Gita fuori città: intervista a Luca Guidetti

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Oggi abbiamo il piacere di intervistare Luca Guidetti, autore del Blog ‘Gita fuori città’.

1. Parlami un po’ di te e di come nasce il tuo blog.

Ciao, mi presento. Mi chiamo Luca, ho 28 anni e nella mia routine casa, lavoro e palestra appena riesco prenoto un biglietto per un volo aereo e parto alla scoperta del mondo. Amo viaggiare e scoprire ciò che mi circonda lasciandomi trasportare dai racconti delle persone che conosco durante le mie esperienze all’estero. Ma non solo. Amo anche la parte che precede ancor stesso il viaggio, studiare gli itinerari, leggere i blog, le recensioni e buttare giù schizzi di programmi ed escursioni. “Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero di angolazioni possibili”. Questo è diventato un po’ il mio motto, mi rappresenta molto questa frase e, se considero quante angolazioni mi mancano ancora, non posso che sorridere e pensare che ho ancora tutta una vita davanti per viaggiare. Nel corso degli anni, sommerso da diari di viaggio e mille appunti sui vari tour, ho iniziato a pensare a cosa potesse servire tutto ciò. Che senso ha avere tante esperienze da raccontare e poi tenersele solo per sé? Da qui nasce l’idea di aprire un blog di viaggi. Idea che prende forma nel 2019 con la nascita di Gita Fuori Città, una sorta di guida per tutte quelle persone che non si stancheranno mai di essere curiose, un po’ come me. Nel mio blog troverete i racconti di tutti i miei viaggi e numerosi consigli su come viversi queste esperienze all’estero nel migliore dei modi possibile.

2. Quando hai capito che viaggiare avrebbe avuto un ruolo rilevante nella tua vita?

Sono cresciuto con la mentalità dei miei genitori che fin da piccolo mi hanno insegnato ad essere sempre curioso di tutto ciò che mi circonda, superare le classiche barriere mentali e fisiche e scoprire quanto è bello il mondo intorno a noi. Non potrò mai smettere di ringraziarli per ciò. Ho iniziato a viaggiare da piccolo mano nella mano con loro. Dapprima in Italia, poi nelle più classiche capitali europee, come Parigi, Londra e infine in paesi come la Tunisia e l’Egitto. Crescendo la passione per il viaggiare, o come mi piace definirlo il “vivere il mondo”, è aumentata sempre di più, con essa anche la mia età e questo mi ha permesso di diventare autonomo, fare lavoretti, mettere via soldi, il giusto necessario per poter partire di nuovo e riiniziare da capo. E’ un po’ la mia benzina quotidiana, l’energia che mi serve per poi poter sopravvivere nella quotidianità di tutti i giorni, nella frenesia di una Milano sempre di corsa e affollata.

3. Prediligi i viaggi naturalistici oppure quelli nelle grandi città?

Bella domanda! Sai che non so esattamente darti una risposta. Dipende molto dal mio stato d’animo e forse un po’ anche dal periodo dell’anno. Tendenzialmente durante il periodo autunnale/invernale ho sempre optato per visitare grandi città e capitali. Penso che ogni città abbia un passato da raccontare e una storia da studiare. Ammetto che non sono molto tipo da musei, amo invece visitare monumenti e chiese anche se ogni tanto preferisco lasciarmi trasportare dalle emozioni e girare le città alla ricerca di tradizioni e usanze tipiche. Detto ciò di sicuro non disdegno i viaggi all’avventura in mezzo alla natura, fuori dal caos delle zone più turistiche. Non per niente i due viaggi che mi hanno maggiormente lasciato un segno nel cuore sono stati quelli fatti in Tailandia e in Irlanda. Entrambi zaino in spalla e fuori dai classici confort cittadini.

4. Quanto influisce sulla buona riuscita di un viaggio l’organizzazione pre partenza?

Penso che l’organizzazione sia fondamentale per potersi poi vivere nel miglior modo possibile il viaggio. Io sono uno di quelli che passa ore e ore sul computer e sulle mappe prima di partire. Cerco sempre di crearmi tour giornalieri in modo da poter ottimizzare i tempi. Per far ciò però bisogna studiarsi gli itinerari e le distanze tra le varie tappe, decidere cosa è fondamentale vedere e cosa invece può risultare superfluo. Viaggiando molto ho anche capito che ci sarà sempre qualche imprevisto durante il viaggio, quindi è anche importante avere un buon spirito di adattamento e prepararsi sempre qualche piano B nel caso dovesse saltare qualche meta. 

5. Il tuo viaggio in Irlanda:

Mozzafiato! Forse questa è la parola che lo descrive nel miglior modo possibile! Dieci giorni di continue emozioni. Anche in questo caso è stato un viaggio programmato e organizzato con largo anticipo. Al volante di una piccola Peugeot alla conquista di questo territorio immerso nella natura. Da Dublino alla piccola cittadina di Kilkenny, dalla Rock of Cashel a Cork, Limerick, Galway, per non dimenticare le Isole Aran e ovviamente le Cliff of Moher. Queste sono solo alcune delle mille tappe di questo indimenticabile viaggio. Il bello dell’Irlanda è che non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo. Sei circondato da un verde quasi finto, un verde di quelli disegnati con i pastelli dai bambini e tutto ad un tratto ti ritrovi ai piedi di un castello o una fortezza abbandonata. E’ incredibile! Ovviamente tutto ciò con un’immancabile colonna sonora di musica folk irlandese. Non si può rimanere fermi, il piede inizia a muoversi da solo e battere sul suolo. Non ci sarà più un pasto o un  boccale di Guinness  non accompagnati da una ritmata musica irlandese. Potrei stare qui ore e ore a raccontarti storie di questo viaggio, ma l’Irlanda è da vivere! Non potrei mai solo con le parole trasmettere quello che si prova quando sei lì!    

6. Cosa consiglieresti ai nostri lettori che stanno organizzando un viaggio verso questa bellissima meta? Qual è il periodo migliore per partire e quali sono le tappe obbligatorie?

Come periodo, direi l’estate, io personalmente sono andato ad Agosto. E’ un paese piuttosto freddo e alcune zone, soprattutto la parte delle scogliere, sono molto ventilate. Bisogna abituarsi alla pioggia. Non c’è alternativa, non avrei mai pensato di riuscirci nemmeno io, ma qui piove di media 5 o 6 volte al giorno, spesso è una stupida pioggerellina che dura pochi  minuti ma dovrete abituarvi perché sarà la vostra fedele compagna di viaggio. A livello di tappe penso che dipenda molto dagli interessi personali, ad esempio io, non essendo particolarmente amante delle grandi città caotiche, ho voluto dedicare solo due giorni scarsi  alla visita di Dublino mentre ho concentrato la gran parte del viaggio nella zona sud e ovest dell’Irlanda. Di sicuro per chi volesse fare solo un weekend, toccata e fuga, consiglio di visitare bene Dublino (sul mio blog troverete un tour per poter visitare la città in soli due giorni). Per chi, invece, avesse a disposizione un periodo più lungo le mete assolutamente da non perdere sono Galway, è una cittadina veramente stupenda, più che altro da viversi di sera, le Isole Aran, raggiungibili in traghetto da più punti della costa, e indubbiamente le famosissime scogliere, le Cliff of Moher.  

Potete leggere altri racconti di Luca direttamente sul suo blog e seguirlo sui suoi profili Instagram e Facebook


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