Il privilegio di essere viaggiatori

Abbiamo intervistato Giuseppe, autore del blog penisolabella.it, che ci ha raccontato delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, nasco a Roma il 23 settembre 1957; anima mediterranea, con radici tra Calabria, Campania, Liguria, Piemonte e un pizzico di Spagna.

Creativo, artista, filosofo, lento per nascita e scelta; meditativo e contemplativo di indole, ascetico, un po’ antropologo, etnologo, sociologo.

Nel 1977 dopo il diploma artistico in architettura, intraprendo la professione di Fotografo documentarista.

A 10 anni decido di essere fotografo; documentarista geografico a 12, quando, nel 1970, il mio professore delle medie mi diede da leggere il libro di Folco Quilici “Sesto Continente”.

Da allora, Quilici diventa il mio mentore; cominciai a comprare tutti i suoi libri, a vedere i suoi documentari. a studiare le sue foto, le prime di una lunga serie appartenenti a tutti gli autori della fotografia italiana e mondiale, soprattutto quelli specializzati in architettura e paesaggio

La passione per la fotografia, accompagnata da quella per i viaggi, mi porta a collaborare con testate specializzate in turismo e a pubblicare una decina di libri.

Poi, dopo trent’anni di onorato servizio con la carta stampata, e con l’uso della macchina fotografica analogica con pellicola diapositiva, tutto cambia di colpo con l’avvento dei computer, della fotografia digitale e di internet.

Così dal 2000 inizio a prendere confidenza con computer ed internet, e acquisto la mia prima macchina fotografica digitale: una Olympus Camedia, un modello arcaico, zoom fisso, schede di memoria di pochi Mb per pochi pixel ed un massimo di immagini di grandezza 10×15 cm; quanto basta per fare i primi esperimenti e il formato, comunque utile per la pubblicazione in internet.

Col tempo ho anche iniziato a scrivere, per offrire i miei servizi chiavi in mano.

Slow Travel Blogger, Italy Visual Storyteller, racconto Viaggi d’Artista nell’Italia degli itinerari e luoghi dimenticati, minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso; eccellenze, bellezza, identità territoriali materiali e immateriali, genius loci, raccontati con parole, esperienze, dati utili, immagini, che diffondo in modo virale, attraverso i miei blog, i profili social.

Vivo con uno stile di vita eco-sostenibile ed eco-compatibile; sobrio, frugale, viaggio slow e low cost, a piedi e in treno, pipa o sigaro toscano in bocca, macchina fotografica al collo.

Artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo, paziente per nascita e per scelta, lavoro con con sguardo lento; vado a passo lento (60 metri al minuto, rilevazione di Google), praticando l’ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche. Guardo, ascolto suoni e profumi, con 5 sensi + 3 cuore mente spirito; fotografo quando mi emoziono e successivamente, tornato a studio, trasformo gli scatti fotografici in acquarelli digitali.

Lascio intatta la sequenza di scatto in base al racconto fotografico originale sulla base del quale scrivo testi. Alla fine, monto il tutto sul blog e aggiungo mappe ed informazioni utili al viaggiatore.

Dopo la pubblicazione, diffondo in maniera  virale gli articoli e le singole immagini, su tutti i Social (Twitter, Facebook, Pinterest, Instagram, Google+)

Con il mio progetto 2.0 – artistico etico estetico -, attraverso l’uso delle immagini, vado oltre le parole nel tentativo di creare racconti vissuti visuali ed icone emozionali che possano entrare a far parte dell’immaginario collettivo, rendendo consapevoli del vissuto e suggerendo una percezione oggettiva pur se obiettivamente soggettiva, in quanto filtrata attraverso la mia cultura visuale.

Uso l’immagine, mezzo di comunicazione che, con la sua forza evocativa emozionale, la potenza creativa e testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, possono indurre alla riflessione, e grazie alla capacità di parlare un linguaggio tra i più comprensibili e coinvolgenti al mondo, cambiare le coscienze e creare opinione pubblica. Ispirate da sensazioni ed emozioni, hanno la capacità di indurre letture da cui scaturiscono pensieri, considerazioni, rimandi culturali. L’auspicio, quindi, è che il mio sguardo possa stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva.

 

Da tutte queste considerazioni, nel 2009 nasce il progetto Penisolabella, un Visual Storytelling Blog, un Carnet de Voyages 2.0, con cui racconto viaggi d’Artista, lenti, nell’Italia degli itinerari e luoghi dimenticati, minore con la M maiuscola, rendendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni; al fine di rafforzare il brand di luoghi e territori, dell’Italia, grande giardino emozionale diffuso; dove stanno, come ospiti clandestini, le antiche architetture popolari dei borghi, e nelle piazze, alberi, lampioni e panchine a cui nessuno fa più caso.

Penisolabella è una dichiarazione d’amore per la bellezza dell’Italia, con le sue identità territoriali materiali e immateriali fatti di ospitalità, artigianato, eccellenze, prodotti e cucine tipiche.

L’idea nasce dal mio amore appassionato, incondizionato, spassionato, per il mio paese, l’Italia ed il Sud in particolare; e dalla convinzione che in troppi ignorano il Paese in cui viviamo.

Il nome è frutto di un’invenzione creativa che parte da una serie di analogie con l’isola Bella, l’isola realizzata dalla nobiltà, come un vascello che naviga tranquillo nel Lago Maggiore, con a bordo un giardino emozionale ricco di verde e immerso in uno dei paesaggi unici italiani apprezzata ed amata da poeti e scrittori.

