Racconti in valigia: Alla scoperta della Sharing Economy

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Simone, fondatore di Rentorshare.net , dove troverete curiosità e approfondimenti sul mondo della Sharing Economy

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Salve a tutti,mi chiamo Simone e da diversi anni mi occupo di noleggio. E’ un settore nel quale sono entrato quasi per caso ma mi sono subito appassionato alla materia. Mi ha sempre affascinato il cambio di paradigma che generava. Il noleggio sposta l’attenzione dalla proprietà di un bene al suo utilizzo. Si pensi al classico esempio del trapano. Fino a qualche anno fa se una persona doveva fare una serie di lavoretti in casa comprava il trapano. Appena terminato il lavoro, il trapano finiva nel dimenticatoio, fra le cose inutili. Col noleggio invece il bene viene utilizzato solo per il periodo necessario. Il concetto base lo spiega bene Rachel Botsman quando dice:”Non ho bisogno di un trapano, ma di fare un buco nel muro”.

Il noleggio come anche la Sharing Economy rispondono a tutta una serie di esigenze del mondo in cui viviamo. E così mi si è aperto un mondo fatto di molte sfaccettature che ho deciso di raccontare col mio blog Rentorshare.net. Un blog che è rivolto sia agli specialisti del settore sia agli utenti dei diversi servizi di noleggio e di Sharing Economy. Ogni settimana mostro statistiche del settore, faccio approfondimenti e parlo delle novità del momento. 

 

Quali sono le nuove frontiere della sharing economy?

In realtà la sharing economy è un modo di accedere a un bene diverso da quello classico dove per utilizzare un bene lo devo possedere. Per cui le nuove frontiere seguono l’evolversi della tecnologia e delle abitudini dei utilizzatori. Al momento le due novità di maggior rilievo arrivano dalla mobilità condivisa e dall’utilizzo da parte di alcune piattaforme dell’intelligenza artificiale.

Uber al CES2020 ha appena presentato il primo prototipo di taxi volante realizzato con Hyundai e che prevedono di renderlo operativo nel 2023. Inoltre le piattaforme di car sharing sono molto attive per quanto riguarda la guida autonoma che rappresenta un’innovazione tecnologica in grado di rivoluzionare il nostro modo di intendere e utilizzare un mezzo di trasporto.

Le piattaforme di sharing economy lavorando su scala mondiale e avendo a che fare con milioni di utenti privati devono essere in grado di governare la complessità che si viene a creare nel loro business man mano che si sviluppa. Molti dei loro investimenti sono diretti verso l’intelligenza artificiale. Pensiamo ad esempio alla necessità di Uber di calcolare istantaneamente il miglior mix di corse fra i suoi drivers. Un altro esempio è il rapporto col cliente. Airbnb ha studiato un sistema di AI per evitare atti di vandalismo nelle case degli host, analizzando i dati del profilo dell’utente in base alla sua storia, a come si relaziona sui social e così via.

Pensi che la sharing economy possa avere degli effetti sul mondo dei viaggi? 

Sì li ha già. Sul lato offerta è andata ad aumentare il portafogli di servizi e soluzioni disponibili al viaggiatore. Ad esempio Airbnb non offre solo una sistemazione notturna ma offre l’esperienza per un viaggiatore di soggiornare in una determinata location. Non solo ora Airbnb offre pacchetti di esperienze tra i più disparati per cui è possibile farsi accompagnare da un’ex rockstar in un tour di Detroit o imparare a cucinare da un grande chef … Non credo che abbiamo rubato il lavoro ad altri operatori turistici semplicemente hanno creato un’offerta che prima non c’era.


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