Viaggio green con Letizia

Abbiamo intervistato Letizie, autrice del blog letiziapalmisano.it, che ci ha raccontato di sé e delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

Raccontaci un po’ di te

Sono nata e cresciuta a Roma, una città che sento profondamente nel sangue e nel cuore (nonostante tutte le difficoltà che la Capitale “regala” quotidianamente ai propri abitanti), tanto che ho preferito abitare nella “city” (a San Giovanni) invece che vivere in un quartiere più decentrato e tranquillo. Sono una giornalista e mi occupo di comunicazione web & social. Ho iniziato la mia attività molti anni fa proprio per fornire il mio contributo ai comitati territoriali in difesa delle aree verdi a Roma est (Pigneto – Prenestino Labicano – Centocelle). Sono sempre stata ambientalista e, al contempo, credo di aver sempre avuto una vocazione alla comunicazione e alla corretta informazione. Così, a un certo punto, mi son ritrovata ad essere giornalista e ho deciso che quello che per me, fino ad allora, era stato solo un hobby e una passione, dovesse e potesse diventare un mestiere. Una buona parte dei progetti che seguo, infatti, è sicuramente di natura green.

Devo dire che, dopo 10 anni, ritengo di aver fatto la scelta giusta. Tra le tante soddisfazioni della mia carriera ne cito solo una più recente: ai Macchianera Internet Awards 2018 ho ricevuto il Premio Speciale Enel per l’impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare.

Non ho però trascurato di coltivare la mia indole “associativa”: sono tra i fondatori e faccio parte del direttivo della Federazione Italiana dei Media Ambientali e sono membro del comitato promotore del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

Ed ora come è nato il tuo blog?

Il mio blog www.letiziapalmisano.it, aperto nel 2005, a dire il vero è quello più recente: in principio ne avevo un altro e i due portali, per un po’, hanno convissuto. Il mio attuale blog era “istituzionale”: mi avevano chiesto di candidarmi alle elezioni politiche (avevo 25 anni e da tempo ero impegnata politicamente) e pensai che avrei avuto bisogno di uno spazio virtuale che raccogliesse le mie proposte e mi permettesse di dialogare con le persone anche via web. Poi negli anni il blog è cambiato, insieme a me.

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sei mai stata testimone di situazioni critiche?

Il turismo è una leva molto importante per i territori, ma va gestito correttamente. Ad esempio si parla tanto di promozione turistica (che spesso produce un turismo di massa non sempre gestibile), ma poco di accoglienza turistica. Credo che il limite massimo del turismo debba essere quello della capacità di accoglienza e di servizi di qualità ovviamente nel rispetto, ancor più importante, della tutela dei luoghi e degli abitanti. Nessuno ha il diritto di visitare ogni angolo del mondo, mentre luoghi e abitanti hanno il diritto a non veder scomparire, sotto milioni di passi, la loro storia e il loro patrimonio naturale. Capire quale sia il punto di equilibrio può aiutare ad innalzare la qualità e anche a far scoprire magari luoghi meno frequentati perché meno sponsorizzati. Avendo origini pugliesi torno spesso lì in vacanza. Due anni fa, in una località del Salento che stavo visitando, c’erano più persone che pesci: invivibile. L’anno successivo ho ripiegato verso altri lidi pugliesi meno “overbooked”.

 

Come hanno influito secondo te le tecnologie, in particolare i social, sul viaggiare?

Hanno cambiato radicalmente il modo di viaggiare. Da un lato puoi permetterti, con facilità, di organizzare viaggi “fai da te” e, dall’altro, puoi trovare anche pacchetti di viaggi su misura organizzati da agenzie fisicamente lontane, ma che hanno “te” come target. La tecnologia poi ci consente, anche involontariamente, di scoprire luoghi poco o per nulla noti. Qualche mese fa sul profilo facebook di una mia amica ho visto un video su Rasiglia. Avevo già prenotato una vacanza in Umbria e così sono andata a visitare questo piccolo e meraviglioso borgo. La visita è stata poi l’occasione per fare anche shopping di prodotti enogastronomici locali.

 

Pensi che queste tecnologie possano aiutare a comunicare un turismo sostenibile o avere l’effetto opposto?

Le tecnologie sono mezzi e quindi non sono né buone né cattive. Bisogna capire cosa si veicola, come e per quale finalità.

Il rispetto per l’ambiente è fondamentale per un viaggiatore, ma purtroppo non sempre così. Qual è il punto di partenza per te?

Non sono un’esperta di flussi turistici né ho una laurea in scienze naturalistiche, ma, ragionando da osservatrice, direi che la prima cosa da fare è capire quante persone può “assorbire” un luogo, eventualmente comprendere come aumentarne la portata migliorando i servizi (es. sistemi fognari, sistemi di mobilità alternativa a quella privata per raggiungere le spiagge), ma anche cercando di pianificare viaggi per mete meno conosciute.

Il turismo è una grande opportunità solo se non diventa “selvaggio”. Come in tutti gli ambiti umani serve regolamentazione, educazione e informazione (anche del turista).

 

 

Ringraziamo ancora Letizia per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog  qui

Sei un viaggiatore? hai lo stesso spirito di Letizia durante i tuoi viaggi?

 

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