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Cosa vedere in Giappone tra i suoi colori

Nulla viene lasciato al caso.

Ogni ideogramma risponde a un concetto preciso. Ogni colore corrisponde ad un significato preciso. Ogni simbolo rappresenta un’idea precisa.

日本 sono i primi del nostro viaggio: identificano il sole e l’origine, danno il nome al Giappone, questa meravigliosa terra dalla simbologia perfetta, compiuta, la terra del Sole nascente, il paese del sol levante.

Non è un caso che anche sulla bandiera campeggi un disco rosso centrale su sfondo bianco: il sole cremisi dell’alba che emerge dal sonno, dalla candida terra nipponica.

In Giappone i colori, intensi o delicati, sono identificati in base al sentimento associato ad essi. In un colorato mosaico spirituale e in un variegato scenario paesaggistico la scia dei suoi infiniti colori sarà, appunto, il fil rouge di cosa vedere in Giappone e di cosa non perdere assolutamente!

Il numero di cosa vedere in Giappone è molto elevato: ecco le diverse macroaree per orientarsi al meglio nell’intricata foresta di geroglifici. Toccarli tutti è impossibile ma questa piccola guida sarà in grado di farvi sognare a colori già solo con qualche piccolo spunto.

 

  1. I colori del Giappone: cosa vedere
  2. Qual è il periodo migliore in Giappone?

1. I colori del Giappone: cosa vedere

 

Le città principali, da Tokyo a Kyoto, da Osaka a Hiroshima, scorrono nell’immaginario collettivo appena si pensa a cosa vedere in Giappone. Ma perché fermarsi qui? Il turismo in Giappone è multifaccia e prismatico.

Entriamo nel vivo di ciò che i giapponesi stessi amano e venerano di più: il contatto con la natura.

Montagne, giardini, cascate e templi sperduti nelle foreste simboleggiano un’emozione a cui viene associato un colore.

Date un’occhiata e colorate i vostri occhi con le meraviglie giapponesi.

Il candido Monte Fuji

“Vano è cercar parole, non v’è un nome | degno di lui”

Protagonista indiscusso delle cartoline e delle foto, soggetto preferito dei più svariati pittori, simbolo stesso del Giappone, il Monte Fuji, il cui nome, secondo il Taketori Monogatari, significherebbe montagna immortale, fa da padrone incontrastato nell’immaginario collettivo.

La sua figura perfetta, dalle linee sinuose e perfettamente geometriche, sembra riportarci alla mente, un’immagine già vista, quasi familiare, grazie ad alla serie delle “Trentasei vedute del monte Fuji”, realizzata da Hokusai tra il 1826 e il 1833, e in particolare alla celeberrima Grande Onda, che la vuole riprendere da ogni angolazione e aspetto: quasi a voler rincorrere il suo fascino imprendibile.

Tra le montagne in Giappone il Monte Fuji, non solo è la più alta con i suoi 3776 metri, ma essendo stato un vulcano attivo, suscita fin dall’antichità timore e rispetto nei giapponesi: proprio come se fosse una divinità!

Un vecchio proverbio racconta che “Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi tuttavia lo scala due volte è un pazzo!”.

Secondo la tradizione Shintō, infatti, la sua scalata rappresentava un atto di pellegrinaggio religioso e un atto sacro, come fosse un vero e proprio rito iniziatico: lassù, arrivati sulla cima della montagna, si pregava presso i templi dedicati alla divinità Fuji ed ci si dissetava dopo il faticoso percorso, presso le due sorgenti sacre dai poteri taumaturgici e curativi di Kinmeisui, la sorgente dell’acqua dorata e di di Ginmei-sui, la sorgente dell’acqua argentata.

Anche tutt’oggi in Giappone il Monte Fuji è meta di molti pellegrinaggi: infatti, proprio per la sacralità del luogo, è severamente vietato campeggiare e si pernotta solo ed esclusivamente nei rifugi di montagna.

Le sue iconiche cime sono ricoperte di neve da ottobre a maggio, perciò il periodo migliore per cominciare la salita è luglio e agosto: si inizia nel primo pomeriggio, passare la notte in un rifugio di montagna nei pressi della cima (non si può campeggiare!), e terminare la scalata durante l’aurora. Ci vogliono circa 6 ore per salire e da 3 a 4 ore per scendere.

