Live Session: Ramingo Dentro

Intervista a: Ramingo Dentro

Abbiamo intervistato oggi Alessio, Autore del travel blog Ramingo Dentro, che ci ha parlato della sua passione per i viaggi e del turismo sostenibile.

Parlaci un po’ di te e del tuo blog

Sono laureato in fisica e insegnante in un istituto tecnico statale, figlio di laureati in fisica insegnanti in un istituto tecnico statale (non lo stesso però), abituato a viaggiare fin da quando stavo nel pancione di mia madre visto che sono nato in marzo ma l’ottobre precedente i miei genitori girovagavano allegramente per la Russia europea.
Le estati della mia infanzia e adolescenza le ho passate in giro in camper per l’Europa e da adulto non ho potuto che continuare a coltivare la passione per i viaggi che via via è andata sempre aumentando. Curiosamente però non ho mai sentito il bisogno di espatriare o cambiare aria e quindi sono ancora profondamente radicato nella cittadina dei Castelli Romani dove sono nato, cresciuto e dove ancora abito, posto che nonostante tutte le esperienze accumulate continuo a ritenere il migliore del mondo per vivere.
Il blog è nato dopo aver preso coscienza che di notizie pratiche e opinioni di prima mano su buona parte dei luoghi che sceglievo come destinazioni non ce ne erano poi molte, ma anche e soprattutto per soddisfare un bisogno personale: quello di organizzare e fissare per bene nella memoria la gran mole di informazioni e stimoli che riportava a casa dopo ogni viaggio.

 

 

Cosa ne pensi dei viaggi organizzati?

Credo che sia un modo come un altro di viaggiare e che non ve ne sia uno giusto o sbagliato a priori; tutti hanno i loro vantaggi e svantaggi dipende principalmente dalle proprie esigenze e possibilità, che possono cambiare anche da viaggio a viaggio. Di certo non è il più adatto a me, anche se poi in alcuni casi è l’unico modo possibile: provateci voi a girare la Mongolia senza un tour organizzato.

Preferisci viaggiare da solo o in gruppo?

Come forse si intuisce sopra, sono un viaggiatore solitario zaino in spalla che ama organizzare tutto per conto proprio. Amo le emozioni che dà la preparazione di un viaggio quasi quanto amo il viaggio stesso e amo la libertà di poter decidere cosa fare e dove farlo senza dover rendere conto a nessuno o convincere teste diverse dalla mia. Inoltre c’è da dire che in viaggio mantengo dei ritmi davvero alti e che molta gente si sfiancherebbe a starmi appresso e comunque ho notato che viaggiando da solo riesco a vedere molte più cose e a fare molte più esperienze. Dulcis in fundo, il mio inglese (ma in effetti anche lo spagnolo e il francese, che è l’unica lingua che ho studiato a scuola) è migliorato tantissimo da quando viaggio da solo.

 

Qual è per te il significato del viaggio?

Per me viaggiare significa soddisfare la grande curiosità di vedere il mondo e le sue infinite sfaccettature che ho dentro da quando ero bambino (pensa che a quattro anni mi sono fatto regalare un atlante geografico), ma anche confrontarmi direttamente con culture diverse dalla mia, un arricchimento enorme che nessun libro ti può dare.

 

Qual è il viaggio che ti è rimasto nel cuore?

Sicuramente quello che in 40 giorni mi ha fatto percorrere oltre 10000 km, quasi tutti in autobus, attraverso l’Argentina, la Bolivia, il Perù e il Cile. Il perché è presto detto: è stato il primo grande viaggio in solitaria che ho effettuato e che ho organizzato totalmente in autonomia. Tuttavia sono profondamente e irrimediabilmente innamorato dell’Asia e ognuno dei viaggi che ho fatto (e, probabilmente, che farò) in quel continente mi ha regalato un piacere, un’emozione e una pace interiore che non dimenticherò mai.

Cosa ne pensi del turismo sostenibile?

È sicuramente  un approccio che va valorizzato e pubblicizzato il più possibile e ho grande rispetto per chi viaggia o organizza viaggi in questo modo. Personalmente non ne faccio una “bandiera” del mio modo di viaggiare e non sono uno che si documenta in maniera assidua al riguardo, però mi sono anche reso conto che un po’ di semplice buon senso nelle scelte che faccio durante i miei viaggi (come per esempio quella di evitare il tempio delle tigri in Thailandia o cose simili) alla fine li arricchisce di una sfumatura di sostenibilità piuttosto marcata.

Ringraziamo ancora Alessio per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Alessio?

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