Racconti in valigia: chi è felice inquina meno

Racconti in valigia: chi è felice inquina meno

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Oggi il panda è felice di intervistare Alessandra, una blogger che ama condividere le sue avventure “sostenibili” su www.sostenibileperme.it

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Napoletana di origine, per circa 13 anni ho vissuto a Milano, lavorando nel campo delle risorse umane. Godevo di un discreto tenore di vita, diciamo che “non mi mancava nulla”, ma dentro qualcosa, strideva. Più tempo passava, più sentivo non vi fosse più corrispondenza tra la realtà che stavo alimentando e la mia vera natura.  Così, alla soglia dei 35 anni, una “bomba esplosiva” di onestà, coraggio e determinazione (oggi me li riconosco tutti) mi ha fatto “gettare il cuore oltre l’ostacolo” e ammettere a me stessa che se avessi proseguito lungo quei binari – in cambio di un’effimera sicurezza- mi sarei allontanata sempre di più dalla “vera me”. Così, zaino in spalla, nel 2018 mollo tutto e parto per un viaggio da cui non ho più fatto ritorno. Per circa 8 mesi ho vissuto tra eco-villaggi, fattorie, co-housing, alla ricerca di uno stile di vita che fosse più “sostenibile per me”. Trovi il racconto di tutto quello che da allora in poi è accaduto nel blog www.sostenibileperme.it. Oggi vivo a Roma e conduco interventi di promozione della salute secondo un approccio olistico che coniuga Psicoterapia, Yoga e Ayurveda. Il mio motto nella vita? Chi è felice inquina meno.

Quali caratteristiche deve avere una vacanza per essere considerata ecosostenibile?

1. Lentezza: prima ancora di scegliere la meta, inizierei ad interrogarmi sul mezzo che impiegherò per arrivare a destinazione. Il tempo che dedicherò al mio viaggio, sarà parte integrante della vacanza stessa. Quando corriamo da una parte all’alta del pianeta provochiamo un enorme stress a livello ambientale e cellulare.  E’ innaturale per il nostro corpo correre alla velocità della luce, così come, per la nostra mente, poco piacevole, passare da uno scenario ad un altro, senza avere avuto il tempo sufficiente per “metabolizzare” quella distanza. Quindi, sì ai treni regionali, bus, car-sharing e bicicletta. 2. Ospitalità locale: favorire l’accoglienza presso i piccoli privati, piuttosto che nelle grandi catene di alberghi per sentirsi ancora di più parte del luogo che ci ospita, comprenderne da vicino cultura e promuoverne l’economia dal basso. 3. Studiare la mappa e poi perdersi, diamo spazio alla nostra intelligenza e alla creatività per scoprire un territorio, solo così potremmo veramente goderne appieno della sua bellezza, avvicinarci alle persone che vi abitano; ed il nostro impatto ambientale – fuori dai classici circuiti turistici sicuramente sarà ridotto

Ritieni che lo Yoga e il “viaggio” siano paragonabili per il modo in cui aiutano a riscoprire se stessi?

Assolutamente sì, la pratica dello Yoga, potremmo dire sia un vero e proprio “viaggio di presenza”. Ogni volta che mi avvicino a quel tappetino, so che percorrerò nuovi pezzi di me, non so mai cosa accadrà, non posso neanche immaginare cosa mi svelerà lo stare dentro quell’asana quel giorno, a quell’ora, in quel preciso momento della mia persona e del mio corpo. Tutto cambia. Eppure, ogni volta, puntualmente, so che su quel tappetino mi ritroverò. Ripercorrendo la linea del respiro, attraversando muscoli, articolazioni, vene, punti dolorosi, punti di piacere, posso ritrovarmi. Posso sperimentare vecchi e nuovi limiti. Viaggiare ti insegna a stare nelle relazioni, nei luoghi, negli spazi che attraversi, con la pratica dello Yoga accade esattamente lo stesso. Nello Yoga non ci sono mete, non ci sono obiettivi da raggiungere, è tutto dentro l’esperienza stessa della pratica. Come quando – sei in viaggio – tutto ciò che ti accade mentre arrivi a destinazione accade esattamente mentre sei presente a te stesso.

Qual è il tuo viaggio dei sogni?

Sai che non saprei proprio come risponderti?  Da quando son partita quel giorno di neve di quel famoso 10 marzo 2018 non ho mai più smesso di sentirmi in viaggio e ogni giorno, da allora, mi pare che la distanza tra i miei sogni e la realtà si faccia ogni volta più corta, più sfumata. Ecco, diciamo che sia la parola viaggio, che la parola sogno, hanno perso un po’ quelle connotazioni ben precise che avevano prima, prima del mio piccolo, grande capovolgimento di prospettive.  Ti confesso, però, che ecco, che “Tornare a casa” (esattamente non so ancora dirti dove), resta al netto di tutti, il viaggio che continuo a sognare.



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