Sulle orme del tempo: riscoprendo i luoghi biblici della Valle del Giordano

Sulle orme del tempo: riscoprendo i luoghi biblici della Valle del Giordano

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La Giordania è un Paese che negli ultimi anni sta emergendo come popolare meta turistica per i viaggiatori di tutte le età. Nonostante la capitale Amman viva in un’atmosfera moderna e occidentale, la Giordania è una terra dal ricco passato, soprattutto religioso. Cuore della Terre Promessa, la Giordania offre una possibilità di riavvicinarti alla religione con la visita di luoghi protagonisti di vicende importanti sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. 

Che tu sia alla volta di un pellegrinaggio a Canaan o solo un curioso, la visita dei siti biblici della Giordania non potrà che essere un’esperienza toccante e indimenticabile.

  1. Monte Nebo
  2. Betania Oltre il Giordano
  3. Umm Qais
  4. Mar Morto
  5. Macheronte – Mukawir

Monte Nebo

Senza dubbio il Monte Nebo è uno dei luoghi religiosi più importanti che merita di essere visto durante un viaggio in Giordania.

Stando a quanto è scritto nel libro del Deuteronomio, Mosè si arrampicò sul Monte Nebo dove Dio gli mostrò la Terra Promessa prima di morire pochi giorni dopo. La tradizione cristiana afferma che Mosè fu sepolto sul monte anche se si trova una tomba con nome di Mosè a Nabi Musa, in Israele. 

Vista dalla cima del Monte Nebo.
Photo credits to Colin Tsoi on flickr

Sul punto più alto del monte, a circa 710 metri, sono stati ritrovati nel 1933 i resti di una chiesa e di un monastero bizantini eretti per commemorare la morte di Mosè. 

Dalla sommità, quando il cielo terso, è possibile avere una visuale panoramica su Israele e, in parte, sulla Valle del Giordano. Nei giorni migliori si riesce anche a individuare Gerico e, con un pizzico di fortuna, la lontana Gerusalemme.

Ciò che rende riconoscibile il Monte Nebo è la scultura della croce serpentina, creata dall’artista italiano Giovanni Fantoni, situata sulla cima. La scultura integra due elementi importanti dell’iconografia religiosa: il bastone trasformato in serpente di Mosè e la croce di Gesù.

Croce serpentina sul Monte Nebo.
Photo credits to Maya-Anaïs Y. on flickr

Betania oltre il Giordano

Sulla riva destra del fiume Giordano si trova Betania oltre il Giordano, un luogo di rilevanza all’interno delle Sacre Scritture. La prima apparizione del luogo nella Bibbia si ha nel secondo libro dei Re dell’Antico Testamento dove, sulle rive del fiume Giordano, il profeta Elia ascese in paradiso con «un carro di fuoco e cavalli di fuoco» subito dopo aver scelto Eliseo come suo successore.

betania oltre il giordano
Betania oltre il Giordano, luogo dove fu battezzato Gesù.
Photo credits to David Stanley on flickr

Dopo centinaia di anni il sito divenne popolare per le predicazioni e i battesimi effettuati nelle sorgenti nei pressi del fiume Giordano da parte di Giovanni Battista. É qui che Gesù incontrò Giovanni e dove venne battezzato. 

Il sito si divide in due zone distinte: la Collina di Elia e l’area in prossimità del fiume dove risiedeva Giovanni Battista. Quest’ultimo era solito riposare in una caverna vicino alle sorgenti di “Saphsaphas”, dove Gesù era solito andarlo a trovare. Intorno alla grotta di Giovanni fu costruito nel V secolo un monastero che comprendeva quattro chiese. 

betania oltre il giordano interno monastero
Celle del monastero di Betania oltre il Giordano.
Photo credits to David Stanley on flickr

Già dai giorni di Giovanni Battista, Betania diventò presto un popolare luogo di pellegrinaggio per i fedeli cristiani fino all’indebolimento dell’Impero Bizantino quando l’area finì sotto il controllo delle tribù locali e non fu più sicuro viaggiare in quella zona. 

Riscoperta a fine Ottocento, Betania oltre il Giordano ritornò ad essere un luogo di pellegrinaggio cristiano nel ‘900, in particolare dopo il 1994 (quando fu firmato il trattato di pace israelo-giordano).

Sul sito cartelli esplicativi e visite guidate illustrano con precisione le suggestive vicende che hanno coinvolto le rive del Giordano durante i secoli. 

