Nelle vie di Padova

Abbiamo intervistato Alberto, autore di “Il blog di Padova” che ci ha raccontato di sé, di Padova e delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te

Mi chiamo Alberto, sono prossimo ai 43 anni, non più un ragazzino quindi, e fin dai tempi dell’Università ho sempre avuto una passione per le città, per la loro promozione territoriale e turistica. Dopo una laurea in scienze politiche ad indirizzo sociologico ho approfondito questi miei interessi anche con specializzazioni post universitarie, tuttavia, come succede a molti, non sono riuscito a trovare un lavoro in questi ambiti, quantomeno non un lavoro “tradizionale”.

Ed ora raccontaci un po’ del tuo blog, come è nato?

Il Blog è stata ed è tutt’ora un’opportunità che mi sono creato per continuare ad occuparmi di quanto mi appassiona, la promozione turistica del mio territorio, visto che ai tempi dei Curriculum vitae cartacei e dell’era pre-web 2.0 raramente ho ricevuto risposte, anche negative, alle mie candidature.

Il Blog di Padova è un local blog nato un po’ per caso. Avevo inizialmente aperto un blog di quelli gratuiti, con il dominio si secondo livello, per sperimentare e curiosare in questo mondo di cui avevo sentito parlare ma che non conoscevo affatto. Grazie a questo primo blog sono stato contattato e coinvolto in un progetto della community di Virgilio.it, “Virgilio Città”, un network di 15 blog dedicati a 15 città italiane curati da altrettanti blogger locali e a me è stato proposto di curare un blog sulla mia città. Per questo il mio blog si chiama Blog di Padova: perché in origine c’erano anche i Blog di Modena, di Venezia, di Salerno, di Parma etc etc. E così è stato: per 3 anni, ogni lunedì, mercoledì, venerdì alle ore 8,30 uscivo con un post nuovo con i miei suggerimenti su cosa vedere a Padova, un impegno non indifferente che mi ha permesso di fare palestra di blogging. Poi quel progetto fu sospeso e io decisi di proseguire quell’esperienza con un blog indipendente. E a giugno il Blog di Padova compirà 10 anni, 10 anni intensi, impegnativi, in cui non sono mancate comunque le soddisfazioni.

 

Conoscere e valorizzare il territorio, concetti chiave per chi ama viaggiare, sei d’accordo?

Certo che si! Al di là del fatto che, come detto prima, questi temi mi hanno sempre affascinato, penso che un blogger che si occupa di turismo, sia esso un travel blogger o un “local blogger” o blogger di destinazione come il sottoscritto sviluppino una certa attenzione per questi concetti.

Personalmente mi piace già prima di visitare una città farmi un’idea cercando informazioni in internet e poi una volta in loco vedere quali attrazioni e particolarità promuovano gli uffici di informazione turistica ufficiali. Poi in realtà, a me piace anche uscire dai percorsi turistici più battuti, andando anche nelle periferie per vedere e mischiarmi nella vita quotidiana della gente del posto.

Sono molti gli interessi che le persone hanno quindi è normale che anche in viaggio ognuno cerchi occasioni per soddisfare questi interessi. Per esempio da amante della birra e del buon cibo mi piace sempre girare per pub e locali tipici e più di qualche volta, prima, ma anche dopo, aver visitato una città mi sono trovato a leggere romanzi ambientati in quella città o di scrittori che in quella città hanno vissuto. Del resto, turismo della birra e turismo letterario sono un paio di quei molti turismi detti “motivazionali” che ispirano e motivano, come dice il termine, le persone a viaggiare.

Tre aggettivi con cui descriveresti Padova

Bella domanda ma non facile.

Padova è una città dalle identità multiple (e questo è un aggettivo) e questa la rende allo stesso tempo interessante ma anche un po’ complicata da raccontare. Padova è città all’interno della quale convive un’altra città, la città universitaria grazie alla quale a partire da Galileo Galilei si è sviluppata una vocazione per le scienze, in particolare per la medicina. Padova è anche una città d’arte assolutamente rilevante per quanto riguarda gli affreschi: il capolavoro di Giotto alla Cappella degli Scrovegni è la punta dell’iceberg ma sono molte altre le opere che si possono ammirare in edifici pubblici e religiosi. Padova è sempre stata nota come Città di Sant’Antonio che attrae milioni di fedeli ogni anno ma oltre al Santo, appunto, c’è molto di più.

Padova è una città vivace. Grazie all’energia degli studenti e delle moltissime associazioni impegnate in città sono davvero tante le iniziative promosse sia in ambito culturale sia per quanto riguarda l’impegno civico e sociale. Nel 2020 Padova sarà la prima capitale europea del volontariato d’Italia!

