Live Session: Martinaway Travel Blog

Racconti di un blog di viaggi

Intervistiamo Martina, blogger di Martinaway Travelblog

Raccontaci un po’ di te

Mi chiamo Martina, ho ventisei anni, adoro la pizza e i tè caldi. Dopo aver studiato lingue al liceo, mi sono laureata prima in Lingue per l’Editoria e poi in Giornalismo. Ho sempre desiderato diventare una giornalista di viaggi e ho scelto i miei studi sulla base delle mie passioni: viaggio, scrittura e fotografia. Nel 2013 ho creato il mio blog, Martinaway, per unirle e creare qualcosa di concreto. I curricula inviati non ottenevano risposta e quindi ho deciso di provare a darmi da sola una possibilità. Si vedrà.

 

viaggiare

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore?

Sicuramente quello a New York, perché prima di realizzarlo l’avevo sognato tanto, più di qualsiasi altro prima e dopo. Non so esattamente quando è iniziata questa forte passione per la città, ma oserei dire che c’è da sempre e un giorno mi piacerebbe viverci. L’ho vistata nel 2014 e ci tornerei subito se potessi, ci ho lasciato un pezzo di cuore.

 

Se sei tornata più volte nello stesso posto, con gli anni hai notato dei cambiamenti? Se sì, quali?

Durante i miei viaggi mi è capitato di tornare in luoghi che avevo visto quando ero molto piccola e dei quali non avevo dei veri e propri ricordi, quindi non ho notato cambiamenti. C’è stato però un ritorno che ha fatto la differenza: quello a Torino. L’avevo visitata nel 2009, sotto la pioggia, e ci sono tornata nel 2015, con il sole e gli addobbi natalizi per le strade. Mi è sembrata tutta un’altra città. Non era cambiata lei in realtà, ma di sicuro ero cambiata io ed era cambiata l’atmosfera. Mi è piaciuta molto di più.

 

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Hai mai mantenuto le relazioni strette durante il viaggio? Credi che due culture possano capirsi o pensi che ci debba essere tolleranza reciproca se non una vera e propria comprensione l’uno dell’altro?

Per il momento ho viaggiato quasi sempre in Paesi con culture abbastanza simili alla nostra. In quei casi la comprensione è quasi spontanea, perché le cose che ci differenziano sono poche o così piccole che passano inosservate, magari semplicemente non diventano argomento di discussione o confronto. In ogni caso credo che la comprensione sia fondamentale. È importante capire gli usi, i costumi e le tradizioni di un Paese che si visita, o di qualcuno con il quale ci confrontiamo, e ancora più importante è rispettarli anche se non li condividiamo appieno. E poi in viaggio siamo sempre ospiti, bisogna tenerlo a mente secondo me.

 

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La tua vita è cambiata dopo il ritorno dal viaggio? In che modo? Che sensazioni hai quando torni in Italia?

Sicuramente dopo un viaggio si torna a casa arricchiti, con conoscenze nuove. Si scopre qualcosa in più non solo su un luogo o una cultura, ma anche su noi stessi: quello che ci piace e quello che non ci piace, quello che riusciamo o non riusciamo a fare. Questo perché spesso si esce dalla propria zona di comfort e si vivono esperienze che non avremmo mai vissuto a casa. Per esempio, in Italia non penso avrei mai fatto una colazione a base di pesce, in Giappone sì e ho capito che non fa proprio per me. Potrà sembrare banale, ma io la ritengo una cosa importante. Non si finisce mai di conoscersi e il viaggio è un’ottima occasione.

Per rispondere all’ultima domanda, alla fine di un viaggio c’è sempre una costante: una volta in aeroporto o in stazione non vedo l’ora di essere a casa. L’attesa per il volo (o il treno) e il viaggio di ritorno sono le parti che mi piacciono meno, perché mi sento in una specie di limbo, divisa tra l’esperienza vissuta e tutte le cose da raccontare e da fare. Vorrei già rimettermi in viaggio o al lavoro.

Il senso del viaggio per te? Cosa cerchi nel viaggio?

Per me il viaggio è un modo per vivere davvero il mondo. Spesso ci si limita ad abitarlo, si imparano a memoria strade e scorciatoie e si percorrono così tante volte che quasi non le si nota più. In viaggio invece è tutto nuovo, niente è familiare, non all’inizio almeno. È proprio questo che cerco: cose nuove. Monumenti, piazze, persone, modi di vivere che si differenziano dai nostri, non importa se tanto o poco. Voglio pensare “questo non lo sapevo” o “non ho mai visto niente di simile”.

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e a vivere le stesse esperienze di Martina?

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