Isola Bella è lago Maggiore, Penisolabella è Italia minore, anch’essa nata dall’opera congiunta di nobili famiglie e grandi architetti ed urbanisti; vascello che naviga tranquillo nel grande lago del Mar Mediterraneo; con grandi paesaggi – naturali, urbani, antropizzati – grande giardino emozionale diffuso, apprezzati ed amata da poeti e scrittori, viaggiatori del Grand Tour e non solo, da Wolfgang Goethe a Ernest Hemingway, da Corrado Alvaro a Guido Piovene, fino a Paolo Rumiz, solo per citarne alcuni..

 

Quale legame c’è tra viaggi e cultura secondo te?

Come ho appena detto, è mia convinzione è che troppi ignorano il Paese in cui viviamo, e per questo lo bypassano andando alla ricerca di luoghi esotici per i propri viaggi.

Senza contare che poi, anche in quei lontani luoghi, non vanno con lo scopo di cercarne l’identità locale, e muovendosi da ignoranti non si arricchiscono di nuove esperienze, né il proprio bagaglio culturale, né affinando lo spirito, tornando ignoranti come sono partiti.

La cultura è importante anche per fotografare; la fotografia è pensiero, arte e comunicazione, e come tale, esprime ciò che abbiamo accumulato nel nostro cervello.

Basta vedere le fotografie che i turisti si portano a casa, che testimoniano della superficialità nell’approccio, dell’incapacità di guardare e vivere immergendosi nei luoghi visitati; vedono ma non guardano, e non ultimo, non raccontano i luoghi ma raccontano sé stessi, quando va bene, con un fondale.

Quanti turisti partono con lo spirito da viaggiatori e, prima di partire, oltre a cercare il prezzo migliore, il volo e l’albergo, le opinioni di altri viaggiatori, acquistano libri che forniscono diari e racconti sui luoghi che andranno a visitare.

D’altronde, tale ignoranza parte dalla scuola che ha dimenticato la geografia e la storia dell’arte.

Io stesso, che appartengo al secolo scorso, ho scoperto e continuo a scoprire in proprio, attraverso la lettura dei testi che raccontano i viaggi in Italia, scrittori e viaggiatori del Grand Tour e non solo, da Wolfgang Goethe a Ernest Hemingway, da Corrado Alvaro a Guido Piovene, fino a Paolo Rumiz, come detto, sono bulimico e uso la cross medialità, guardando programmi televisivi su canali specializzati come Marco Polo, ma anche RAI 5 e RAI Storia, ascolto la radio e approfondendo contemporaneamente con la navigazione su internet.

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Ne sei stato testimone qualche volta?

Viaggiando lungo itinerari e in luoghi dimenticati, non incontro mai masse di turisti.

Inoltre, come viaggiatore solitario, amo muovermi in periodi che non coincidono con le vacanze di massa, anzi evito i miei viaggi nei mesi di vacanza; inoltre, usando i treni, mi tengo lontano anche dal traffico e dagli ingorghi.

In ogni caso, penso che, per poter ascoltare i suoni e gustare le atmosfere tipiche dei luoghi, poter incontrare la vita quotidiana e gli abitanti dei luoghi ospitanti, è consigliabile viaggiare con compagnie ridotte ed affiatate.

Quando, per ragioni familiari, mi son dovuto calare nella veste di turista, spogliandomi degli abiti del viaggiatore, mi sono trovato nel vortice di una bolgia rumorosa ed invadente, a volte anche un po’ maleducata, che niente mi ha fatto godere appieno, né seguire un itinerario di visita.

 

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Come si è potuto evincere da tutto quanto detto in precedenza, è chiaro che la mia preferenza ricade sull’Italia – del centro-sud in particolare – anche perché amo viaggiare via terra e mare, godendo anche degli spostamenti come parte integrante del viaggio, imprevisti compresi.

In altri tempi ho viaggiato per il mondo, ma partendo sempre con una motivazione.

Sono stato in Albania e Romania alla caduta dei regimi totalitari; in Sud Sudan nei luoghi della guerra civile, per vivere nelle missioni; in Kenya a Nairobi per immergermi nella vita nelle discariche più grandi del mondo; in Nepal e Bhutan alla ricerca delle emozioni dello spirito orientale.

Ovunque sia andato, l’ho fatto per arricchire il mio bagaglio culturale, e sono sempre state pause dalle quali son tornato per continuare i miei viaggi in Italia, con maggiore passione e soddisfazione.

 

Quali sono le destinazioni che più ti hanno colpito? Perché?

Ovunque sia andato ho vissuto intensamente, e mi sono fatto attraversare dalla bellezza.

Ho goduto dei profumi, dei suoni e dei rumori, dei colori, della luce, delle forme, delle architetture e dei paesaggi sensibili e meravigliosi d’Italia.

I borghi delle aree interne e quelli marini.

Amo in maniera viscerale la Calabria, tanto dimenticata, sconosciuta e misconsciuta, misteriosa e scrigno pieno di ricchezze artistiche, archeologiche, enogastronomiche, umane.

Perché viaggiare è un privilegio ed essere viaggiatore lo è ancor di più.

 

Ringraziamo ancora Giuseppe per questa bellissima e profonda intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Giuseppe?

 

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