Racconti in valigia: i bravi viaggiatori sanno trasformare un imprevisto in un’opportunità

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Alessandra, fondatrice del blog viaggioriginali

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Per me la vita equivale ad un viaggio, dove ogni giorno assapori luoghi che poi ti rimangono nel cuore. Ho iniziato con la passione per la fotografia, poi sono diventata giornalista e ho sempre cercato di raccontare i miei luoghi del cuore sia con immagini, sia con le parole. Il blog è nato per comunicare con i lettori, per diffondere emozioni e per ispirare chi è alla ricerca di un viaggio originale. Il blog e tutti gli articoli che pubblico su varie testate sono anche un “promemoria” per me: leggendo è come se raccontassi a me stessa la mia storia, il mio viaggio e lo rivivo di nuovo. I suoni, i silenzi, la percezione del tempo e dello spazio che cambia a seconda del luogo in cui ci si trova: tradurlo in parole o in immagini è per me una sfida. E  il blog www.viaggioriginali.it è nato anche per questo: è una soddisfazione, ogni giorno, guardare il numero dei lettori di ciascun articolo e pensare di aver regalato qualche minuto di relax e di buona lettura. Un ringraziamento è dovuto anche a mio fratello Leonardo, senza il quale il blog non sarebbe nato.

Che significato ha per te la parola “viaggio”?

Viaggio è un itinerario infinito, la cui meta è sempre “la prossima”. Mi piace pensare sempre che ogni viaggio “terminato” sia solo una delle tante tappe per arrivare alla successiva, ma personalmente non ho una meta finale. E’ tutto in divenire, un “work in progress” che si sviluppa in continuazione. Viaggio non significa “pianificazione”: alle volte i viaggi più belli nascono da occasioni prese al volo oppure da “cambi di programma”. In Myanmar ci sono andata quasi per caso, si può dire un “ripiego” in quanto non era disponibile il volo per l’Etiopia; non era tra i programmi andare in Myanmar ma sono stata felice di esserci “capitata per caso”. E “viaggio” implica anche fare i conti con contrattempi: come dice il saggio, bisogna trasformare ogni imprevisto in un’opportunità.

Qual è il viaggio che ti ha cambiata maggiormente?

Ogni viaggio mi regala qualcosa; i viaggi che mi hanno cambiata di più sono quelli nel deserto (Giordania, Libia, Namibia, Marocco, Oman). Gli spazi sconfinati, il silenzio, l’assenza dell’uomo: mi pare di avere un contatto puro con Madre Terra, senza interferenze. Stare in luogo immutato nei millenni: è un modo per capire l’immortalità. E’ qui che perdo la misura del tempo e dello spazio e il ritorno alla quotidianità è quasi doloroso. Per questo appena posso, mi rifugio in montagna, sulle Alpi, non lontano da casa… in angoli senza nessuno, dove abita solo la natura. E qui, nonostante la differenza del paesaggio che risulta essere quasi l’opposto del deserto, provo la stessa sensazione e mi gusto il sapore dell’eternità.

C’è un viaggio che sogni da sempre di fare?

Sogno di trascorrere un lungo periodo in Perù e in Chile, un’intera stagione per conoscere questi Paesi che mi affascinano per la cultura e per i luoghi naturali. Il Chile e i suoi spazi disabitati, con una natura selvaggia e incontaminata e il Perù con i suoi villaggi dove entrare in contatto con la saggezza degli antichi. Giusto per capire se esistono altri luoghi nel mondo che possano portare via il primato (nel mio cuore) all’Africa.


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