisor sempre sia lodato, sebbene abbia imparato a consultarlo con occhio molto critico. Mi piace dare un’occhiata veloce all’offerta, lasciarmi ispirare. Poi ci sono sempre i blog di chi è stato lì prima di te, e magari ci è rimasto un po’ di tempo in più e di sicuro qualcosa di buono te lo tira fuori. E poi c’è l’intuito… mai ignorarlo! Più di una volta mi ha regalato grandi piatti…

Tra le esperienze enogastronomiche che hai fatto, quale è quella che ti è rimasta più impressa e che consiglieresti ai nostri lettori?

Oltre all’esperienza indescrivibile di provare piatti buonissimi in posti belli perché unici, preparati da chi ai fornelli è cresciuto mettendo tutto sé stesso, direi che tra le esperienze gastronomiche più belle c’è sicuramente quella nei mercati in Thailandia in cui devi fare dell’istinto e dei profumi la tua guida. Mangiare con i locali che fanno la spesa, che sono in pausa dal lavoro, è sempre magico per me. Mi fa sentire un po’ una di loro. Zero convenzioni, si mangia in piedi, per strada, con le mani. Perché il cibo si vede, si mangia, si annusa, ma si tocca pure. E non c’è cosa più bella di coinvolgere tutti i sensi e fidarsi. E poi c’è la cucina fusion, che sa sorprendere unendo tradizioni, vissuti, persone, storie, luoghi. Indimenticabili anche i miei supermarket tour, ovvero fare la spesa lontano da casa per sentirsi a casa.

Il viaggio diviene per te fonte di ispirazione per nuove ricette?

Eccome se lo diventa! Quando torno dai miei viaggi voglio subito risentire i profumi e i sapori nuovi che conosciuto, quindi mi metto all’opera per ricrearli a modo mio. Spesso sono esperimenti o personalissime rivisitazioni, magari con il bottino di ingredienti che mi sono portata a casa come souvenir dai food market. Sul blog non fanno in tempo ad arrivare quasi mai perché spazzoliamo tutto prima ancora che io possa posare la reflex sul cavalletto. A mia discolpa però posso dire che su perAmore ci sono tante ricette di ispirazione “estera”, dalla rustica galette francese al babaganoush mediorientale. In futuro ci sarà anche una sezione dedicata a queste ricette arricchita dai miei racconti di cibo in viaggio, che poi è anche il claim del blog. È arrivato il momento di fargli onore…

Grazie a Sara, per la sua disponibilità e per i suoi consigli, per averci portato nei suoi viaggi, nei suoi assaggi di cultura locale. Sono sicura che tutti i lettori vorranno provare una esperienza simile a quella di Sara in Thailandia!


Condividi questo articolo

Lascia un commento