Cucino di te

Abbiamo intervistato Giorgio, autore del blog cucinodite.it che ci ha raccontato delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel legato a quello della cucina

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Mi chiamo Giorgio Giorgetti: sembra quasi un nome d’arte, invece è vero: è solo a prova di amnesia. Abito a Cantello, nei pressi di Varese e a pochi passi dal confine svizzero. Sono un giornalista professionista dall’ormai lontano 1997, un sommelier diplomato e un personal chef. Cucino di Te, il nome della mia attività e del mio sito, racchiude tutta la filosofia del mio lavoro: non cucino PER te, ma DI te. Una piccola rivoluzione copernicana in cucina: non propongo menù già pronti, ma li creo con il cliente, basandomi sulla sua storia, i suoi desideri, i ricordi e i viaggi con una speciale intervista. Un viaggio dentro il proprio mondo del gusto, insomma.

 

Quale legame c’è tra cucina e viaggi, secondo te?

Un legame fortissimo, perché la cucina è già un viaggio interiore dentro di noi, che amplia i propri confini man mano si cresce e si fanno nuove esperienze. E che cosa è meglio di un viaggio per allargare l’orizzonte? Viaggiare, e non credo solo per me, significa immergersi in un mondo nuovo fatto di sensazioni, emozioni, profumi, sapori… Più lontana è la meta, più eccitante è la scoperta. Anche gastronomica.

Spesso ci capita di sentire l’espressione “viaggi culinari”. Cosa sono per te?

Per me, un viaggio finisce sempre per essere culinario. Perché la cucina mi incuriosisce tantissimo e non vado per forza alla ricerca della specialità o del prodotto tipico a tutti i costi. L’attenzione al cibo quotidiano dei popoli che si visitano è, almeno per me, un modo per fare il reporter anche a tavola, perché non puoi viaggiare ignorando la gente. Ciò che la gente mangia è lo specchio di ciò che è e se mangi ciò che loro mangiano, provi sempre esperienze intense e vere.

 

Italia o estero? Il solito dilemma in termini di cucina. Che ne pensi?

Dipende molto da che cosa significa viaggiare per ciascuno di noi. Se è semplicemente un modo di spostarsi da un luogo all’altro, visitando paesaggi e monumenti come in cartolina, ma tentando di ritrovare ovunque le proprie immutabili certezza, certo può diventare un problema. Ma se viaggi per scoprire e sperimentare, per uscire dal tuo quotidiano, per immergerti nel quotidiano di altri anche molto diversi da te, provare la cucina altrui (anche quando non ci piace!) è davvero un’esperienza. A volte mi sono trovato a interrogarmi sul perché un certo sapore, un certo modo di cucinare, ha preso piede in un paese in altri no…  

 

Quali sono invece per te le destinazioni che ti hanno più colpito? Perché?

Stranamente, le destinazioni che mi hanno più colpito non sono per forza legate al cibo. Amo molto la Grecia, per esempio, che tra un po’ credo di aver visitato tutta o quasi, ma non sono un appassionato di cibo greco. Però di questo paese mi piace la forza sottesa in ogni suo luogo, nascosta (a volte troppo) sotto una sorta di placida rassegnazione… Una delle vacanze che ricordo con più gioia è stato il giro del Peloponneso in auto, per esempio. Mi colpiscono i luoghi che hanno vini sconosciuti o quasi qui da noi, perché anche qui è come trovare l’anima nascosta di un paese. Adoro lo Sherry andaluso, in Spagna, o il Tokaji Aszù ungherese e ho amato visitare questi luoghi, perché mi è sembrato davvero di scoprirli.

 

Il tuo sogno nel cassetto per quanto riguarda i viaggi?

Andare lontanissimo. Ma davvero lontano. Se potessi andare sulla Luna o su Marte, lo farei. Per le ragioni che ho già detto: per me viaggiare è scoprire qualcosa di diverso da me. Bello o brutto che sia, buono o cattivo, non importa. Non viaggio per giudicare, per trovare certezze confortanti… Se un viaggio non è un’esperienza nuova, che comunque ti arricchisce, non ha senso. Deve portarti emozioni, a volte anche discordanti, ma deve aggiungere un tassello in più a ciò che sei. Quindi me ne andrei in Estremo Oriente oppure nell’Africa meno a portata di mano. Oppure in Australia. O sulla Luna.

 

Ringraziamo ancora Giorgio per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Giorgio?

 

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