Rimanere appollaiati sulla cima a godere del panorama: aspettare che il sole nasca e sperare nel suo ritardo per non far finire mai il sogno.


Ma occhi aperti! La zona di questo vulcano non finisce qui. Alle sue pendici vi sono i cinque laghi vulcanici, disposti ad arco, circondati da piante, altipiani, cascate e grotte che compongono un paesaggio magico. E lo diventa ancor di più nel mese di aprile e maggio, durante il festival annuale del Fuji Shibazakura, secondo solo al famoso hanami: 800mila fiori in cinque diverse varietà, nei diversi colori del rosa, del bianco e del viola, tinteggiano la valle. Sembra di stare nel paese dei Balocchi.

Il tutto, ovviamente sullo sfondo della maestosità di uno dei simboli del Giappone, il Monte Fuji, l’immortale.

 

Le isole blu di Okinawa

Mai sentito parlare del “blu kerama”? E’ il colore delle azzurrissime e trasparenti acque di Kerama, una città delle isole Okinawa in Giappone.

L’avreste mai detto che anche il Giappone ha i suoi paradisi di sabbia bianchissima e acqua cristallina? Questa terra è piena di sorprese!

Situato come una collana tra Oceano Pacifico e Mar Cinese Orientale, tra un susseguirsi di spiagge bianche e  foreste lussureggianti, tra scogliere di corallo e vegetazione tropicale, emerge l’arcipelago di Ryukyu, che conta circa 160 isole di cui l’isola di Okinawa costituisce l’isola principale.

La storia di queste isole è addirittura secolare: abitate anticamente da genti simili ai cinesi, facevano parte del regno indipendente di Ryukyu, che professava buddhismo e feng shui. Centro economico nevralgico della zona poi nel 1609, fu conquistato dal clan giapponese Shimazu e venne annesso definitivamente solo nel 1879 come Prefettura di Okinawa al Giappone.

Famose per la dieta della longevità, confermata da studi scientifici e per lo stile di vita rilassato, Okinawa in Giappone rappresenta una tappa alternativa in terra nipponica all’insegna dell’esotismo e del relax: vestitevi con le camicie colorate kariyushi in stile hawaiano e immergetevi nelle acque blu: apparirà davanti ai vostri occhi una varietà di pesci variopinti e coralli incredibile! Lo snorkeling non è mai stato così emozionante!

Ma lasciate stare il mare solo per un attimo: a Murasakimura, al World Oshukai Yomitan Branch, vi aspetterà una lezione di karate! Non potete assolutamente perderla: le Ryukyu sono la patria di questa arte marziale, nata a metà del Quattrocento.

Il modo migliore per esplorare l’isola di Okinawa, lunga e stretta, è percorrerla da sud a nord dove sono concentrate le spiagge più belle: Moon, Manza, Okuma, Emerald.

Passate poi da Naha la capitale, una città a misura d’uomo dai ritmi slow, lontano dalla frenesia e dalla congestione del resto del Paese. Ma basta arrivare fino al mercato coperto di  Makishi, per respirare un pò di vita della zona!

Tappe obbligate sono la visita allo Shuri-jo, il castello Shuri, un’imponente costruzione medioevale, cuore politico e religioso del Regno e una passeggiata nel silenzio magico dei giardini di Shikinen. Ma prendetevela con calma, il tempo qui non passa!

Un pò più a largo di Okinawa spiccano le isole Kerama (da non perdere la splendida spiaggetta Ama sull’isoletta di Zamami e le grotte della spiaggia Aharen sull’isoletta Tokashiki) e Kumejima, Miyakojima. Su quest’ultima non affollata e piccola, c’è la spiaggia Sunayama che offre una sensazione di rilassante intimità: la sua caratteristica è quella di avere uno scoglio con un arco naturale scavato dal mare molto suggestivo!
Ancora più a sud e sempre facenti parte della prefettura di Okinawa, si scorge l’arcipelago delle Yaeyama che include i gioielli di Ishigaki, Taketomi, Kohamajima e Iriomote. Quest’ultima è l’isola più selvaggia e ancestrale. perchè ricoperta da una fitta giungla subtropicale e da paludi di mangrovie: ci sono cascate, fiumi per fare canoa e animali rari.
Due le parole chiave di questa zona: ishokudoghen e yuimaru. Suoni e parole straniere ma che si esplicano nella modus vivendi degli abitanti: cibo come medicina e senso di appartenenza.
Assaporate l’aria genuina di queste isole e della loro gente: Okinawa in Giappone è il posto giusto!


