Racconti in valigia: Countryhouse “Il Vichiaccio”

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Massimo, che insieme a sua moglie Beatrice gestisce la Countryhouse Il Vichiaccio

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce la tua countryhouse

Io e mio moglie Beatrice siamo sempre stati appassionati e curiosi viaggiatori: in auto, moto, camper, bicicletta e a piedi. Pur abitando in un piccolo paese, sognavamo di vivere in piena campagna, immersi nella natura.
Aprire un piccolo borgo dedicato alla ricettività come il Vichiaccio ci sembrava la risposta giusta per coniugare queste due esigenze, quella della vita all’aria aperta e quella di incontrare persone che raccontassero di se, della loro cultura, delle loro terre.

Quali sono le principali attrazioni che circondano Il Vichiaccio?

Il Vichiaccio si trova nelle immediate vicinanze di Firenze.Siena è a soli 40 km. Basterebbero queste due città, con i loro tesori artistici e culturali, per esaurire le attrazioni che richiederebbero non giorni ma settimane per essere conosciute davvero. In realtà la nostra terra è fatta di mille altre meraviglie da scoprire, come i vigneti del Chianti, con le sue cantine e i suoi castelli, le fabbriche di cotto artigianale di Impruneta, le centinaia di borghi medievali.

Esiste una tradizione, usanza o ricorrenza toscana poco conosciuta?

La Toscana ha saputo custodire bene le sue tradizioni e le sue usanze. Alcune sono conosciutissime, come il Palio di Siena o lo scoppio del Carro a pasquetta, a Firenze.
Altre lo sono meno, ma non per questo meno interessanti.
Nel nostro piccolo paese, Mercatale, esiste per esempio una festa, la “Festa dei Confetti” che si celebra in aprile.
In quella occasione  si rievoca, con sfilate nei costumi dell’epoca, in particolare quelli da sposa, mercatini vintage e concerti, una vecchia ricorrenza che risale agli anni ‘50, quando i giovani dichiaravano il loro amore alle coetanee facendo scivolare nella tasca dell’amata un dolcissimo confetto, simbolo di amore e di promesse per un progetto di vita da condividere.

Quali sono le specialità enogastronomiche del tuo territorio che preferisci?

La ribollita: un minestrone cucinato “alla contadina”, con aggiunta di pane (meglio se vecchio di qualche giorno..) fatto con verdure della stagione invernale.
Ingrediente fondamentale il cavolo nero, che per essere squisito, deve rigorosamente essere quello sopravvissuto alla prima gelata.
Il nome “ribollita” nasce dal fatto che i contadini la preparavano per tempo e poi la riscaldavano (ribollivano appunto) per i giorni a seguire.
Tocco finale l’immancabile giro d’olio extravergine del chianti, da mettere a crudo per gustarne a pieno gli aromi.


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