Racconti in valigia: Sapori in viaggio

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Patrizia, una cuoca che ama sperimentare e lasciarsi ispirare dai sui viaggi. Trovate le sue ricette, itinerari e consigli su Sapori in viaggio

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Ciao a tutti! Mi presento: sono Patrizia, vengo dalla provincia di Pavia, ma sono una cittadina del mondo! Qualche anno fa ho iniziato il mio percorso di ricerca culturale-gastronomica, viaggiando in lungo e in largo e raccontando, attraverso immagini e storie, le mie scoperte nel progetto Sapori in Viaggio. La mia passione per la cucina ha origine fin dall’infanzia, quando guardavo con ammirazione mamma e nonna mentre cucinavano con amore e dedizione per tutta la famiglia. Quella per i viaggi è subentrata quando la mancanza di libertà e il crescente senso di oppressione mi stavano imprigionando. La vita da architetto non faceva per me, così ho deciso di slegare le catene e partire per gli Stati Uniti d’America.

Quale viaggio ti ha dato più spunti per nuove ricette?

Il viaggio che più mi ha lasciato il segno è stato quello in Perù. Qui ho potuto constatare che con pochi ingredienti, si possono creare grandi piatti. Il Perù è lo stato con la maggior varietà di patate al mondo e, per via delle condizioni ambientali e climatiche, sono spesso la base dell’alimentazione dei locali. Ma basta una salsa leggermente piccante, insaporita con un po’ di formaggio, ed ecco a voi le Papas alla Huancaina, sfiziose ed eleganti. La loro tradizione prevede che si consumino anche prodotti decisamente insoliti per le nostre tavole, come l’alpaca e il famoso Cuy, una sorta di porcellino d’india al forno, riconosciuto come emblema della nazione. Che dire poi della Cheviche: pesce crudo marinato con lime, zenzero, sale e pepe. È diventata la mia ossessione, in ogni ristorante dove mangio, se la trovo nel menù, la ordino e spero sempre possa riportarmi ai momenti passati in quel meraviglioso Paese!

Lasciaci la tua ricetta etnica preferita

Ho provato i più disparati piatti in giro per il mondo, ma uno che non mi stuferei mai di mangiare è il tajine marocchino. Questa pietanza prende il nome dal contenitore utilizzato per cuocere tutti gli ingredienti, conosciuto per la sua caratteristica forma conica (adatta per una cottura che riesca a mantenere tutti i sapori al suo interno). Tra le vie di Marrakech lo si trova in ogni versione: vegetariano, di pollo, di agnello, di pesce. La ricetta base prevede per 4 persone:

2 limoni canditi

2 patate, 4 zucchine, 1 peperone, 3 pomodori, 2 cipolle, cipolle

Frutta secca (fichi, prugne, albicocche, uvetta)

80 gr mandorle

Olive miste

Spezie (l’ingrediente fondamentale per la riuscita di un buon tajine): paprika, cumino, ras el hanout (‘Il meglio della drogheria’ un mix di 30 piante dai sapori incredibili!), curcuma, cannella E in base alla versione che preferite potete aggiungere pollo, pesce o agnello
La prima fase consiste nel portare a bollore dell’acqua e reidratare la frutta secca e le mandorle per qualche minuto. Scolate il tutto e procedete alla pulitura e al taglio (grossolano) delle verdure. Sul fondo del tajine fate un primo strato di verdure, olive, frutta e cospargete di spezie. A questo punto, unite la carne che avete scelto, speziate, e coprite con l’ultimo strato di ingredienti e spezie. In cima mettete i limoni canditi e bagnate con acqua o brodo. Chiudete il tegame con il suo coperchio e lasciate cuocere per almeno 2 ore. Il perfetto abbinamento è con il cous cous o con il batbout, il pane marocchino che viene usato al posto delle posate.

Durante il tuo viaggio negli USA quale città ti ha colpito maggiormente?

Durante il mio anno negli States ho avuto la possibilità di viaggiare lungo la Costa Atlantica e quindi di visitare città come New York, New Orleans, Washington, Miami. Quella che però mi ha particolarmente colpita è Chicago. Sarà che l’ho sempre studiata sui libri di architettura per Mies van der Rohe e i suoi grattacieli o sarà perché il mio ‘mentore’ Anthony Bourdain (il cuoco viaggiatore) l’ha sempre decantata come una delle capitali gastronomiche contemporanee, ma me ne sono innamorata. Gli spazi verdi si integrano con gli edifici moderni, che a loro volta non disturbano gli elementi storici della città. Conosciuta anche come ‘windy city’ (non per via del clima, ma per l’impetuosità dei suoi deputati dopo l’adesione agli Stati Uniti), Chicago mi ha offerto una gastronomia variegata e di qualità, mi ha regalato scorci mozzafiato ed esperienze come lo Skydeck, dove solo un vetro sotto i vostri piedi e 102 piani, vi separano dal terreno.

Per molte altre ricette, consigli e storie vi consigliamo di visitare Sapori in viaggio


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