Racconti in valigia: Alla scoperta dei luoghi di frontiera

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Oggi il Panda ha intervistato per voi Gianluigi, autore del blog  Gigi Cogo Travel Blog  nel quale racconta ai suoi lettori la sua storia e le sue esperienze di viaggio. Siete curiosi di scoprire cosa ci ha raccontato?

Ecco a voi le sue parole:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Il blog nasce in un momento nel quale ero particolarmente ispirato e costante nello scrivere su web, dunque una decina di anni fa quando i blog erano molto più diffusi dei social. Ammetto che a quel tempo ne gestivo davvero parecchi.

Occupandomi di diverse tematiche tecnologiche relative al mondo dell’innovazione digitale (piuttosto pallose) avevo perciò bisogno di un qualcosa di mio, di personalissimo e molto intimo, legato alla mia vita alle mie passioni e al mio tempo libero.

Dunque cominciai a riordinare un po’ di foto digitali e a mettere in fila i ricordi legati alle stesse. Poi avviai un’opera (lunghissima e mai terminata) di scansione delle vecchie foto analogiche per poterle riposizionare in digitale sul web.

Ero convinto che un operazione di ‘timehop’ mi avrebbe fatto riemergere bei ricordi che potessero anche essere condivisi con gli altri come suggerimenti per i viaggi futuri e scoperta di nuove mete.

Ammetto che l’operazione è ardua ma pian piano la sto portando avanti, mentre ovviamente riesco con più facilità a postare i racconti recenti che si avvalgono di tutte le tecnologie digitali attuali.

Oggi grazie a Medium son riuscito a trasportare tutti i miei vecchi blog alloggiati su wordpress su questa community e l’ho fatto con convinzione perchè ciò che mi piace di Medium è il network non tanto le funzionalità che per un blog di viaggi non servono più di tanto. Infatti, postando alcune foto, concentrandosi sui contenuti e inserendo qualche elemento di networking il gioco è fatto. Ciò che serve invece è un audience e Medium la porta in dote grazie ai milioni di iscritti che ha in pancia.

Sulla stessa piattaforma gestisco anche altri blog, legati alla mia professione che sostanzialmente è quella del ‘project manager’, legata ai temi dell’innovazione digitale.

Hai un luogo in particolare che ti è rimasto nel cuore?

Più di uno, ma la California rimane un sogno nel cassetto, ovvero un posto dove vivere, non solo visitare.

Ha tutto quello che mi piace, ovvero il sole, il calore, le grandi città, i parchi naturali, la cultura messicana, la tolleranza e l’approccio multietnico, l’innovazione (Silicon Valley) e ovviamente il miglior cinema del mondo.

L’ho visitata diverse volte e ci tornerei sempre. Un luogo che non stanca e che offre sempre sorprese. Se devo dirti un punto preciso dove mi piacerebbe ricominciare una vita da capo,  staccando la spina, ti direi San Diego, con le sue spiagge e la sua incredibile luce. Incomparabile.

Come decidi la meta del prossimo viaggio?

Bella domanda. E’ un rapporto spesso emotivo, legato a fatti anche quotidiani che non puoi preventivare. Magari mangi una buona bistecca di carne argentina e ti vien voglia di visitare la Patagonia. Succede che sei stanco dell’afa e dello stress cittadino e allora vien voglia di ritirarsi in un’isoletta delle Highland scozzesi, ecc. A quel punto apro google maps e comincio a guardare le foto che gli utenti postano e mi faccio suggestionare. Poi controllo i costi, le recensioni sui vari siti che ospitano giudizi e il gioco è fatto.

Privilegio molto la libertà, ovvero poter arrivare nel posto scelto con la mia auto, e laddove non è possibile, mi occupo da subito del noleggio, privilegiando un auto comoda e che possa arrivare ovunque.

Hai un “viaggio nel cassetto”? Se sì raccontacelo!

Devo riuscire a organizzare un tour che mi permetta di arrivare alla Terra del Fuoco. Un po’ perchè ho la fissa dei luoghi di frontiera o ‘finisterre’ come venivano chiamati una volta e un po’ perchè la Patagonia rimane uno dei posti più incontaminati del pianeta.

Vorrei dunque attraversare le Ande in auto (l’ho fatto solo in aereo), i deserti dell’America del Sud e poi arrivare a Ushuaia, e ancora più giù per vedere le balene. 

Ci sarà un perchè molti italiani sono emigrati in Sud America? Io non lo conosco, ma vorrei scoprirlo.

Grazie Gianluigi per averci raccontato di te e  per averci portato alla scoperta del tuo viaggio, fornendoci dei preziosi consigli per quando ci andremo! Il Panda già prepara la valigia!

Vi ricordiamo che tutte le foto che vedete sono tratte proprio dal suo blog

Quindi, se volete avere maggiori informazioni su di lei, sui suoi viaggi,  o volete contattarla, vi lasciamo il link al suo sito qui.


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