Racconti in valigia: Tbilisi, un ponte tra oriente ed occidente

Condividi questo articolo

Oggi il Panda ha piacere di intervistare Barbara, una fantasiosa blogger che ama condividere i suoi viaggi e non solo su Tangibiliemozioni

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Il blog Tangibiliemozioni nasce ormai 6 anni fa, con l’obiettivo di raccogliere nero su bianco le scoperte, le esperienze e le immagini di viaggio. Ma non solo.
Questo spazio digitale è per me un luogo dove solleticare il lettore, nell’esercizio di ricerca delle emozioni. Lo stesso viaggiare insegna che spesso non è necessario andare dall’altro capo del mondo per trovare la meraviglia.
La capacità di sorprendersi, di esclamare wow è come tenere il cuore in balcone, che si perde con l’età adulta, diventando refrattari allo stupore, quindi alla gioia e dando troppe cose per scontate.
Con Tangibiliemozioni il lettore coglie spunti di viaggio e non solo che partono dai miei interessi reali: luoghi insoliti, arte ed architettura contemporanea, design & boutique hotel, chef e ristoranti con storie speciali da raccontare ma anche una delle passioni più recenti che è l’architettura industriale e il suo recupero.

Chi si reca a Tbilisi, Georgia cosa non può assolutamente perdersi?

La capitale della Georgia è una destinazione unica e speciale per ogni viaggiatore che ama scoprire luoghi fuori dai soliti schemi. Un insieme tra passato e futuro perfettamente armonizzato. Un ponte tra oriente ed occidente, che ha fatto di questa città una delle tappe lungo la via della seta. Passeggiando nel centro storico in fase di recupero non sarà difficile immergersi in questa atmosfera grazie alle case con le facciate e i balconi in legno colorati oppure rimanere incantati da edifici belli come moschee ma che di fatto sono delle spa. Vale il viaggio concedersi un momento di relax in questi spazi, dove è possibile usufruire di ambienti benessere privati per poche decine di euro. Non da ultimo ammirare la città dall’alto, con lo sguardo sul ponte della Pace dell’archistar italiano Michele De Lucchi e tutto il distretto contemporaneo.

C’è un’usanza, una curiosità o un piatto che ti è rimasto particolarmente impresso del tuo viaggio in Georgia?

L’arte della panificazione qui è una gioia per gli occhi e per il palato. Infatti non si lascia Tiblisi senza aver assaggiato in più posti possibili, il tipico Kachapuri. Questo altro non è che una sorta di pizza a forma di barca con tanto formaggio al centro e servito con un tuorlo d’uovo e un tocco di burro. Una vera bontà che da sola vale il viaggio.

Qual è il tuo prossimo viaggio in programma?

Il prossimo viaggio sarà in quello che io sento il paese più vicino alla definizione “sentirsi a casa”, ovvero il Portogallo. Esattamente sarà un ritorno per la quarta volta a Lisbona, per continuare ad osservarla attraverso i suoi continui mutamenti e la sua luce è unica ed inconfondibile! Sarà uno sguardo sulla città attraverso l’architettura contemporanea e da affacci che permettono di ammirarla dall’alto.

Per workshop, viaggi e molto altro vi consigliamo di visitare Tangibiliemozioni


Condividi questo articolo

Lascia un commento