Prenotando con molto anticipo, è anche possibile richiedere di farsi battezzare nelle acque del fiume, proprio come fece Gesù.


Umm Qais – Gadara

L’attuale Umm Qais, conosciuta ai tempi biblici come Gadara, era parte di una decapoli di città greco-romane. Gadara è citata nel Nuovo Testamento come la città dove Gesù ha compiuto un miracolo citato più volte nel Nuovo Testamento. Si dice che qui abbia esorcizzato un uomo pazzo trasferendo i suoi demoni ad un branco di maiali che corsero giù per la collina e annegarono nel mar di Galilea. 

resti gadara
Resti dell’antica città di Gadara, ora chiamata Umm Qais.
Photo credits to Roberto Saltori on flickr

La città è arroccata su una collinetta da dove si possono scorgere il già nominato mar di Galilea, ma anche le Alture del Golan, il Monte Hermon e la Valle del Giordano.

Gadara merita di essere aggiunta al tuo viaggio in Giordania non solo per i suoi punti panoramici e la sua eredità religiosa, ma anche per le estese rovine della città ellenico-romana. Con due teatri in basalto, bagni pubblici, un acquedotto, una basilica e il decumano massimo ancora in parte conservati ogni angolo è la prova dell’antico splendore della città ormai scomparsa.

decumano gadara
Resti del decumano di Gadara.
Photo credits to Jeffrey Zabinski on flickr

Mar Morto

Immancabile tappa per un viaggio in Giordania, il Mar Morto è una pietra miliare nella storia biblica. Citato numerose volte all’interno della Bibbia, il Mar Morto nell’immaginario religioso è principalmente conosciuto per le vicende di Sodoma e Gomorra. 

mar morto
Le acque salate del Mar Morto.
Photo credits to Maureen Barlin on flickr

Nel libro della Genesi viene detto che rivelò ad Abramo la sua intenzione di distruggere le due città perché «il loro peccato era molto grave». Due angeli vennero quindi incaricati della loro distruzione, ma arrivati a Sodoma, vennero accolti da Lot, nipote di Abramo, che chiese loro di risparmiare le città. Gli angeli rifiutarono la proposta, ma avvisarono Lot e la sua famiglia di scappare dalla città senza però voltarsi indietro. La moglie di Lot, nel fuggire disobbedì guardando dietro di sé e fu trasformata in una statua di sale. 

Sulle coste del Mar Morto non è inusuale vedere delle formazioni rocciose simili a delle figure che vengono spesso identificate come la moglie di Lot. 

moglie di lot
Formazione rocciosa che si ricorda la moglie di Lot trasformata in statua di sale.
Photo credits to Maureen Barlin on flickr

Nelle vicinanze del Mar Morto, nel villaggio di Safi si trova la grotta dove si presume che Lot e le sue due figlie abbiano vissuto dopo essere scappati da Sodoma. 

Eppure il Mar Morto è diventato importante nella seconda metà del ‘900 anche per i ritrovamenti archeologici: i manoscritti, i primi trovati nel 1946, sono datati tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. e sono tra le testimonianze più antiche della Bibbia. 


Macheronte – Mukawir

Sulla collina di Macheronte, Erode il Grande costruì la sua fortezza protetta su tre lati da profondi precipizi. Al centro della fortezza si ergeva un palazzo che venne descritto da molti storici da lasciarti senza fiato per le dimensioni e la bellezza della struttura. 

collina di macheronte
Collina di Macheronte.
Photo credits to Carole Raddato on flickr

Alla morte di Erode I la roccaforte passò al figlio, Erode Antipa, il responsabile dell’imprigionamento e della morte di Giovanni Battista. Giovanni aveva criticato pubblicamente Erode Antipa per aver sposato sua cognata, Erodiade, per cui lo fece imprigionare. Al suo compleanno, Salomè, la figlia di Erodiade ballò per Erode ed egli decise di offrirle tutto quello che voleva, anche la metà del suo regno. Salomè, sotto consiglio della madre, affermò che voleva la morte di Giovanni Battista che fu decapitato. 

Ai giorni nostri non è rimasto molto da ammirare del palazzo di Erode anche perché distrutto da diverse guerre che lo videro come bersaglio. Eppure ancora rimane la sublime visione del lago salato a circa 1100 metri d’altezza dal livello del Mar Morto.

palazzo di erode macheronte
Resti del palazzo di Erode sulla sommità della collina di Macheronte.
Photo credits to Carole Raddato on flickr

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