Racconti in valigia: Amore, Cucina e Viaggio, non serve nient’altro!

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Assieme a Beatrice e Marco ci siamo dedicati oggi alla parte più “gustosa” del viaggio, ovvero il viaggio enogastronomici. Appassionati ed esperti del settore, Marco e Beatrice sono gli autori di Il Babbuino Ghiotto , e ci hanno dato preziosi consigli sulla scelta dei ristoranti all’estero, nonchè ispirazioni per il nostro prossimo viaggio enogastronomico!

Ecco a voi la loro intervista:

Raccontatemi un pò di voi e di come nasce Il Babbuino Ghiotto

Siamo Beatrice e Marco stiamo insieme da cinque anni e siamo sposati da tre. Beatrice è l’artista, la creativa dei due: scrive, dipinge e cucina da quando era bambina, Marco invece è l’ingegnere (anche se non è esattamente un ingegnere canonico…) l’uomo pratico quello che trova sempre il modo di mettere in piedi le cose e che spesso riporta Beatrice coi piedi per terra. Il Babbuino Ghiotto nasce durante il nostro viaggio di nozze in Indonesia nel 2016, era da un po’ di tempo che ci attraeva l’idea di aprire un blog dove raccontare la nostra comune passione per la cucina, per l’enogastronomia e per i viaggi ma fino a quel momento ci era mancato lo slancio ed il tempo per metterci a farlo. Tre settimane di vacanza furono il catalizzatore delle nostre aspirazioni, fu durante quel viaggio che cominciammo a pensare a come ci sarebbe piaciuto strutturare il blog ma fu anche il primo momento in cui cominciammo a pensare a tutta una serie di attività e piccoli grandi sogni per il nostro futuro. E dopo tre anni, tanta fatica e tanti sacrifici, tutti quei sogni si stanno realizzando. Il nome Babbuino Ghiotto è più complesso, diciamo solo che dopo poco tempo che uscivamo insieme Marco cominciò a apostrofare Beatrice chiamandola “Babbuina”, da lì poi per gli amici abbiamo cominciato ad essere “i Babbuini” e alla fine ci siamo affezionati a questo animale e abbiamo deciso di inserirlo nel nome del nostro blog. Una piccola curiosità: anche la nostra gatta si chiama Buina (una sorta di soprannome/abbreviazione da Babbuina).

Quando viaggiate, tendenzialmente, come selezionate i ristoranti dove mangiare? Intuito, Tripadvisor, consigli dei locali? E’ importante l’apparenza esteriore del ristorante?

Partiamo subito dicendo cosa NON usiamo: siamo assolutamente contro Tripadvisor, la risorsa in sé è utile per segnalarti quali attività siano presenti nella zona interessata, ma le recensioni spesso sono fuorvianti e inutili. Negli anni abbiamo imparato che il miglior modo per avere delle indicazioni reali, professionali e garantite è utilizzare delle guide serie. Esistono svariate guide che danno informazioni attendibili ed utilissime, noi consigliamo prima di tutto di capire bene in che “tipo” di ristorante si desidera andare e poi orientarsi sulla guida più adatta. Per l’Italia noi siamo degli affezionati di “Guida alle Osterie d’Italia” di Slowfood che compriamo tutti gli anni e che non ci ha mai deluso, per l’estero abbiamo avuto grandi soddisfazioni da “Where Chefs Eat. La guida ai ristoranti preferiti dagli chef” edita da Phaidon abbinata a “Where Bartenders Drink: guida ai cocktail bar preferiti dai bartender” dello stesso editore. Come risorsa online ci siamo invece spesso trovati ad utilizzare ViaMichelin (https://www.viamichelin.it/ ) e ci piace attraverso i social chiedere ad amici e followers se hanno dei suggerimenti. Ovviamente l’ideale è avere una persona fidata sul posto, ma non sempre è possibile.

L’apparenza del ristorante è importante ma non in senso restrittivo e assoluto, è importante rispetto alle aspettative che ti sei fatto a priori. Se stai cercando un’osteria tipica di quelle ruspanti e alla buona, è chiaro che in quel momento non ti interessa avere arredamento e servizio di uno stellato e ovviamente viceversa. E’ tutta questione di capire bene cosa si cerca per quella determinata cena. Anche entrare in una bettola a caso può essere un’esperienza fantastica se vissuto nel giusto modo.

Il viaggio diviene fonte di ispirazione per nuove ricette? C’è stato un viaggio tra tutti che vi abbia fornito particolari stimoli culinari?

Viaggiare sperimentando la cucina del posto è il modo migliore per entrare dentro le tradizioni e le abitudini dei locali, e ovviamente è anche un grandissimo stimolo a cercare nuove ricette, sperimentare nuovi ingredienti e diversi abbinamenti. Fra i viaggi che ci hanno lasciato di più da questo punto di vista sicuramente il già menzionato viaggio di nozze in Indonesia, dove abbiamo anche fatto un corso di cucina e abbiamo capito bene come certe ricette dai profumi e sapori completamente diversi dai nostri andassero realizzate, poi il viaggio a Cipro che ci ha spinto a cercare di replicare il souvlaki perfetto e infine (inaspettatamente) una vacanza in riviera romagnola dalla quale siamo tornati con la macchina piena zeppa di piadine da cuocere e col testo romagnolo (il supporto su cui la piadina va cotta) che da allora è diventato uno dei nostri strumenti da cucina più amati. In generale comunque diciamo che i souvenir legati al cibo sono i nostri preferiti, se ne abbiamo la possibilità torniamo sempre pieni di mille vizioserie da mangiare e da far provare ai nostri amici.

Avete un viaggio (anche enogastronomico nel cassetto)? Una destinazione, un ristorante specifico?

Uno solo? Impossibile! Allora premettiamo che in questo momento stiamo mettendo tutte le nostre risorse in un progetto che ci sta molto a cuore sempre nel segno del Babbuino, nell’arco di pochi mesi andremo infatti ad aprire una piccola struttura ricettiva a Verona e quindi grandi viaggi almeno per un anno non saranno possibili. Ma non appena torneremo operativi un viaggio sicuramente diverso dal solito e di cui parliamo spesso è in moto (in sella ad una Harley Davidson di cui siamo grandi fan) negli stati USA del profondo sud: Texas, Florida, Louisiana, Georgia… non in molti lo sanno ma è proprio in quest’area degli Stati Uniti che si possono sperimentare le tradizioni culinarie più autentiche come la cucina cajun. Questi stati rappresentano un meltin pot, una stratificazioni di culture diverse con tradizioni letterarie, musicali e gastronomiche senza uguali e spesso poco considerate da noi europei. Il posto dove vorremmo mangiare in questo caso è un Festival chiamato “Hogs for the Cause” (Hog vuol dire maiale) a New Orleans che riprende le tradizionali feste del sud dove si preparava il maiale all’aperto per tutto il vicinato. Durante “Hogs for the Cause” ogni anno 85 bbq masters e chef si sfidano in diverse categorie con preparazioni a base di carne di maiale, il tutto accompagnato da birra e buona musica.

Cari lettori, non so voi ma a me è venuto sia un “leggero” appetito che una grande voglia di viaggiare! Grazie Marco e Beatrice per averci ispirato e portato con voi nei vostri viaggi enogastronomici.

Per tutti coloro che, affamati, cercano ispirazioni di cucina,   di viaggio o che semplicemente desiderano maggiori informazioni, vi lasciamo il link al loro sito qui.


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