Racconti in valigia: Appassionarsi di cucina con Carla di Spadellandia

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Carla, collaboratrice di Spadellandia, un blog ricco di ricette e consigli per tutti gli appassionati di cucina, esperti e non.

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce la tua collaborazione con il sito di Spadellandia

Mi chiamo Carla Marchetti, sono chef a domicilio, autrice di libri di cucina, collaboro con Spadellandia e tengo corsi di cucina vegana, vegetariana e per celiaci.  In poche parole tutto il mio mondo professionale, e non solo, ruota intorno alla cucina.
Sono nata agli inizi degli anni ‘50 a Firenze. La mia famiglia, tutti insegnanti e professori da parte del babbo e proprietari di un grande ristorante e di un albergo da parte della mamma, non era certo facoltosa ma non mi è mai mancato nulla e sono cresciuta in un ambiente sereno e spensierato. La nonna materna, Rosa, purtroppo fu costretta a lasciare il ristorante di Montecatini di cui era proprietaria e da quel momento decise di occuparsi di noi nipoti a tempo pieno. Ci ha fatto da tata, e oltre ad accudirci con amore e dedizione, si dilettava a cucinare. E come cucinava! Io, innamorata della manualità della nonna Rosa, la seguivo passo passo nella sua arte di trasformare in manicaretti qualsiasi cosa le capitasse tra le mani: ravioli, tortellini, lasagne (tutti preparati con l’intento di recuperare avanzi e tutti rigorosamente fatti a mano), arrosti (pochi, a quei tempi la carne si mangiava raramente). Ogni tanto, capitava anche il giorno del fritto misto, tutto di terra però. Perché in quegli anni e in quelle zone, il pesce non veniva preparato quasi mai. Con lei mi sono innamorata del cibo e non solo, da lei ho ereditato anche la passione per i viaggi, la curiosità di confrontarmi con tradizioni di paesi diversi per scoprire usanze e costumi che mi hanno fatto viaggiare molto, anche con la fantasia.
Con i “ragazzi” di Spadellandia ho lavorato a lungo, anche prima della nascita del sito di Spadellandia. Come scrittrice di ricette, cuoca, fotografa e poi anche come autrice di libri di cucina, quando esistevano solo i libri cartacei per capire come preparare un manicaretto. Il progetto di Spadellandia mi ha entusiasmato subito e mi ci sono appassionata. Cerco sempre di effettuare un lavoro di ricerca abbastanza capillare e minuzioso affinché chiunque si avvicini a questo mondo – per molti ancora inesplorato – possa apprezzarlo, e possa poi riuscire a cucinare con facilità, ma sempre con attenzione a se stessi e all’ambiente.

Qual è stato il viaggio che pensi ti abbia dato più spunti per nuove ricette?  

Da ragazzina, negli anni Sessanta, ho avuto la possibilità di viaggiare spesso con i miei genitori perché avevamo la roulotte e ciò ci consentiva di spostarci con facilità. I nostri viaggi avvenivano esclusivamente in Italia; dapprima all’interno della nostra regione, la Toscana, poi a poco a poco abbiamo iniziato a percorre tutta l’Italia, da nord a sud. Le nostre mete privilegiate erano comunque sempre posti di mare, che tutti noi amavamo profondamente. Oltre alla bellezza dei luoghi, mi affascinava e m’incuriosiva molto la cucina di mare, poco conosciuta da noi che venivamo dall’entroterra. Ho sempre avuto la curiosità per i paesi con una cultura diversa dalla nostra e sono sempre stata attratta dai loro piatti tipici. Il viaggio che ha lasciato un segno profondo nella mia memoria credo sia stato quello nel sud Italia, sulla costa calabrese affacciata sullo Ionio. Anche se eravamo in roulotte, spesso mangiavamo nei ristorantini locali che cucinavano pesce. Da lì ho capito che questo tipo di cucina mi è davvero congeniale e mi piace molto. Pesci, molluschi, crostacei è un mondo tutto da scoprire. 

La tua ricetta esotica preferita   

Dopo aver provato e assaggiato tanto, sia per lavoro che per curiosità personale, la ricetta esotica che mi ha dato più soddisfazione è quella dei Ravioli al vapore. Un “guscio” leggerissimo di pasta che può racchiudere vari ripieni, il mio preferito è quello di gamberi, ma anche quello vegetariano non è niente male. Serviti con la salsa di soia – quella vera però, che ha una lunga fermentazione – sono una delizia.

Qual è il tuo viaggio dei sogni?

Beh, di viaggi ne sogno tanti, ma forse quello che più vorrei realizzare è un viaggio in India. Un viaggio che non è solo fisico ma anche spirituale. Saranno i libri di Tiziano Terzani, che ho letto e riletto molte volte, ma credo che la vita lì sia qualcosa di diverso, come dice lui: “L’India (…) fa sentire ognuno parte del creato. In India non ci si sente mai soli, mai completamente separati dal resto.” (Terzani – Un altro giro di giostra). Basta andare non come turista, ma come viaggiatore.


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