Racconti in valigia: Un fotografo viaggiatore

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Mario Troiani, un brillante fotografo di viaggio e non solo. Trovate i suoi scatti su MarioTroiani e sul suo profilo Instagram

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Ho iniziato a occuparmi di fotografia da molto giovane sperimentando il fascino della fotografia in bianco e nero. La magia di veder apparire in camera oscura una immagine che lentamente prendeva una forma definita.
Negli anni 80 ho lavorato in diversi studi fotografici per foto di still life e fashion. Ma dopo qualche anno mi sono reso conto che la mia vera passione era quella di fotografare per raccontare le miei emozioni e una storia. Così mi sono dedicato alla fotografia di reportage prevalentemente di viaggio, vendendo i miei servizi a riviste e libri di viaggio.
Ho visitato e fotografato in tutti i Paesi dell’ Oriente (Cina, India, Indonesia, Laos, Tailandia, Cambogia, Vietnam, ….). In quegli anni era abbastanza difficile viaggiare in alcuni posti ma l avventura e la scoperta quotidiana era lo stimolo per ottenere degli scatti interessanti.
I tempi erano più dilatati e il risultato del proprio lavoro lo potevi vedere solo al ritorno dopo vari mesi di viaggio.
Fine anni 90 mi sono dedicato a diversi progetti nell’ ambito cinematografico. Ho collaborato con Medusa Film, istituto Luce, Movietime,…. Su progetti di restauro e digitalizzazione di Classici del Cinema Italiano.
Negli ultimi anni mi sono trasferito a Tel Aviv innamorato della luce e dell energia di questa città. Qui ho deciso di raccontare con le mie immagini la mia visione di questo Paese. Ho realizzato diverse esposizioni in Israele e USA.
Oggi continuo a viaggiare e fotografare per progetti differenti. Sono appena tornato dalle Filippine incaricato dalla ufficio del Turismo delle Filippine.

Quale pensi sia il legame tra viaggio e fotografia?

Più che un legame per me sono una cosa sola. La macchina fotografica è un elemento che mi ha sempre accompagnato nei viaggi e nella mia quotidianità.
Per poter fotografare e viaggiare è importante essere curiosi e senza pregiudizi. Non essere timorosi di condividere le proprie esperienze con le persone del luogo e rispettare le loro esigenze e usanze. La fotografia serve a narrare e esprimere delle sensazioni vissute e cercare di trasmetterle.

Condividi con noi la storia dietro lo scatto che “meno ti aspettavi”

Quando scatto cerco sempre di creare una composizione, direi quasi una scena. Aspetto che gli elementi e le persone siano nella posizione a me più congeniale e poi scatto. Tal volta riesco nel mio intento e altre no. Ma alcune volte mi scappano dei particolari che poi riscopro rivedendo la foto sullo schermo del computer. Sono elementi secondari ma se ci si sofferma sono molto interessanti .
Ho la fortuna di produrre le miei foto in formati grandi da 1,50 x 1,00 metri fino a 6,00 x 3,00 metri e quindi si ha sempre il tempo di poterle osservare e ammirare la composizione e i dettagli.
Ogni scatto porta qualcosa di unico e spesso non ti immagini la bellezza di alcuni luoghi e la felicità di poterli vedere e fotografare.

Che consigli ti senti di dare ad un fotografo-viaggiatore alle prime armi?

Oggi esistono diversi mezzi che aiutano tutti a viaggiare e fotografare. Ma credo che un fotografo debba prima di tutto trovare un proprio stile fotografico per poter farsi riconoscere dal pubblico.
La curiosità è fondamentale, come lo spirito di osservazione.
Oggi il mondo è stato quasi tutto fotografato ma si è sempre alla ricerca di nuove visioni. Quindi creando un proprio stile espressivo si riesce meglio a comunicare in modo diverso da altri fotografi.
Un consiglio è quello di scoprire a fondo il mondo intorno a sé e fotografarlo. Ricordo che quando ero all inizio del mio percorso, una importante rivista francese alla quale avevo portato i mie lavori dell’ Oriente a visionare, mi disse “ma non hai materiale sul tuo Paese l Italia?”
Allora capii che per ottenere delle fotografie importanti non è necessario viaggiare lontano ma è importante raccontare il proprio luogo. Chi meglio di te lo conosce?


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