La pubblica bettola di Mario

 

Abbiamo intervistato Mario, autore e del blog Pubblica Bettola- frammenti di cobalto, che ci ha raccontato delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

La risposta a questa domanda richiederebbe molte, molte, pagine, ma cerco di essere sintetico.

Mi chiamo Mario Borghi. Il mio blog si chiama “Pubblica Bettola – frammenti di cobalto” ed è raggiungibile dal link www.stranoforte.weebly.com ed è strutturato proprio come una bettola sgangherata, di cui io sono l’oste della malora incontrastato e monocratico. Si tratta di un lit-blog, ossia di un luogo virtuale in cui si parla di editoria e, in particolare, di cialtronerie editoriali, ossia di quegli editori – e non solo, ma anche fornitori di servizi editoriali – poco professionali e non corretti verso chi si rivolge loro nella speranza di pubblicare un libro. L’editoria è un acquario assai frequentato e io cerco di parlarne, come posso, per tutelare gli aspiranti autori da chi li vorrebbe spennare come polli. Ho, quindi, molti nemici ma molti più amici, e a me interessano di più questi ultimi.

Sono anche un autore con all’attivo due libri pubblicati e qualche opera teatrale. Sul mio blog c’è tutto.

 

Qual è per te il significato del viaggio?

Prima di rispondere, voglio precisare che abito nel centro/nord della Sardegna, a oltre un’ora di automobile dai due porti e aeroporti più vicini (Olbia e Alghero) e a circa due ore di auto dal porto e aeroporto più lontano (Cagliari).

Organizzare un viaggio da qui è estremamente difficoltoso per un insieme di fattori: il prezzo dei biglietti sia aerei, sia dei traghetti, e la durata del viaggio per approdare in “Continente”. Tutto ciò induce a preparare il tutto con molto, spesso troppo, anticipo, anche per accaparrarsi i prezzi migliori qualora si decidesse per l’aereo. Quindi per me, e per la stragrande maggioranza di chi abita in Sardegna, il viaggio ha una serie di valori aggiunti, soprattutto emozionali, rispetto a chi in “Continente” ci abita già. Si tenga anche presente che poi dal porto o dall’aeroporto di arrivo, si deve successivamente proseguire per la località desiderata.

Devo quindi scegliere tra le seguenti opzioni: prendo l’aereo, così impiego poco tempo per arrivare, ma poi una volta atterrato devo arrangiarmi per arrivare a destinazione, oppure prendo il traghetto e mi porto l’automobile al seguito, ma ci metto almeno dieci ore e pago una fortuna?

Una delle tante condanne della Sardegna.

Come scegli le tue mete di solito?

Premesso quanto ho scritto, vado spesso in Liguria, essendo io di origini liguri, e cerco sempre di far coincidere offerte speciali con periodi liberi. Tuttavia non disdegno anche altre mete: per lavoro vado spesso a Roma e a Torino, mentre per motivi di famiglia vado spesso in Germania. Quando mi trovo in Liguria, o a Roma, o a Torino, allora ne approfitto per visitare le altre città raggiungibili più agevolmente. Non sono mancati anche viaggi, come dire, estemporanei a Parigi.

 

Quali sono le destinazioni che più ti hanno colpito? Perché?

Decisamente la Germania. I Tedeschi hanno uno stile di vita completamente diverso dal nostro. Non dico migliore, ma che potrebbe aiutarci a vivere meglio senza rinunciare alle nostre abitudini. Confesso, comunque, di non essere troppo esterofilo, preferisco girare l’Italia.

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

A Parigi, in Place de la Bastille, ci chiedevamo dove si trovasse effettivamente la Bastiglia. Abbiamo visto arrivare un distinto signore che portava a spasso un cagnolino e glielo abbiamo chiesto, però probabilmente abbiamo sbagliato qualche verbo, perché il signore si è indignato e ci ha detto che la Bastiglia è stata distrutta il 14 luglio 1789. «Asini, italiani asini, studiate e non fate domande idiote!», ci ha detto prima di andarsene col cagnolino, anche lui sculettava indispettito.

 

 

Ringraziamo ancora Mario per questa bellissima intervista. Se siete curiosi di scoprire di più vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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