Torno in campagna

Abbiamo intervistato Fabio, autore del blog tornoincampagna.it che ci ha raccontato delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Sono nato a Roma e cresciuto nel quartiere Tuscolano, periferico. Ma vivevo anche un forte legame con la Roma storica, il centro; dove lavorava mia madre. Andavo spesso con lei e per me la visione del Colosseo e dei Fori Imperiali, dall’autobus dell’andata e del ritorno, erano una piacevole abitudine. Allora non mi rendevo conto di quanto, inconsapevolmente, mi muovevo e crescevo in quella che ho poi capito essere la culla della cultura, attuale e del passato. Sono sempre però stato attratto dalla campagna. Quando i miei genitori comprarono una casetta con un po’ di terra, intorno a Velletri, vicino Roma, io ero quello che comprava le bustine dei semi e degli ortaggi, li seminavo in attesa delle corolle colorate e dei frutti da portare in tavola. Pomodori, zucchine, carciofi anche, da friggere secondo la cultura ebraico-romana.

Non siamo ebrei ma a Roma la cucina ebraica fa parte integrante, ed è romana a tutti gli effetti.

I miei nonni venivano dall’Abruzzo, la nostra casa, in una piccola frazione di Cittareale era il luogo dell’estate, una terra montana, particolarmente amata da mio padre dove noi bambini venivamo trasportati nella traia, un mezzo di trasporto trainato da buoi, salivamo nei campi trasportati da questo mezzo arcaico e si tornava, con la traia riempita di spighe di grano raccolte in montagna.

Sarà stato questo a farmi amare la campagna? Il vivere rurale? Forse si.

Oggi, dopo tanti e tanti anni, sono fuggito dalla città, attratto dal profumo della terra. Vivo fra le colline umbre, coltivando olivi ed erbe aromatiche. Con un forte legame con Roma dove vivono e crescono i miei figli.

Il blog è nato per raccontare, per cercare di raccontare tutto questo. L’amore per la terra, il legame con quel sentimento che ti fa attendere per giorni lo spuntare di quella piantina dal seme che hai coperto di terra. E godere dei frutti.

Non si tratta di frutti fatti solo di polpa succulenta, si tratta anche di frutti dell’anima, fatti di quel sentimento che, solo, all’alba di un mattino qualunque ti fa godere del sapore completo ed antico di un pomodoro staccato con delicatezza dalla pianta ed assaporato, mentre la valle intorno a te ancora dorme.

Il blog vuole cercare di raccontare questo.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Il viaggio è il mezzo per raggiuncerci. Viaggiare è, in apparenza, il modo per conoscere altri luoghi, città, palazzi, panorami. Ma in verità stiamo, nel viaggio, conoscendo noi stessi. Essere noi, di fronte a quei luoghi, a quelle città, a quei palazzi, a quei panorami.

Luoghi diversi ci danno l’opportunità di guardarci in uno specchio diverso, vedere come la nostra anima risponde e reagisce davanti a proposte fatte da culture differenti.

Io lo so cosa sono di fronte al Colosseo, ci son passato tante volte da bambino, ma i miei occhi saranno uguali davanti all’Atomium in Belgio? O traversando la diga Afsluitdijk in Olanda? Guardo nello stesso modo il limite del circolo polare artico a Rovaniemi?

Si, il viaggio è una esperienza, profonda. Quello che è importante capire è che racconta molto più di noi che dei luoghi che visitiamo.

L’esperienza del viaggio è questa, conoscerci di più.

 

Mare o montagna?

Campagna!

La campagna è una terra di mezzo e proprio come tale possiede un valore infinito. Dalla campagna possiamo muoverci verso il mare o verso la montagna. Siamo pronti a tutto, partendo dalla campagna.

Dalla campagna romana possiamo raggiungere Tivoli con le sue colline ma possiamo arrivare al Terminillo, ricco di neve.

Da quella campagna siamo anche ad un passo dal Circeo col suo mare misterioso e cristallino.

Ma anche nella Puglia la campagna è ad un passo dal mare. Ancora di più in Abruzzo la campagna fa da anello di congiunzione fra le aspre montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo e le coste Adriatiche.

E vuoi mettere le campagne di Conegliano e Pordenone fra Lignano Sabbiadoro e Cortina d’Ampezzo!

Senza dimenticare la Liguria dove la campagna terrazzata dall’uomo lega in breve spazio le coste e le alte montagne.

Campagna quindi, come racconto nel mio blog. Pronti, se vogliamo, a raggiungere il mare e le montagna.

 

Quali sono le destinazioni che più ti hanno colpito? Perché?

Due in particolare. I castelli della Loira e la Finlandia.

La Loira l’ho visitata più di trenta anni fa. Mi restano nel ricordo luoghi di fiaba, non saprei dire se oggi è come allora ma il pensiero di quel viaggio, fatto in un furgone Transit che avevamo trasformato in un improbabile camper, è un ricordo bellissimo.

Vorrei ritrovarli nella sequenza delle ville del Palladio fra Ravenna e Ferrara e forse troverò lì di meglio, ma allora quei castelli furono una scoperta straordinaria. Alcuni erano abbandonati, castelli senza porte dove all’interno c’erano mobili ancora nuovi, un camino con una splendida lastra di ghisa lavorata in bassorilievo che avrei potuto tranquillamente portare via (no, non lo feci!).

Altri castelli dove si pagava il biglietto per entrare ed erano curati in ogni dettaglio, circondati da fossati pieni di acqua e giardini che sembravano cesellati da un orafo.

Si, i castelli della Loira sono rimasti ancora oggi nel cuore.

In Finlandia ci sono andato con mio figlio nel 2009. Un luogo dove su una superficie di poco più grande dell’Italia ci vivono la dodicesima parte degli abitanti italiani. Piena di laghi, la bellezza di 187.888.

Un posto dove si può fare un giro su una rompighiaccio come se fosse un normale traghetto e dove si mangia spezzatino di renna guardando dalle vetrate una, normale, aurora boreale.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto per quanto riguarda i viaggi?

La Scozia. L’ho sempre amata. Da quando alle elementari ho conosciuto il Vallo di Adriano, ritrovato in alcuni fumetti di Zio Paperone.

Vorrei visitare i tanti castelli immersi nelle nebbie, prendere una birra in uno dei pub lungo le strade grigie di Inverness. Sbirciare nel neolitico alle Orcadi e vedere se Nessie esiste davvero.

 

Ringraziamo ancora Fabio per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Fabio?

 

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