Ultimo aggettivo direi che Padova è una città “timida e riservata”. Con il mio blog cerco di farla conoscere ed apprezzare ai padovani in primis e anche ai turisti e lo capirete dalle mie parole di padovano doc che ne sono innamorato. Tuttavia noi padovani siamo forse un po’ timidi e riservati nel e preferiamo, almeno inizialmente, mantenere un basso profilo nell’aprirci…Poi però, un po’ alla volta penso che Padova ed i padovani riescano a dimostrarsi generosi e disponibili nei confronti di chi giunge in città. Padova accoglie da secoli studenti da tutta Italia ed oltre e molti di questi, dopo gli studi, decidono di fermarsi a vivere qui. Siamo quindi una città accogliente…ops ho sforato con gli aggettivi!

 

Le tue destinazioni preferite che consiglieresti assolutamente ad un turista che arriva a Padova

In primis un giro tra le piazze del centro, tra le bancarelle del mercato e le botteghe sotto al Palazzo della Ragione. Qui tra profumini di prodotti di ogni genere del territorio, in quel che è uno tra i più antichi centri commerciali d’Europa (dal 1218), potete fermarvi per uno spritz o un calice di vino da accompagnare magari con uno “spuncione”, una sorta di tapas locale. I

Se poi siete amanti del verde e volete un po’ di relax vi suggerisco un giro allOrto Botanico, allo stesso tempo il più antico Orto Botanico universitario del mondo, fondato nel 1545 e uno tra i più moderni grazie al nuovo giardino della Biodiversità, un’enorme serra in vetro e acciaio all’interno della quale si possono ammirare piante dalle varie aree climatiche del mondo.

Una piccola perla è inoltre il Museo del Precinema “Minici Zotti”,  una collezione di lanterne magiche e giochi ottici che nel settecento ed ottocento rappresentavano il divertimento dell’era precedente al cinema.

E poi, al di là dei luoghi più noti come la Cappella degli Scrovegni e la Basilica di Sant’Antonio a me piace la grande Piazza del Prato della Valle, una delle più grandi d’Europa. C’è chi ne sottolinea la grandezza, a me piace perché è proprio un bel posto dove stare!

 

Ti piace viaggiare anche all’estero?

Si, molto. Non ho, almeno fino ad oggi, fatto grandi viaggi oltreoceano o in paesi lontani ma comunque sono contento di aver visitato diverse città europee. L’Italia è straordinaria per il suo grande patrimonio storico ed artistico ma è altrettanto interessante visitare città e paesi del vecchio continente le cui storie magari le abbiamo lette sui libri di scuola, narrate in un romanzo o in un qualche film. Personalmente le città che più di altre mi sono rimaste nel cuore sono Dublino, Praga, Siviglia, Barcellona. Dublino per il suo mix di modernità e tradizione, per la musica degli U2 di cui sono una grande fan da sempre e per il cosiddetto “craic”, le folli serate al pub tra fiumi di birra e musica folk. Dublino una delle città della letteratura più rilevanti credo. Qui sono nati e si sono formati scrittori e letterati quali James Joyce, G.B. Shaw, Samuel Beckett e Seamus Heaney e tanti altri.

Praga, la città “magica”, la città dell’antico cimitero ebraico e del Golem, una città incantevole e allo stesso tempo misteriosa, la città di Franz Kafka, di Milan Kundera e del “soldato Sc’veik” di Jaroslav Hašek che si può scoprire anche attraverso la letteratura prima di partire. E poi la storia più recente dalla “Primavera di Praga” e dal sacrificio di Jan Palach fino alla caduta del comunismo e gli ultimi vent’anni in cui sono rimaste poche tracce visibili della Praga comunista come si dice nella canzone degli emiliani Offlaga Disco Pax “Tatranki”. Sulla Primavera di Praga ho letto recentemente una bellissima graphic novel uscita da poco: “Jonas Fink. Una vita sospesa” di Vittorio Giardino, maestro italiano del fumetto d’autore. E poi la birra! Praga e la repubblica ceka sono anche una delle capitali mondiali della birra, da gustarsi con un bel piatto sostanzioso come quelli che in genere si mangiano da quelle parti.

A Siviglia ci sono stato diverse volte e non solo per il clima, la prima volta per un corso di spagnolo fatto tramite l’Università. Una città bellissima, culla dello stile mudejar, ispirato dall’influenza araba come l’Alcazar, e poi il flamenco, i bar di tapas strapieni di gente che danno inizio a notti lunghe.

A Barcellona ci vive mio fratello da quasi 10 anni e ci sono stato diverse volte. Anche Barcellona bellissima città in cui si vive bene, città “gourmet” che io ho, da turista, ho scoperto seguendo le escursioni gastro-letterarie di Pepe Carvalho, investigatore privato nato dalla penna di Manuel Vasquez Montalban.

Spero di non avervi annoiato. Leggete i blog ma anche e soprattutto i libri, andate al cinema perché davvero come disse Umberto Eco leggere allunga la vita e poi arricchisce e ispira le vostre scelte di viaggio!

 

Ringraziamo ancora Alberto per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog  qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Alberto?

 

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