Mente in viaggio

Abbiamo intervistato Valeria, autore del blog menteinviaggio.it, che ci ha raccontato delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Sono Valeria, classe ’81, mente sempre in viaggio (sia fisicamente sia virtualmente… nel senso che ho la mente sulle nuvole e in viaggio pindarico perenne).

Da quando ho preso il primo volo aereo, per un programma universitario a Cuba, non mi sono più fermata.

Nel mio blog (www.menteinviaggio.it) unisco le mie passioni per i viaggi e le scoperte delle altre culture e la mia passione per la mente umana e per il mondo interiore delle persone (sono anche Counselor e mi occupo di percorsi di crescita personale in generale e di Travel Coaching in particolare).

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Nella mia vita, mi occupo, tra le altre cose, anche di Crescita Professionale e di Percorsi per lavorare sull’autostima delle persone o per aiutarle in fasi di cambiamento.

Mi sono accorta, negli anni, che il viaggio, sia vicino sia lontano, è uno strumento potentissimo sia di crescita personale, sia di “uscita dalla propria zona di comfort”, soprattutto se vissuto in un certo modo, in solitaria o con una “preparazione” pregressa.

Un viaggio ti cambia, tira fuori potenzialità, risorse e aspetti di te che magari non sai nemmeno di avere. E’ davvero terapeutico. Ecco perché nel blog affianco alla descrizione di destinazioni e itinerari anche i “consigli della Travel Terapista”. C’è un viaggio specifico per ogni momento della vita e da ogni viaggio ci si può portare a casa qualcosa, che è “di più” del souvenir in valigia. Sta a noi sfruttare al massimo l’esperienza. Per questo, accompagno anche i viaggiatori, che vogliono usare il viaggio come percorso di crescita , in un viaggio virtuale dentro se stessi, con tecniche di Travel Coaching, prima, durante e dopo il viaggio, quando si ritorna alla quotidianità.

 

Come scegli le tue mete di solito?

Pur essendo timida e riservata (o forse proprio per questo) sono affascinata dal calore Latino Americano e Africano. Questi sono i due continenti che mi attraggono di più.

Di solito mi lascio trasportare dal “mood” del momento, visto che sono convinta del potere del viaggio come “Travel Terapia” e che esista, quindi, un viaggio “adatto” e destinato allo specifico momento di vita che si sta affrontando.

Finora, ho scelto prevalentemente mete lontane, diciamo ogni volta “tanto per l’Italia c’è tempo” (con il risultato, forse discutibile, che non sono mai stata in Puglia e in Sicilia, ma in compenso sono andata sino alle Hawaii e all’Isola di Pasqua)

Amo inoltre le destinazioni in cui sia possibile fare esperienze “sostenibili” e locali, magari appoggiandomi a ONG o organizzazioni di Volontariato.

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Sono una macchina organizzatrice. Studio, studio tanto: ancora prima del viaggio so praticamente il nome di tutti gli hotel e gli operatori locali della destinazione! Leggo forum, discussioni, blog e guide.

Sono un po’ ossessiva- compulsiva e cerco di “abbuffarmi”  a destinazione con tutto ciò che posso vedere, per questo l’itinerario è studiato nei minimi dettagli, per ottimizzare i tempi.

In più cerco di “calarmi” nel Paese, scegliendo, prima di partire, libri, di narrativa e non, ambientati nel Paese di destinazione del viaggio o di autori locali.

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Il turismo di massa “può” essere una risorsa… ma ad alcune condizioni (spesso non rispettate/seguite).

Io scelgo proposte in cui sia possibile acquistare almeno un pezzo del servizio da operatori locali (può essere un pernottamento a casa di famiglie locali, o una visita guidata con un’Associazione del luogo).

Inoltre tutti i turisti (soprattutto se entrano “in massa” in una destinazione) dovrebbero essere “informati” ed educati sugli usi e culture locali: da qui passa il rispetto per l’altro e la tutela della cultura, della popolazione e dell’ambiente in un Paese.

Ricordiamoci che a volte, quando viaggiamo in un Paese in via di Sviluppo, spesso doniamo qualcosa, pensando di fare del bene, ma a lungo andare otteniamo il risultato opposto: la popolazione diventa dipendente dall’accattonaggio (soprattutto i bambini!) e non sviluppa risorse e potenzialità autonome.

La chiave è sempre l’informazione! Leggere tanto e chiedere magari a organizzazioni non profit, qual è il migliore modo per approcciarsi a Paesi con condizioni di vita così diverse dalle nostre…. Ai bambini mangiare caramelle piace, ma non possiamo riempirli di caramelle pensando di “allietare loro” la vita!

 

Qual è per te il significato del viaggio?

Il viaggio è per me la linfa, ciò che mi dà energia per poi affrontare il tran tran quotidiano.

E’ scoperta e apertura.

E’ la mia personale terapia. E’ ricchezza. Come dice un aforisma: è l’unica cosa che compri e che ti rende più ricco.

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Di aneddoti, piccole disavventure poi rivelatesi divertenti ne ho tanti:

– quando sono rimasta senza denaro né carte a Cuba e mi sono dovuta fare accogliere, in tutti i sensi, da una calorosa famiglia Cubana

– quando questa estate, sorvolando il delta dell’Okavango in un “mini aereo” siamo finiti fuori pista, proprio in mezzo al bush

– quando sempre in Botswana ho ricevuto come “upgrade” l’indicazione: “stanotte dormirai sotto le stelle” e in effetti ho dormito su una palafitta senza pareti e soffitto, con il rumore sotto degli Elefanti che spezzavano e mangiavano i rami

L’ultimo aneddoto però, quello forse più emotivamente coinvolgente, è stato l’incontro in Uganda con una mamma e il suo piccolo, una mamma speciale perché appartenente alla specie “Gorilla di Montagna”, a rischio di estinzione. Essere a pochi metri da loro e guardarla negli occhi, così umani, è stata un’emozione indescrivibile

 

 

Ringraziamo ancora Valeria per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Valeria?

 

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