Racconti in valigia: un’ esperienza diversa, tour fotografici!

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Giulia Adami

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce la tua passione per la fotografia

Quando ho incontrato la fotografia ero molto giovane, mi ero trasferita ad Oxford da alcuni mesi per studiare, lavorare e parlare con le persone. Avevo deciso di studiare lingue con un approccio più pratico, non all’università. Per caso, una sera mi fermai davanti alla vetrina di un negozio di materiale fotografico usato e comprai la mia prima fotocamera: da quel giorno non ho più smesso di osservare il mondo attraverso la lente della mia macchina fotografica e di scattare foto per comunicare con gli altri attraverso il linguaggio visivo. Cercavo di imparare un lingua e ho trovato un linguaggio universale.
La fotografia è diventata il mio lavoro nel 1992 e oggi sono una professionista certificata Adobe in Photoshop e Webmaster. Organizzo tour e workshop fotografici in alcune delle città italiane più belle e ricche di storia, come Roma, Venezia, Verona, viaggi fotografici all’estero in Portogallo, Marocco e tante altre destinazioni. Guido le persone alla scoperta dei luoghi più caratteristici per ammirarli da un punto di vista diverso e immortalarli con una consapevolezza tecnica ed emotiva nuova e a volte anche inaspettata. 
Ho selezionato un gruppo internazionale di amanti della fotografia, i Photo Lovers, ci incontriamo online e una volta all’anno offline, durante il Festival Internazionale di Fotografia “I Love Photography.eu”, con una mostra fotografica, seminari e networking fotografico.

In cosa consistono i tuoi tour fotografici?

I tour fotografici sono una soluzione che propongo principalmente a Venezia e Verona e sono rivolte ad appassionati di fotografia che hanno poco tempo a disposizione e vogliono imparare a scattare foto più belle in un contesto che non avrebbero facilmente trovato da soli.
I workshop e i viaggi fotografici sono rivolti ad appassionati di fotografia che vogliono migliorarsi in una tecnica in particolare, condividere con altri la loro passione e seguire un programma di più giorni appositamente adattato ai tempi fotografici, cioè per essere al posto giusto nel momento giusto, fotograficamente parlando.

Qual è il viaggio che ti ha dato la possibilità di fare gli scatti che ricordi con più gioia?

In realtà tutti i viaggi sono belli, difficile tornare da un viaggio senza aver qualcosa di bello da raccontare e mostrare. Il mio viaggio fotografico più recente è stato il Marocco e forse per questo il più fresco di ricordi. E’ un paese ricco di piacevoli sorprese dal punto di vista paesaggistico e umano, le persone sono ancora genuine, specialmente al di fuori dei grandi centri urbani, fantastico sia per foto di paesaggio sia per la street photography.

Che consigli ti senti di dare ai fotografi in viaggio alle prime armi?

Il primo consiglio è certamente quello di avere batterie e schede di memoria di scorta per chi usa fotocamere, un powerbank per chi usa smartphone. Il secondo è quello di sfruttare la luce dell’alba e del tramonto per fare foto di paesaggio a colori,  usare la luce delle ore centrali per fare foto alle situazioni di vita quotidiana in bianco e nero. Per ultimo cambiare punto di vista e altezza di ripresa per cercare inquadrature originali.


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