Racconti in valigia: Ti chiamo quando torno

In viaggio con Federica

Abbiamo intervistato oggi Federica, autrice del blog Tichiamoquandotorno, che ci ha raccontato dei suoi viaggi e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Mi chiamo Federica, ho 37 anni e da quasi due ho deciso di cambiare vita e dedicarmi al travel blogging. L’idea di Ti chiamo quando torno è nata durante un viaggio on the road in Bretagna: lo avevo organizzato da sola e con estrema precisione e Marco, compagno di vita e viaggi, mi ha suggerito l’idea che il nostro itinerario e la nostra esperienza potesse essere utile anche ad altre persone.  A rendere concreta quella che era solo una chiacchiera da viaggio è stata la mia situazione lavorativa: amavo il mio lavoro ma non tolleravo più le umiliazioni e le mancanze di rispetto dei miei superiori e soprattutto dover sottostare a questi atteggiamenti in nome dello “stipendio”. Così un giorno li ho mandati a quel Paese (e non era un augurio!) e ho scelto di lavorare per me stessa, di costruire qualcosa che fosse mio e che meritasse davvero il mio tempo e le mie energie. Si leggono così tante storie di gente che cambia vita e in un attimo raggiunge felicità e successo che ci ho voluto credere anche io. Nella pratica ho scoperto che queste storie da Cenerentole digitali non sono così comuni ma io continuo a provarci! Convinta che i blog debbano essere fonti di ispirazione ma anche utili risorse per chi li legge nel mio racconto dei viaggi insieme a Marco, dei nostri road trip in destinazioni vicine e lontane, proponendo itinerari super dettagliati che spero possano aiutare i miei lettori nella costruzione del loro viaggio.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Il viaggio è esperienza… E di quelle che non si dimenticano! Viaggiare aiuta a cambiare prospettiva, a conoscere modi di vivere diversi, ad ampliare i propri orizzonti. Ci sono viaggi che ti cambiano più di altri ma ognuno contribuisce ad arricchirci in qualche modo. È anche un’occasione per conoscerci meglio e per scoprirci in situazioni che esulano dalla nostra quotidianità mettendoci alla prova. Cerco sempre di non giudicare le scelte altrui ma quando sento qualcuno dire che non gli interessa viaggiare mi vengono i brividi… Non sanno che esperienza si perdono!

 

 

Come scegli le tue mete di solito?

Sicuramente da quando ho il blog scelgo le mie destinazioni in modo più razionale rispetto a prima, privilegiando ad esempio mete poco note per poter creare contenuti originali. Il mio viaggio in Nuova Scozia è nato proprio così! Il passaparola, spesso digitale, è una grande fonte di ispirazione ma contano molto anche i miei gusti personali: la mia passione per il cibo e il buon vino mi spingono ad organizzare spesso piccoli viaggi del gusto per scoprire storie e origini di ciò che trovo sulla mia tavola. Clima e stagione sono altri fattori importanti e ovviamente il prezzo dei voli: Lisbona, Colonia e Norimberga le ho scelte perché ho trovato voli a prezzi stracciati ☺

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Pianifico tutto e faccio metri di dettagliatissimi fogli excel (e spesso me li dimentico a casa)!

Organizzare un viaggio non è facile: richiede tantissimo tempo, studio ed energie.

Per me è un’attività ambivalente: sotto certi aspetti mi piace moltissimo e mi diverte, sotto altri la trovo frustrante. Mi rendo conto che vorrei fare 250.000 cose ma non ne ho il tempo e in più, studiare tutto così nel dettaglio, è un po’ come spoilerarsi il viaggio, non credete? Sogno da sempre di partire per una destinazione senza saperne nulla, scoprendo e decidendo tutto sul posto; credo però che viaggi così siano adatti solo a quei fortunati che fanno vacanze a tempo indeterminato. Chi viaggia sfruttando le ferie come faccio io ha bisogno di “ottimizzare”, altrimenti si rischia di perdere del gran tempo e tornare con troppi rimpianti. E poi c’è il mio incubo: la valigia. Se inventassero un armadio con le ruote io lo comprerei subito!

 

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Il turismo è una risorsa immensa, soprattutto in questi anni di crisi economica in cui sembra che gli unici soldi che la gente è disposta a spendere siano quelli per i viaggi.

Stiamo però giungendo a un punto critico e, da risorsa, il turismo si sta trasformando in un’arma pericolosa. Tutti avrete sentito delle spiagge paradisiache recentemente chiuse nel tentativo di salvarle o dei timori che Piazza San Marco crolli sotto il peso delle migliaia di persone che ogni giorno la affollano.  Da subacquea ho scoperto sott’acqua quanto l’uomo possa essere pericoloso: ho visto sub e snorkeler (sono i peggiori) prendere coralli e conchiglie o nutrire i pesci con cibi “troppo umani” pur di averli vicini. Pazienza se i coralli scompariranno e se il pesce il giorno dopo galleggerà a pancia all’aria: l’importante è avere una bella foto. Le cose sono drammatiche anche in superficie e con il nostro comportamento stiamo mettendo a rischio sia la natura che l’opera umana. Sono cose che tutti sappiamo ma, nonostante si predichi in continuazione il turismo responsabile, continuiamo a distruggere ciò che ci circonda. La democratizzazione del viaggio è una cosa di per sé positiva (io stessa ne usufruisco!) ma, nella pratica, a pagarne le conseguenze è stato il mondo che ci circonda e che tanto desideriamo scoprire.

 

Qual è per te il significato del viaggio?

Viaggiare per me è sinonimo di scoperta, condivisione e vacanza. Scoperta perché, essendo una curiosa di natura, adoro vedere e fare cose che non conosco, incontrare persone con storie e tradizioni diverse e tornare a casa con dei nuovi pezzettini di vita.

Condivisione perché per me il viaggio deve essere fatto con le persone giuste: in un’epoca in cui vanno di moda i “solo traveler” io vado controcorrente! Per me un tramonto visto da sola è un bel fenomeno naturale; accanto alla persona giusta diventa poesia. E lo stesso vale per i viaggi. Condividere un’esperienza è un modo per viverla più intensamente!

Per ovvie ragioni mi ritrovo a viaggiare sempre con Marco, il mio compagno, ma non ne faccio un discorso di coppia: ognuno ha la propria persona giusta! E infine vacanza! Avete presente la diatriba di cui si legge spesso sui social media riguardo alla distinzione tra viaggio e vacanza? Per me non ha senso: tutto ciò che esula dalla mia routine è una vacanza, nel senso più positivo del termine!

 

 

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Entrambi, l’importante è partire! L’Italia è un Paese unico, di una bellezza che non ha eguali… Non può non piacere. Ed è proprio viaggiando all’estero che mi sono resa conto di quanto tutti ce la invidiano. Ammetto però che i Paesi stranieri hanno un fascino particolare. Sarà un atteggiamento un po’ adolescenziale ma andare all’estero mi dà più la sensazione del viaggio! Nonostante ormai io sia fin troppo adulta, andare lontano, prendere aerei, varcare confini, timbrare passaporti, parlare lingue che non mi appartengono mi fa sentire grande e indipendente. Cosa ci posso fare? Mi sento giovane dentro!

 

Ringraziamo ancora Federica per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Federica?

 

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