Racconti in valigia: Il viaggio per Manuela

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Manuela, autrice del blog teaspoonsofme

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Il mio blog ‘Teaspoons of me’ è nato nel 2013 come semplice ‘diario’. In quel tempo (tanto per sottolineare che era proprio un’altra era digitale!) i blog aprivano senza nessuna pretesa e io volevo semplicemente un luogo dove tornare a fare quello che più amavo e amo al mondo: scrivere.
Negli anni non sono stata sempre costante allo stesso modo ma comunque ho portato avanti il mio luogo virtuale. Con la maternità nel 2014 la piega è stata senz’altro quella del ‘mom blog’ e piano piano sono arrivate alcune collaborazioni. 
Nell’ultimo anno (tipico mio) ho di nuovo rivoluzionato tutto. Ho eliminato tutta una serie di post che non mi rappresentavano più, e ho dato un taglio decisamente più consapevole (e un po’ più provocatorio) ai miei pezzi. 
L’ironia che mi contraddistingue è sempre stato il filo conduttore, solo che ora mi sento più libera di essere me stessa. Non è uno strumento di lavoro e questo mi dà la libertà di scegliere come, quando e cosa scrivere.
Ho tante idee nel cassetto ma, come un giocoliere, devo mantenere in equilibrio le priorità della mia vita.

In questo momento di quarantena come passi il tempo insieme ai tuoi figli?

In questi giorni per fortuna il mio lavoro non ha subito alcun tipo di allentamento, quindi lo porto avanti da casa e part time come è sempre stato anche prima di questo terribile periodo che stiamo vivendo.
Il part time è stato una mia scelta proprio perché volevo essere presente per i bambini, cercando di bilanciare i miei obiettivi di realizzazione e con l’essere mamma.
Ora, ovviamente, passiamo ancora più tempo insieme, anche perché diverse ore di lavoro vengono svolte all’alba quando ancora dormono. 
I giochi preferiti sono quelli con le carte tipo Uno (versione bambini), macchinine e relative piste (il piccolo ha una passione sfrenata per il genere), nascondino, disegni e… Fare caos in generale. 
Fortunatamente abbiamo la possibilità di sfruttare un giardino condominiale e quindi, se non piove, almeno un paio d’ore d’aria sono garantite. Abbiamo sempre vissuto tanto all’aperto e – proprio come animali – se posso li faccio sempre sgambare. 
Non mancano neanche i giochi sul balcone, dove prediligo quelli per sporcarsi tipo sabbia magica ed esperimenti con la terra.
Ovviamente la casa è un disastro ma il mio motto è: la casa al nostro servizio e non viceversa!

C’è un viaggio che ti è rimasto particolarmente nel cuore?

Io ho avuto la fortuna di viaggiare tanto, figurati che il primo volo l’ho preso a pochi mesi di vita.
Di conseguenza ci sono tanti viaggi che mi hanno riempito il cuore di ricordi e sensazioni, e sono convinta che il mio modo di essere dipenda molto anche dall’avere avuto la possibilità di capire presto che il mondo è grande e pieno di diversità. Mi ricordo quando a 10 anni ho visto i bambini nelle baracche in Messico, scalzi e impolverati in mezzo alla strada: lì ho capito che ero fortunata e che il mio modo di vivere non era scontato.
Penso alle donne in Giordania, alle piramidi Maya, all’odore dell’asfalto bollente di New York, al volo nel minuscolo aeroplano sul Gran Canyon, alla città delle Arti e della Scienza di Valencia, i pazzeschi fiordi della Norvegia.
Però, sicuramente anche per l’età più adulta che mi ha concesso di incamerare l’esperienza in modo diverso, ho un debole per il mio viaggio di nozze(2013): Londra – Australia – Bora Bora -San Francisco. E l’Australia mi è rimasta nel cuore.
Il campeggio nel deserto, guardando tramontare il solo sull’Uluru, le viste mozzafiato a Sidney, le spiagge semi deserte del Queensland. E infine il posto che ci ha rubato il cuore, e che purtroppo è stato uno dei protagonisti degli enormi incendi che ci sono stati recentemente: Kangaroo Island. Immagina un luogo ancora selvaggio, dove tu – essere umano – sei ospite. Lì, la manciata di abitanti che ci vivono, hanno uno stile di vita in perfetta armonia con la natura così rigogliosa e gli animali che vivono liberi, in particolare distese di canguri e koala. Un vero spettacolo che non dimenticheremo mai.
Abbiamo preso moltissimi volti in Australia e visto diverse aree, ma tanto c’è ancora da vedere e ci siamo ripromessi di tornare. E’ una terra che non ti puoi perdere se ami la natura.

Qual è il viaggio che sogni di fare insieme alla tua famiglia?

E proprio in Australia sogno di portare i miei bambini. Impazzirebbero per molte delle esperienze che mio marito ed io abbiamo vissuto. Sogno di tornare a Kangaroo con loro e anche a Sidney, dove c’è il meraviglioso Taronga Zoo (niente a che vedere con il concetto tradizionale di ‘zoo’). E poi vorrei fare tutta la parte ovest, che ci manca.
Naturalmente visto il costo del viaggio e le ore di areo, è qualcosa che faremo tra qualche anno, quando loro saranno un po’ più grandi e saremo sicuri di goderci l’esperienza al 100%.
Parlando invece di viaggi di coppia, i 3 in cima alla mia lista al momento sono: il Giappone, la Thailandia e il nord della Francia.
Purtroppo negli ultimi anni abbiamo decisamente rallentato i ritmi perché non siamo una di quelle coppie che riesce a fare chissà che viaggi con i bambini ancora piccoli. Onestamente non vogliamo impazzire e vogliamo vedere quanto più ci sarà possibile, quindi per ora pochi ‘viaggioni’ e tanti viaggetti, specialmente in Italia, che comunque è piena di luoghi meravigliosi; alcune mete italiane vorrei vederle al più presto, come Matera e un giro delle Eolie (con un bel trekking sul vulcano).


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