Tototravel

Abbiamo intervistato Toto, autore del blog tototravel.it  che ci ha raccontato delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Sono una persona vivace, con un carattere sicuramente forte, ma cerco sempre di essere auto ironico e magari divertente… o almeno ci provo.

Sono nato e cresciuto a Gaeta una splendida città costiera a metà strada tra Roma e Napoli. I miei genitori sono persone adorabili, ma umili e non viaggiano molto. Io ho tutt’altre attitudini… tanto che pensavo di essere stato adottato! Poi ho scoperto che mio nonno, già a 14 anni aveva iniziato a viaggiare in America e in Canada, quando ci si impiegavano tre mesi! Così ho preso lui come punto di riferimento… e già da adolescente ho iniziato a viaggiare molto. All’epoca era perfino difficile trovare un telefono pubblico, raccattare le monetine straniere e chiamare casa districandosi tra i vari prefissi internazionali, pagando cifre astronomiche per chiamate di pochi secondi, ma necessarie per dire alla mammina che avevo messo la maglia di lana.

Grazie alla diffusione del Web, e alla scelta di fare lo scrittore di Manuali di Viaggio e il Travel Blogger, ho avuto poi la possibilità di visitare oltre 100 destinazioni in tutti e cinque i continenti, forse “alla ricerca del continente in me stesso” (come recita un antico proverbio indiano). Così è nato

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Io dico che si impara più in una settimana di viaggio che in un anno di scuola! Viaggiare significa proprio “esperenziare”, (passatemi il termine come verbo, come in inglese).

Viaggiare mi dà energia e mi apre la mente. Mi insegna a guardare il mondo con gli occhi curiosi di un bambino.

Come scegli le tue mete di solito?

Mi lascio ispirare! Vedo qualcosa che mi piace in tv, sul giornale, o su un sito e cerco di costruirci il viaggio attorno. Evito di fare come molti che scelgono una destinazione e poi decidono cosa fare lì. Sarebbe come comprare una scatola vuota e poi cercare il regalo da metterci dentro. Io cerco di fare il contrario: parto dal contenuto.

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Prima di partire mi informo sempre dettagliatamente sul luogo di destinazione e le possibilità che offre. Questo mi permette, una volta lì, di risparmiare tempo a cercare informazioni (magari non facilmente reperibili) e posso dedicarmi alle attività che voglio svolgere e magari anche rilassarmi.

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Non ci crederai ma ho di recente tenuto un convegno a Bolzano a tal proposito, insieme, tra gli altri, a nomi illustri come Licia Colò e Susy Blady.

In realtà chiudevo il mio intervento proprio con un grosso punto interrogativo, perché è impossibile rispondere in maniera semplice e diretta a questa domanda.

Il turismo è una risorsa enorme (quasi il 10% del PIL mondiale) e in crescita. Può essere catastrofico ma anche sostenibile. Se svolto nella maniera corretta può essere addirittura sostenitore. È come un grosso coltello: ci si può ferire (o anche peggio), può essere utilizzato per tagliare il salame per se stessi ma si può anche usare per affettare il pane e darlo ai poveri. Tutto dipende dall’uso che ne facciamo.

 

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Devo confessarti che preferisco viaggiare all’estero ma non certo perché l’Italia offra meno.

I Paesi stranieri stimolano la mia curiosità perché hanno differenze più marcate di usi e costumi, fauna e paesaggi.

Inoltre io amo molto il turismo “wild” e gli “encounters” con i grandi predatori, i viaggi avventura e le esperienze molto particolari (come il mio ultimo viaggio in orbita) e ho trovato maggiori opportunità all’estero.

Ma comunque credo che spesso non è necessario andare lontano per trovare ciò che si cerca. L’Italia offre innumerevoli destinazioni da sogno.

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Tempo fa in Thailandia dovevamo dormire su uno dei primi esperimenti di “albergo flottante” su un fiume. Dal poco inglese dello skipper dell’imbarcazione che ci avrebbe portato lì, mi sembrava di aver capito che l’albergo si trovava a poche centinaia di metri dal molo.

Così gli ho detto di traghettare solo i bagagli e la mia compagna di viaggio e che io sarei andato a nuoto.

Ho iniziato così a nuotare… senza sapere invece che l’avrei fatto per quasi tre ore. La nuotata era stata per me molto emozionante perché, non consapevole del fatto che non erano metri ma miglia, mi ero goduto in pieno il silenzio della foresta, i pappagalli e le scimmie che mi guardavano incuriosite.  Ma la cosa più divertente è stata che gli altri ospiti (tra l’altro dei Russi enormi) mi cedevano il passo sulle passerelle e mi salutavano con timore perché mi avevano scambiato per una specie di pazzo fanatico avendomi visto arrivare dall’acqua e tutto graffiato (in realtà perchè i giorni prima avevamo fatto i volontari in un centro di recupero per tigri e collezionato qualche affettuosa zampata dai cuccioli).

 

 

Ringraziamo ancora Toto per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog  qui

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