Invece sopra l’arcipelago di Okinawa e più vicini al continente, le isole Amami, nella prefettura di Kagoshima, contano numerose e bellissime spiagge e tra le più affascinanti vi è Yoronto. Particolarità? In mezzo alle sue acque cristalline si forma un isolotto di sabbia che compare solo una volta al mese a seconda delle maree e poi scompare, per riapparire il mese dopo!
Spostandosi direttamente sul continente vero e proprio, la spiaggia più famosa, quindi molto affollata in estate dell’area del Kansai è quella di Shirahama. A due ore e mezzo da Osaka è il luogo ideale per pagaiare nell’acqua blu o fare surf! Inoltre, vi sono altri diversi tip di intrattenimenti come un acquario, parchi di divertimento e la zona di Wakayama, celebre per le sorgenti termali all’aperto con una vista incredibile sulla costa.

L’infinita lista delle spiagge giapponesi si srotola in tutta la sua lunghezza e nasconde luoghi tutti da scoprire!

 

Il glicine del Wisteria Tunnel

Tra metà aprile e metà maggio, la risposta a cosa vedere in Giappone ha un solo colore: il glicine del Wisteria Tunnel a Kitakyushu nel sud del paese, a 4 ore di distanza da Tokyo, nel privato Kawachi Fuji Garden, dove i fiori fanno da padroni incontrastati: sono in realtà due dove uno è dominato dagli aceri ed è aperto in autunno, l’altro da 22 specie di glicini ed è aperto in primavera.


Il glicine, conosciuto in Giappone come fuji, è uno dei fiori più simbolici per i giapponesi:  rappresentano una promessa di fedeltà e amore, per i buddisti rappresenta la preghiera verso il divino e secondo alcune credenze giapponesi le anime dei soldati defunti si reincarnano nei boccioli di questa pianta.

La primavera è sempre di casa e passeggiare rappresenta un’esperienza tra le più suggestive.

Patria degli innamorati e del sentimento più puro, la galleria è lunga 80 metri e offre la cascata di glicini più bella al mondo. Sembra quasi accompagnare il visitatore, tra profumi buonissimi e colori accecanti, verso una destinazione, che però non si sa quale sia!

Provare per credere!

Il verde della foresta di bambù

Forse all’uscita del Wisteria Tunnel il passaggio arriva fino a Sagano, una regione montuosa di Arashiyama, a pochi km da Kyoto, dove si incontra un’altra galleria: questa volta fatta di bambù!

La pace che si respira, il silenzio interrotto solo dal vento tra gli alberi che si protendono verso il cielo, sentieri costruiti in legno che conducono verso chissà quali bellezze future.

Popolare meta turistica giapponese sin dal periodo Heian (794-1185), quando la corte imperiale vi giungeva per ammirare i suoi bellissimi paesaggi, il miglior periodo per visitarla è durante l’autunno o la primavera, quando nella foresta oltre il verde dei bambù, il rosso degli aceri e il rosa dei ciliegi, sono al loro culmine.

Da non perdere tra cosa vedere in Giappone!

 

Il rosso degli aceri di Daigo-ji

Rosso come l’amore, rosso come la passione, rosso come i centinaia di torii rossi che compongono un’altra stupenda galleria che sale per la montagna: quella che porta al Santuario Fushimi Inari, uno degli imperdibili luoghi di interesse dei dintorni di Kyoto.

Ma rosso anche come gli aceri che circondano il vasto complesso del tempio Daigo-ji, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per i numerosi tesori di notevole rilevanza culturale che custodisce. Raffigurato su mille fotografie, il Daigo-ji è strutturato in tre parti: Sanbo-in, Shimo Daigo (Daigo Inferiore) e Kami Daigo (Daigo Superiore), che è rispettivamente il più antico ed in cime della montagna.

