Racconti in valigia: Il viaggio sonoro di Marco

Il viaggio sonoro di Marco

Abbiamo intervistato Marco, autore di Elettro Acqua 3D e del sito marcodinoia.it, che ci ha raccontato del suo progetto e delle idee su un mondo del travel legato a quello della musica.

 

Raccontaci un po’ di te

Esordirei dicendo che sono un neo-papà! Il padre di Diana, che ha quattro mesi. A parte ciò, sono anche un giornalista ed esperto digital, ormai da diversi anni. Ma soprattutto sono un creativo, che ama innovare ed esprimersi con la scrittura, con il canto e le arti visive. Traggo ispirazione da libri, film, vicende di cronaca e dai miei viaggi. Amo la natura e gli animali. A casa ho due bellissimi gattoni di razza ragdoll, e, ormai da quasi due anni, prendo lezioni di equitazione.

 

Ti piace viaggiare? Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Amo viaggiare. Ho iniziato a 14 anni, con vacanze studio nel Regno Unito, poi ho girato l’Europa per ostelli della gioventù durante gli anni universitari, prendendo parte anche a campi di volontariato artistico in Polonia, Danimarca e Serbia. Negli ultimi anni ho visitato con la mia compagna Francesca diversi paesi tra cui il Kenya, il Sud Africa e alcuni aree degli Stati Uniti occidentali. Credo che viaggiare sia una forma di arricchimento personale e un’ottima ricarica delle proprie energie mentali. I soldi spesi per viaggiare e conoscere nuovi paesi sono sempre soldi spesi bene, perché contribuiscono a colorare il proprio bagaglio di ricordi con nuove tinte, rispetto a quelle del quotidiano. E una persona, d’altra parte, è sostanzialmente ciò che ricorda.

 

Qual è la cosa che non può mancare durante uno dei tuoi viaggi?

L’avventura! Sono un amante della savana e dei grandi predatori. A Bolemfontein ho trascorso tre giorni in una riserva privata a interagire con leoni e ghepardi cresciuti con l’uomo, e ho nutrito anche un grosso avvoltoio. Invece a Cape Town sono sceso nella gabbia ad ammirare i grandi squali bianchi nei pressi dello Shark Alley. Inoltre, come dicevo prima, ho la passione per i cavalli; indi per cui nella mia tabella di viaggio cerco sempre di inserire una cavalcata. Negli USA, ad esempio, ho fatto trekking tra le guglie rocciose della Monument Valley montando un mustang al seguito di un indiano Navajo; quindi ho cavalcato per qualche ora tra le foreste dello Yosemite Park californiano.

 

Viaggio e Musica sono da sempre legati. Cosa pensi renda questo legame così forte?

Ogni paese ha la sua musica tradizionale, che è parte della sua anima e ne fa da colonna sonora. E’ quasi impossibile visitare il Kenya e tornare indietro senza conoscere qualche verso di “Jambo Bwana”. Così come è facile che passeggiando per le spiagge di Santa Monica o Malibu la mente indugi nelle melodie dei Beach Boys. Se penso ai deserti californiani ad esempio mi vengono in mente i Doors, mentre quando ho visitato la Hollywood Boulevard mi giravano in testa i versi di “Californication” dei Red Hot Chilli Peppers. Lo scorso marzo sono stato a Londra in vacanze, e naturalmente non ho potuto non fare un salto agli Abbey Road Studios, dove registravano i Beatles, esibirmi in un pub di Camden Town e assistere a un musical a West End. Quando invece mi capita di passare per Genova mi porto in macchina sempre i cd di Fabrizio De André. La musica infonde colore ai ricordi di viaggio di cui parlavo prima. Se penso a quando ho visitato Praga, la prima memoria che ho è quella della traversata della Moldava, su una barca che accompagnava il viaggio con un’emozionante “Moldau” del compositore ceco Smetana.

 

Sicuramente la tecnologia ha cambiato molto il modo di ascoltare la musica, tu ne sai qualcosa…

L’evoluzione tecnologica offre agli artisti maggiori possibilità. A me, tuttavia, piace prendere ciò che di buono ha offerto il passato, ricontestualizzandolo nel presente, con le nuove tecnologie. In “Elettro Acqua 3D”, ad esempio, utilizziamo quella del 3D audio, che Stefano Cucchi, il coautore del progetto, ha creato unendo le tecniche di mixaggio binaurale per cuffie o auricolari a quelle impiegate nei videogiochi per la virtual reality. Il nostro è certamente un album innovativo, ma che affonda le radici nel progressive, nella musica classica, etnica e in quella elettronica dei nobili synth vintage e dei primi strumenti elettroacustici.

 

Photo Claudio Villa

Elettro Acqua 3D – raccontaci come si è sviluppato il tuo progetto

La lavorazione complessiva di “Elettro Acqua 3D” ha richiesto ben 4 anni. Due per la composizione, la registrazione e la pre-produzione. Uno per la sostituzione dei suoni digitali con quelli dei circa 40 sintetizzatori analogici, effettuata da Andrea Messieri, e per il mixaggio stereo che ha occupato circa un mese; e un ulteriore anno per il mixaggio binaurale, i mastering e lo sviluppo dell’innovativa applicazione, che ha reso questo lavoro il primo app-album pubblicato in Italia, e uno dei primissimi al mondo, dato che l’islandese Bjork fece qualcosa di simile nel 2011.

 

Concept album 3D da viaggio e sul viaggio – Siamo particolarmente curiosi su questo!

L’album è composto da 11 brani cantati di synth pop ed electro prog per altrettanti interludi in 3D audio che li connettono, espandendo i set geografici in cui si muovono le tematiche sociali, letterarie e filosofiche che ho trattato nei testi. E’ un concept sull’acqua, sempre protagonista o spettatrice, e sul viaggio, che inizia a Milano e li ritorna, passando per il Kenya, Roma, la Bosnia, l’India, il mare artico e luoghi fantastici come la Terra di Mezzo di JRR Tolkien e una surreale fogna in cui prende vita il Re dei Topi di Hoffmann e Tchaikovsky. Gli interludi sono stati realizzati in sintesi sonora mista ai suoni concreti: dai ruggiti dei leoni, che ho registrato personalmente in Africa, a suoni di treni, tram e aeroporti milanesi, talvolta resi ritmici. Il tutto inserito in una speciale applicazione gratuita per iPhone e smartphone Android, che viene incontro alle esigenze dei viaggiatori: è leggera da scaricare anche solo con la connessione dati, funziona off-line (modalità aerea) e in background, ovvero la musica continua anche se si naviga in internet o si chatta su Whatsapp. Inoltre gratifica l’esperienza in cuffie o auricolari, strumenti necessari a chi vuole ascoltare la musica a fianco di altri passeggeri. I brani dell’app-album sono poi impreziositi dalle gif animate create ad hoc dal visual-artist delle miniature Cristian Musella e dalla possibilità di consultare i testi delle canzoni e leggere informazioni dettagliate sulla realizzazione del progetto. Quindi, buon viaggio sonoro a tutti!

Ringraziamo ancora Marco per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo sito e scoprire di più sul suo progetto qui

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