La Civetta di Torino

Abbiamo intervistato Manuela Vetrano, autrice del blog lacivettaditorino.it, che ci ha raccontato di sé e delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Sono laureata in Scienze dei Beni Culturali e lavoro a Torino come guida turistica e redattrice di articoli sulla storia e i personaggi del mio territorio. Una mia grande passione sono i cimiteri e le tombe illustri: quando viaggio cerco sempre di ritagliarmi uno spazio per andare per camposanti e cripte. Attraverso questi luoghi si può scoprire molto riguardo al posto in cui siamo ospiti o in cui viviamo. Ho deciso di unire questo mio interesse al lavoro e dal 2013 sono stata la prima guida turistica professionista di Torino a condurre visite guidate all’interno del Cimitero Monumentale cittadino, attività che proseguo attualmente. Le mie esperienze, le curiosità e le storie di Torino e del Monumentale (ma anche di altri luoghi italiani e esteri) le racconto sul mio blog, www.lacivettaditorino.it, e sui social network collegati. Il nome del blog, La Civetta di Torino, si ricollega alla mia città e al fatto che la civetta è un volatile legato al mondo delle tenebre, ma anche alla razionalità e alla chiarezza d’idee per la sua capacità di vedere al buio.

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Parto dal presupposto che tutti dovremmo viaggiare il più possibile. Quando ero più piccola, il viaggio era associato in modo indissolubile al periodo estivo, allo svago e al divertimento. Oggi, il viaggio è per me soprattutto sinonimo di scoperta e conoscenza, ma è anche momento in cui posso evadere dalla realtà quotidiana e raffreddare il cervello facendolo respirare con nuovi panorami, nuovi suoni e sapori. L’esperienza del viaggio è poi fondamentale perché aiuta a combattere i pregiudizi e il timore nei confronti di ciò che non si conosce.

Se dovessi descrivere Torino in tre aggettivi quali sceglieresti?

Elegante: i palazzi nobiliari, le chiese, le strade e le piazze del centro storico di Torino, spesso austeri e maestosi, testimoniano il passato di una città che è stata capitale di un regno e residenza di duchi, principi e re.

Verde: nonostante la fama di città grigia, Torino è piena di verde. Parchi, alberi, colline… il torinese non è soffocato da troppi grattacieli e palazzoni.

Riservata: a una prima occhiata superficiale Torino può apparire monotona e sempre uguale. Come i suoi abitanti, non è invadente e non si mette in mostra, ma è una città che si svela piano piano e che poi è difficile dimenticare.

 

Quali sono 3 posti imperdibili di Torino per un visitatore?

Senza dubbio il Museo Egizio, il primo ad aprire al mondo nel 1824. La Mole Antonelliana, il simbolo della città che all’interno ospita il Museo Nazionale del Cinema, e il Palazzo Reale, la residenza principale tra le tante che i Savoia fecero costruire a Torino e nei dintorni.

Vorrei però suggerire anche tre luoghi meno convenzionali. La splendida cappella della Congregazione dei Banchieri e dei Mercanti, che conserva l’incredibile Calendario Meccanico Universale realizzato nel 1831 da Giovanni Plana in grado di identificare qualsiasi giorno dall’anno 1 fino al 4000, comprese lunazioni e maree.

Il Palazzo Barolo, residenza nobiliare torinese in cui si può scoprire l’affascinate storia dei marchesi Tancredi e Giulia e dove è allestito anche l’interessante Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia. E ovviamente il Cimitero Monumentale, dove riposano personaggi come Silvio Pellico, Edmondo De Amicis, Fred Buscaglione, Rita Levi-Montalcini.

 

Ti piace viaggiare anche all’estero?

Certamente sì. Purtroppo, però, i miei viaggi all’estero sono sempre abbastanza brevi ed è un peccato non poter restare più di qualche giorno. All’estero si entra in contatto con altri modi di vivere, parlare, mangiare… architetture, persone, climi diversi. E ci si accorge di quanto le differenze siano stimolanti e arricchenti. Allo stesso tempo, anche all’estero si possono trovare dei punti di contatto con la nostra quotidianità che ci fanno sentire meno lontani dal nostro paese.

In generale, quali sono le destinazioni che più ti hanno colpito? Perché?

Il paesino di Haworth e il Brontë Parsonage Museum, nello Yorkshire in Inghilterra. Da fan sfegatata quale sono delle sorelle Brontë, non potevo non recarmi in pellegrinaggio nel piccolo paesino arroccato in cima a una collina, dove le scrittrici sono vissute. Entrare nella chiesa dove si trovano le loro tombe e nella casa dove sono stati scritti romanzi immortali come Cime tempestose e Jane Eyre è stata per me un’emozione fortissima. Non dimenticherò mai il suono e la forza del vento della brughiera.

Ricorderò sempre anche il viaggio a New York. Non mi sembra ancora vero di essere stata per qualche giorno nello scenario di migliaia di film e di serie tv. Passeggiare in Central Park e lungo il ponte di Brooklyn, entrare nella Grand Central Station e nella NY Public Library o osservare la Statua della Libertà dallo Staten Island Ferry, come Melanie Griffith in Una donna in carriera, non ha prezzo!

 

 

Ringraziamo ancora Manuela Vetrano per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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