Emerge adesso, come dalle favole, un’immagine precisa e chiara: il rosso di una pagoda, un ponte e lo stagno. Cosa c’è di più giapponese?

Si tratta del Bentendo Hall, uno dei luoghi meno pubblicizzati della zona e quindi più autentici e genuini: tappa obbligata allora tra le cose da vedere in Giappone!

 

L’azzurro delle cascate di Nachi

Perfetta da sembrare finta, irreale.

Una pagoda vermiglia a tre piani che si staglia sullo sfondo di una cascata alta 133 metri, la più alta di tutto il Giappone. Il rombo dell’acqua che si tuffa e si infrange su altra acqua, l’azzurro che fa risaltare il rosso dell’edificio, la sacralità che circonda la scena.

E il tempio Seigantoji, designato come patrimonio mondiale dell’UNESCO come parte dei Luoghi sacri, strettamente legato al Kumano Nachi Taisha, il santuario scintoista: la leggenda narra che sia stato fondato da un monaco indiano che si addestrava alle cascate Nachi. Antichissimo e magico, il suo culto precede l’arrivo del buddhismo nel Paese: l’immagine del Buddha, nascosta alla vista del pubblico di norma, è mostrata una volta ogni tanto. Emozionante per i più fortunati!

In Giappone le cose da vedere non finiscono qui, proprio come i suoi colori e le sue emozioni.

2. Quando andare in Giappone: periodo migliore

Non esiste un periodo migliore in Giappone: ogni stagione ha la sua eccezionalità e particolarità, ogni festival ha le sue bellezze ed ogni esperienza richiede i suoi tempi.

In Giappone il turismo risponde alle richieste di tutti i viaggiatori e a tutte le loro richieste e desideri. Il periodo migliore in Giappone è a vostra disposizione!

I più si affrettano a prenotare per il paese nipponico nella stagione di fioritura dei ciliegi, in primavera, romantico e affascinante, dove tutti si ricopra di rosa e ogni cosa sembra assumere le forme di altri tempi.

Ma chi l’ha detto che il Giappone è solo famoso per i suoi fiori di ciliegio?

All’Hitachi Seaside Park compaiono altri protagonisti colorati: ogni anno in primavera appaiono in tutto il loro colore splendente i Nemophila Blu, piccoli fiori blu. L’incredibile spettacolo e l’effetto ottico che danno questi prati è quello di un immenso mare blu.

Arriva l’estate e nelle foreste intorno alla città di Nagoya si assiste ad un’atmosfera davvero magica: la danza delle lucciole. Milioni di puntini brillanti illuminano gli alberi, creando luci e ombre suggestive, al limite del fiabesco. La danza e l’emissione di luce da parte delle lucciole è dovuto al corteggiamento tra loro: più romantico di così!

La stagione è sempre l’estate e la luce è sempre l’attrice principale di questo evento. Ma stavolta proviene dalle mille lanterne lasciate scorrere sull’acqua: si tratta della festa di Obon, il festival delle lanterne. Si tratta di una festività buddista in onore dei defunti, le cui anime per i quattro giorni della festività ritornano nelle proprie dimore terrene per riunirsi ai cari.

Ma anche l’autunno non è da meno! E’ la stagione durante la quale si può assistere allo straordinario spettacolo del momijigari, “dare la caccia alle foglie d’autunno”: le chiome degli alberi, tra aceri e ginko, si colorano di rosso, giallo e ocra.

Il turismo in Giappone si rivela perfetto anche d’inverno. Basta davvero poco per tramutare il paesaggio innevato in un panorama fiabesco e irreale: è necessaria solo un pò di neve e tanta fantasia! Rinomato il festival della neve di Sapporo, una celebre festival dedicata alle sculture di neve e ghiaccio.

Ogni stagione rappresenta in Giappone il periodo migliore per scoprire gli scorci della cultura nipponica e per amare le sue sfaccettature.

Basta solo sapere quali sono i propri gusti: quando fare turismo in Giappone lo decidete voi!

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