Live Session: Avventure in Irlanda

Intervista ad ESTERofili

Abbiamo intervistato oggi Ester, che ci ha parlato del suo blog e delle sue disavventure in Irlanda.

Parlaci un po’ di te e del tuo blog

Evviva! Mi piace far conoscere la mia creatura. Sono uno spirito libero (che non significa per forza alternativo o strampalato!) alla ricerca delle atmosfere, quelle che parlano al mio animo sensibile. ESTERofili è la concretizzazione della mia natura indipendente, a partire dai pensieri: mi piace ascoltare gli altri ed elaborare con la mia testa. I nostri viaggi, attraverso storie e incontri, raccontano tutto questo estendendosi, poi, al mondo del vino nella sezione #TheWineTeller e alla fotografia professionale con i “Viaggi Fotografici d’Autore”. Ma la vera star del blog è l’ultimo arrivato #gaspard81, il nostro furgone Westfalia T3 del 1981, che ci accompagna e ci accoglie facendoci sentire a casa ovunque ci troviamo.

Grazie a lui siamo di recente diventati membri del network CAMP TRIBE dedicato al plein air.  Per finire, noi e il blog siamo partners ufficiali della Onlus veneta Vinus Eventi le cui iniziative, che ci coinvolgono direttamente, hanno lo scopo di raccogliere fondi per la Saint

Catherine Catholic Pre-Primary School fondata da Maria Teresa Nardello in Sierra Leone.

 

Qual è l’episodio più strano che ti è successo durante un viaggio?

In effetti viverlo è stato strano, ma lo ricordo come uno dei momenti più significativi dell’ultimo on the road in Irlanda. Contea di Glenariffe, un disguido sulla prenotazione ci devia ad un B&B che raggiungiamo a sera tarda. Il villaggio è piccolo, pioviscola, è il crepuscolo e non c’è un’anima. Alla porta d’ingresso si presenta un donnone che mi ricorda la Maga Magò, infastidita dal mio accento inglese (siamo in Irlanda del Nord!) ci chiede se vogliamo cenare. “Sì, magari. Dove?”. Prende le chiavi della macchina “Seguitemi”.

Inizia una folle corsa tra le curve dei boschi del Trono di Spade, mentre cerchiamo di decidere se ridere o scappare. 12 minuti sfrecciando come pazzi per non perderci e raggiungiamo una locanda tra gli alberi. E’ chiusa, le luci sono basse. Ci stanno aspettando. Seduti ad un tavolo vicino alla vetrata ceniamo con una zuppa speziata e patate fritte gentilmente offerte dal padrone di casa che, senza nessuna fretta di mandarci via, si siede con noi e inizia uno scambio commovente regalandoci la storia della sua vita a Belfast durante i Troubles. Uno sguardo dolcissimo accompagnato da parole che fanno venire la pelle d’oca. Grati e scossi, un abbraccio e ci salutiamo.

L’indomani mattina Margaret, l’allegro pilota, entra per sempre nei nostri ricordi, ma questa è un’altra storia… 😉

Ti sei mai trovata in situazioni pericolose durante un viaggio?

A dire il vero no.

Ho rischiato due volte, entrambe a Parigi, in metropolitana e a Pigalle, a piedi, di sera. Un classico ma, per fortuna, solo paura.

 

Cosa ne pensi del turismo sostenibile?

Credo di averlo sempre praticato, già da bambina , quando viaggiavo con i miei genitori. E’ da loro che ho imparato il rispetto e l’entusiasmo per la diversità.

Oggi si parla di Turismo Sostenibile andando oltre il semplice buon senso, cercando di educare alla sensibilità milioni di viaggiatori perché il pianeta e le creature che lo popolano, umane e non, hanno valore. Pensare il viaggio nell’ottica di un’esperienza fortunata, di un’occasione attraverso la quale si vive crescendo se si è aperti a ricevere e ad imparare.

 

Quali sono i preparativi che fai per un viaggio?

Con Gaspard è libertà totale. Cerchiamo solo campeggi o aree sosta attrezzate e, magari, prenotiamo. Altrimenti i nostri sono viaggi organizzati nel dettaglio. Studiati e assaporati già nei mesi che precedono la partenza per godere al massimo della meta e calarsi subito nel mood locale una volta a destinazione. Poi ci sono gli imprevisti della vita (che non è una lista della spesa!) e succede sempre qualcosa che costringe ad una scelta: adattarsi e viverla o scocciarsi. Noi sempre la prima opzione, vedi l’incontro con Margaret.

 

Sei mai rimasta in contatto con persone conosciute durante i tuoi viaggi?

Sì, con molte.

Qualcuno fa di tutto per approfittare di casa nostra e venire in Italia e vivere Firenze da local. Ci piace ospitare gli amici. Anche per questa bella abitudine sono grata alla mia famiglia. Kuwait, Libano, Giappone, Spagna, Francia, Germania, Turchia e pure Italia hanno assaggiato, sempre con bis, la cucina di mia mamma!

Ringraziamo ancora Ester per l’intervista che ci ha concesso. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e a vivere le stesse esperienze di Ester?

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Comments

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  • ESTERofili
    26/04/2018 at 9:38

    Grazie Pandas 😃

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