Ibiza: non solo alba e vodka lemon

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Ibiza, vacanze diverse dal solito 

Da bravi etichettatori quali siamo, non sono poche le occasioni in cui ci ritroviamo a selezionare un’unica invincibile meta-vacanze che ha sbaragliato le mille altre dopo un attento scrutinio.
La Norvegia no perché fa troppo freddo. Santiago de Compostela no perché si cammina troppo. A Timbuktu no perché fa troppo caldo (media storica niente poco di meno che 54 gradi e mezzo).
Ibiza no perché è troppo da giovani nel fior fiore degli anni, degli ormoni e da dipendenza da alcol.
Tutto troppo qualcosa che non ci piace.
Permettetemi di dissentire.

 

 

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E’ assodato che la fama leggendaria dell’Ushuaia precede quella dell’isola stessa anni luce. Tuttavia, a rigor di logica, nacque prima l’isola di Ibiza che la sua prole mondana e festaiola, indi per cui credo che sia lecito indagare sulla pasta di cui fu fatto questo prima.
Sappiate che il termine “visitare” è direttamente proporzionale all’isola, al contrario di quei maturandi che a Ibiza “si fa solo l’alba”. Ai più temerari rivolgo la sfida di partire quando l’estate ci ha già lasciati: per chi non lo sapesse, Ibiza non cessa di esistere quando i dj vanno in letargo per l’inverno.

Vacanze a Ibiza

Ora veniamo al dunque. Se vi siete già documentati sul posto saprete che al primo posto sulla tabella di marcia è Playa D’En Bossa. Ora che lo sapete scordatevelo. Per quanto questa famosissima spiaggia sia spalmata in prima scelta su tutti i siti di turismo o di informazione per la mastodontica “Reggia” dell’Ushuaia, non fidatevi.
Il gran numero di turisti che accorre in vacanza a Ibiza non è infatti a conoscenza della prossimità dell’Aeropuerto de Ibiza e, se lo sa, non immagina minimamente che gli aerei aprono una danza di andirivieni appena sopra le loro teste. Ciò crea uragani d’aria che spazzano via cappelli, asciugami e, soprattutto, la misera speranza di iniziare una vacanza senza un’arrabbiatura in stile italiano.

 

 

Entonces, la prima imperdibile tappa del tour è Cala Comte.
A mezz’ora dal centro storico, Cala Comte abbraccia il mare dalla spiaggia alla montagna, aggiudicandosi il merito di Spiaggia in 3D.
La prospettiva dalla playa è infatti molteplice, sorgendo su un ventaglio di terrazzamenti rocciosi. Roccia levigata, s’intende, ma pur sempre roccia. Ragion per cui, onde evitare un lato B a pois, consiglio alla gentile clientela di ubicarsi al piano terra, dove c’è la sabbia vera e propria.
Vi ricordo che la nostra storia non si svolge nel picco di stagione, perciò rilassatevi, non occorrono né staffette né risvegli al canto del gallo per aggiudicarsi il posto.

Unica pecca, comune in tutta l’isola, è l’assenza di docce in riva al mare. E’ pur sempre un’occasione per dar sfogo alla vostra vena Pellegrini e rinfrescarvi un po’, altrimenti a voi la scelta di evaporare sotto il sole.
Per quanto riguarda il languorino attanagliante, state pur certi che di fame a Cala Comte non si muore. Il ristorante sul primo terrazzamento sfamerà ogni qualsivoglia turista in cerca di un banchetto sul mare con marchio spagnolo, a suon di al y oli.
Una volta saziati gli animi e gli stomachi, la marcia ricomincia. Niente gambe in spalla per noi, Ibiza va girata in motorino. Visto il mushrooming di agenzie noleggio, trovare un cinquantino non sarà un’impresa di erculea natura, anche se, a malincuore per i romani, non aspettatevi una Vespa. Quindi, a cavallo del bolide andiamo verso sud. Rimarrete sorpresi dalla velocità con cui si giunge a destinazione, questo grazie alla superstrada che riveste l’isola da cima a piedi.
Raggiungete la spiaggia di Cala d’Hort e di fronte a voi troverete l’isola di Es Vedrà.
Popolazione : 0 abitanti. Distanza : 2 km dalla costa. L’isola di Es Vedrà costituisce un “distaccamento” di Ibiza che, dato il tasso di popolazione negli ultimi secoli, suscita interesse nel cuore di ogni Indiana Jones che parte all’avventura.
Eppure qualcuno abitò l’isola un tempo e, come eredità, ci lasciò il posto perfetto dove – assolutamente mandatory – guardare il tramonto : Torre des Savinar. Raggiungibile a piedi, la torre è ubicata sul punto più alto dell’isola e fu costruita per ospitare l’artiglieria anti-pirata.

 

 

Viaggio a Ibiza

Al final un po’ di cultura che non guasta mai. Cari romani, al secondo appello che vi faccio in un solo articolo, a far la storia siete arrivati anche qui.
A sud-est sorge il Museo Puig Des Molins di tipo archeologico e la necropoli dell’Ibiza punica e romana.
La necropoli fu fondata nel VII secolo a.C. dai Fenici e nel periodo romano le tombe occupavano il monte intero e le zone limitrofe. La triplicazione di tombe in loco d si arrestò quando il cimitero entrò in “disuso” nel 700 d.C. circa ed oggi la stima delle tombe è di 3000.

 


Il nostro viaggio a Ibiza finisce qui, ovviamente Ibiza non è tutta qui, altrimenti il cinquantino non ci servirebbe e probabilmente basterebbe una bicicletta. Tuttavia, ciò che è appena riportato ne è un degno assaggio e, se avete fame, buttatevi da turisti nell’isola di chi fa l’alba.

 

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