Live Session: Walking the Imaginary Line

Intervista a Giorgio e Rocio, fotografi a Lanzarote

Abbiamo intervistato oggi Rocio e Giorgio, due fotografi e blogger di Walking the imaginary line, che ci hanno raccontato della loro esperienza a Lanzarote.

Parlateci un po’ di voi, come è nato il vostro blog?

Siamo entrambi italiani anche se per Giorgio è molto più semplice farlo credere quando si presenta, mentre per me non è così scontato per colpa del nome e, si chiaro, anche della mia faccia. Io sono di Torino, ma sono nata in Perù, adottata da piccola da una famiglia italiana, appunto piemontese. Giorgio è di Brescia, più precisamente di Botticino Sera.

 

 

Quasi coetanei (1984 e 1983) e ci siamo incontrati quasi 4 anni fa a Tenerife dove entrambi lavoravamo come fotografi in un resort dell’isola, un lavoro che, oggi come 4 anni fa, è diventato molto famoso e dà lavoro a molte persone. Che ci piacessimo o no fu poco rilevante, ci piazzarono in camera insieme e di conseguenza fin da subito dovemmo convivere. Così prima convivenza forzata, dopo pochi mesi convivenza voluta. L’azienda venne assorbita da una più grande e noi per l’ennesima volta ci ritrovammo senza lavoro, con un affitto da pagare e nel bel mezzo dell’oceano. Una cosa era certa: l’Italia era esclusa.

 Entrambi, all’alba dei 30 anni (all’epoca), eravamo stanchi delle delusioni lavorative, di non essere ancora riusciti a fare centro nonostante i sacrifici, l’impegno e la dedizione. La voglia di graffiare, arrivare, competere è quel qualcosa che credo ci ha fatto sentire molto complici fin dall’inizio e ci ha unito in pochissimo tempo. Nonostante due background alquanto diversi, siamo dove siamo perché siamo stati in grado di comprendere che non si può avere tutto e bisogna scendere a compromessi accettando anche le sfide che si presentano. Abbiamo trovato il coraggio di porci le domande più difficili e trovare le risposte: Sai chi sei? Capisci cosa ti è successo? Vuoi vivere in questo modo? 

Così è nata prima la nostra attività su un’isola, Lanzarote, uno studio fotografico che ci regala molte soddisfazioni, e poi il blog, la linea immaginaria che unisce tutto: la vita a Lanzarote, i nostri viaggi e ovviamente il punto di vista che si ha vivendo fuori Italia.

 

 

Qual è il viaggio che più vi è rimasto impresso? Perché?

Insieme non abbiamo ancora fatto tantissimi viaggi, ma sicuramente quello che ci è piaciuto di più al momento è quello in Myanmar nel 2017. Volevamo assaporare intensamente l’Asia e siamo stati accontentati. Il regalo più grande ce l’hanno fatto le persone. Amare incondizionatamente è qualcosa di molto semplice. O comunque sulle vie sterrate di quell’immenso Paese questo concetto esiste e se lo trasmettono costantemente, quotidianamente con un enorme sorriso sulle labbra. Tra di loro ma anche verso noi turisti. E si sa che per un europeo, oggi giorno, un sorriso, una gentilezza senza per forza aver dato qualcosa in cambio, ti scalda il cuore e ti fa sentire importante, accettato, considerato. Un regalo per l’appunto. Loro sorridono e sono semplicemente felici per aver aiutato il vicino, portato gli animali a pascolare, mandato i figli a scuola. Come mai non riusciamo a trovare un decimo della loro serenità se riceviamo anche un solo like al giorno e invece anche questo può essere una fonte di frustrazione? Ogni tanto se ci penso ci rimango male io stessa. Io che per prima cado in questi banali errori. Ripenso a quei tramonti visti da un vecchio ponte in legno, dalla riva del mare o in cima ad un tempio rovinato, e rivedo il mondo senza imperfezioni, le persone gioiose di quello che hanno, e non pensano a cosa sarà domani. Ecco tutto questo si vive in Myanmar e per quanto sia lontano, ne vale assolutamente la pena. Per quanto sia lontano vi sembrerà il posto più vicino alla vostra anima un pò sperduta. Per quanto sia lontano, vorreste per un momento trasferirvi lì. Almeno a noi è capitato.

 

Che cosa significa secondo voi, viaggiare?

Può significare tantissime cose. Per noi, oggi, significa poter essere testimoni di un momento di grande bellezza. Poter mostrare ad un perfetto estraneo che ogni angolo del nostro pianeta può essere fotografato e reso indimenticabile. Vuole dire raccontare storie e dare voce ad altre persone affinché raccontino le proprie storie. Volendo si può viaggiare uscendo semplicemente di casa, senza per forza prendere un aereo e fare migliaia di km. Esci di casa, e se trovi un bellissimo fiore o tramonto, fotografalo e mostralo a tutti. La bellezza va celebrata. Oppure lascia che il tuo vicino di casa racconti la sua storia, prendi appunti, la sua storia potrà aiutare altre persone, se raccontata ad alta voce.

Ringraziamo ancora Giorgio e Rocio, vi ricordiamo che potete trovare il loro blog qui

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