Live Session: Emotion Recollected in Galles

Intervista a: Emotion Recollected in Tranquility

Abbiamo intervistato oggi Giovy, autrice del blog https://www.emotionrit.it/, che ci ha raccontato delle sue esperienze, dei suoi viaggi e di come preferisce viaggiare

 

Parlaci un po’ di te e del tuo blog

Mi chiamo Giovy Malfiori e ho 40 anni. Anche se mi piace dire di essere doppiamente ventenne.

Sono nata in un comune dell’Alto Vicentino e ho iniziato a viaggiare quando avevo 7 mesi. Vengo da una famiglia abbastanza “sbrindola” e vagabonda, che mi ha insegnato fin da piccola l’importanza dell’essere indipendente e di credere in ciò che si ama fare. Un’altra delle cose che ho sempre fatto fin da bimba è scrivere. Ho un baule pieno di diari di viaggio in camera mia, un bel bagaglio che mi porto dietro trasloco dopo trasloco. Da piccola prendevo le vecchie agende inutilizzate e le riempivo di parole sui luoghi che vedevo. Ora faccio lo stesso, sul web. Ho aperto il mio blog nel 2011 e l’ho chiamato come un verso scritto da William Wordsworth, poeta del Romanticismo Inglese. Wordsworth diceva che la poesia era il racconto di un’emozione richiamata a sé in un momento di tranquillità. Per me è così lo scrivere di mondo, di viaggi, di bellezza e cose da vedere. Il blog col tempo è cresciuto e mi dà tanta soddisfazione. Tendenzialmente è molto “europacentrico” perché io sono particolarmente affezionata al vecchio continente. Scrivo spesso di viaggi letterari o viaggi storici perché sono la mia passione, assieme alle isole (in ogni dove) e, soprattutto, la Gran Bretagna.

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Molto difficile da dire: sicuramente il primo on the road in Galles, col mio compagno. Si tratta del viaggio in cui ho scoperto quanto quella terra sapesse parlarmi e raccontarsi. Amo il Galles (soprattutto il nord) sopra ogni altro luogo in Gran Bretagna e la vista del tramonto sul Menai Strait da Caernarfon è un qualcosa che non si dimentica. Al pari di questo viaggio, posso citare senza ombra di dubbio, il viaggio fatto in treno lungo la West Coast degli Stati Uniti. Viaggiare in treno negli States non è un’esperienza che salta subito in mente quando si parla di viaggi da quella parte del mondo e, nel 2017, sono partita da sola per viaggiare tra California e Oregon. I treni americani sono dei giganti che viaggiano lenti e, molto spesso, nel mezzo del nulla. Ci sono stati dei momenti in viaggio in cui ero solo io e il paesaggio fuori dal finestrino. Null’altro perché il wifi in treno non prendeva e non c’era traccia di linea telefonica. E’ stato un bel digital detox.

Cosa ne pensi dei viaggi organizzati?

Personalmente sono una persona che ama viaggiare in modo indipendente ma non disdegno i viaggi organizzati, se pensati secondo certi criteri e con l’obiettivo di mettere assieme persone che non amano scoprire il mondo in solitaria. La cosa importante, per me, è che un viaggio organizzato mi lasci comunque il tempo per me e non mi imponga una tabella di marcia forzata, se non nei giorni di spostamenti o viaggi tra una destinazione e l’altra. Io, per esempio, sono una persona molto mattutina: mi piace iniziare presto a girare e non amo la vita notturna. Non riuscirei mai a viaggiare con qualcuno che mi impone la partenza per una visita alle 10 e mi organizza poi una cena con tanto di serata fuori. Il viaggio organizzato per me è condivisione degli spazi e degli spostamenti comuni. Con la possibilità di far nascere delle grandi amicizie.

Preferisci viaggiare da sola o in gruppo?

A me piace viaggiare da sola e in coppia. Per coppia intendo anche con un’amica, per esempio, non solo con il mio compagno.

Credo di aver sperimentato, negli anni, tantissimi tipi di viaggio e di aver capito – almeno questo – quale sia il mio: io ho bisogno di gente come me o parto da sola. Partirei in gruppo solamente se fossi io l’organizzatrice. Viaggiare in due, per me, è perfezione. Da sola, invece, è sublime.

Hai mai stretto relazioni importanti durante un viaggio?

C’è qualcuno più saggio di me che ha detto che il mondo è pieno di amici che non vedono l’ora di incontrarsi. Il viaggio serve anche a questo. In giro per il mondo ho stretto spesso delle amicizie importanti e mi sento una persona fortunata per questo. Nel lontano 2004 ero in Polonia con la mia migliore amica. Nell’arco di mezza giornata abbiamo messo assieme un piccolo gruppo fatto da un Californiano che amava l’Italia più di me, da un Italo-americano del Kentucky che parlava italiano meglio di me e da un Romano pronto a cambiare itinerario di viaggio. E’ bastata una cena improvvisata per renderci una sola grande entità. Sono passati 14 anni da quel giorno e siamo ancora legati profondamente, anche se riusciamo a vederci poco e la vita ci ha portato verso lidi diversi.

Cosa ne pensi del turismo sostenibile?

Viaggiare in modo sostenibile per me è fondamentale: abbiamo una sola casa e abbiamo passato troppi anni nell’inconsapevolezza (o cecità) che ce l’ha fatta rovinare al limite dell’irreparabile. Viaggiare in modo sostenibile è una cosa da fare sempre, anche quando si fa una gita fuori-porta dietro casa. Occorrerebbe sempre porsi delle domande tipo che impatto avrà la mia gita sul mondo o cosa comporta l’acquisto di un certo souvenir o il soggiorno in un certo luogo. Spesso manca la trasparenza da parte di aziende di trasporto, società di hotel o alloggi, ristoranti o venditori di escursioni per capire quanto possa essere sostenibile una nostra scelta. Nel mio piccolo mi faccio proprio queste domande e cerco anche di darmi le risposte.

Ringraziamo ancora Giovy per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Giovy?

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