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Cosa vedere e quando andare in Nepal: i numeri che non ti aspetti!

Non India, qui, ma Nepal: lingua di terra inarcata, scala appoggiata al muro himalayano, ponte per il cuore dell’Asia.” Pasolini tratteggia così l’incantata terra del Nepal.

E come per magia, prende forma.

Un viaggio in Nepal si snoda tra spiritualità, mito, religione, alpinismo, avventura e pace: ma in realtà questa nazione è anche luogo di numeri.

Don’t panic: la calcolatrice non vi servirà, ma solo due occhi curiosi e un grande spirito per contemplare e interiorizzare il suo fascino magnetico.

Inizia così un’avventura alla ricerca di cosa vedere in Nepal, tra leggende e verità mitiche.

 

  1. I numeri del Nepal: cosa vedere
  2. Quando andare in Nepal: quale è il periodo migliore?

 

In viaggio verso il Nepal, l’unico luogo dove è possibile capire e godere dei numeri, senza essere dei matematici: il sogno di una vita!

1,2,3.. si parte!

 

1. I numeri del Nepal: cosa vedere

Insieme al Bhutan, anche il piccolo Nepal emerge sullo sfondo dell’Himalaya, avvolto tra la foschia e il mistero.

Da lassù, è più facile scoprire cosa vedere in Nepal e cominciare a scovare le sue bellissime attrazioni.

Ovviamente contare tutti i suoi numeri è inverosimile: ci si soffermerà sui più significativi.

Ecco quelli più importanti!

 

 

Gli 8848 metri del trekking

8848 e 1953. Una delle coppie di numeri più importanti della storia dell’uomo e appartengono proprio al Nepal: la prima cifra è la montagna più alta del mondo e la seconda rappresenta l’anno della sua scalata.

Momento epico per il paese e grande conquista dell’umanità: il nepalese Tenzing Norway che accompagnò l’alpinista neozelandese Edmund Hillary nella sua impresa ormai è diventato leggenda!

L’Everest, insieme ad altri ottomila dell’imponente catena himalayana come Annapurna, è il paradiso degli amanti della natura libera e selvaggia.

Camminare per questi luoghi, senza contorni e senza limiti, affascina ogni tipo di viaggiatore: dal più allenato e esperto escursionista, che arriva ad oltre i 5000 metri di quota, al neofita più pigro che vuole solo godere del paesaggio: la sensazione è quella di toccare il cielo con un dito! Pronti per un’altra dimensione?

Il nostro viaggio in Nepal comincia dall’alto.

Il Campo Base dell’Everest è uno dei percorsi base per chi vuole fare trekking tra le cime più alte del mondo e tra la lealtà e la cordialità dei suoi abitanti, ovvero gli sherpa. Meglio di un navigatore GPS e in grado di parlare un inglese base, questa popolazione è in grado di indicare la via, aiutare ad orientare e a supportare con un sorriso. Non temete, scalando e passeggiando troverete numerosi posti per riposare e godere di un pasto caldo.

Tra cosa vedere in Nepal, un altro numero impressionante sono gli 8091 metri di un altro grande massiccio montuoso, famoso per il trekking nepalese: Annapurna Circuit. La lunghezza del percorso va tra i 160 ed i 230 km e si sale fino ad un’altitudine di 5.416 m per arrivare al passo di Thorung La, sfiorando l’altopiano del Tibet e due valli fluviale. Tra i circuiti del trek è tra i più pericolosi a causa delle continue valanghe ma per i più temerari l’esperienza sarà un brivido d’adrenalina!

Parola d’ordine: camminare!

Proprio ai piedi dell’Annapurna, si trova Pokhara, una delle città più importanti del Nepal e assolutamente da vedere. Conosciuta oltre che per trovarsi nella zona dei laghi, è celebre anche per le numerose attività a cui è possibile partecipare, tra rafting, kayaking, mountain biking e parapendio. In questa città però è possibile anche il parahawking: un volo con l’aquila agganciata al braccio. Esperienza veramente speciale!

 

 

Le 3 di Kathmandu

Dopo esser scesi dalle nuvole e aver tolto le scarpe da trekking continua il viaggio nel Nepal e tra i suoi numeri.

Namastè è l’eco musicale che risuona in ogni incontro ad ogni chowk, incrocio. Nessuna stretta di mano o contatto fisico: basta lo spirito comune e la forza delle parole. Meta degli hippies negli anni ‘60 e simbolo del patrimonio culturale induista, la capitale Kathmandu  affascina e disorienta al tempo stesso, spaventa e accoglie contemporaneamente con un agglomerato urbano caotico e sospeso nel tempo, incapace di gestire le necessità della sua popolazione : in particolare, l’elettricità permanente rimane solo un sogno!

I numeri di Kathmandu sono un susseguirsi di strade senza nome, monasteri buddhisti ed edifici hindu: il suo centro storico e la sua valle contano 7 siti dichiarati patrimonio dell’Unesco. Numeri da capogiro!

Nel quartiere centrale di Thamel, un grande bazar a cielo aperto, non ci sono monumenti ma la vita scorre, inconsapevole e autentica: ragnatele di fili elettrici tesi da un lato all’altro della strada, cartelloni e insegne luminose degli edifici si rincorrono lungo la via, bambini e biciclette ingombrano il passaggio, negozi bui e antichi incorniciano il percorso.

Ma il cuore vero della città è la famosa Piazza Durbar, ricca di edifici antichi e templi induisti e dove l’arte dei Newa, l’etnia autoctona della zona regna sovrana. All’estremità meridionale della piazza vi è la Kumari Chowk con Kumari Ray, cosa da vedere in Nepal assolutamente! Si tratta di un tempio all’interno del quale vive, secondo i fedeli, l’incarnazione della dea Durga. In realtà è semplicemente una bambina selezionata tra centinaia di ragazze che al raggiungimento della pubertà torna ad essere mortale: è tempo di una nuova Kumari.

Ma per raggiungere e visitare i numeri più significativi in questo speciale viaggio in Nepal  bisogna spostarsi dal centro: oltre ai templi indù, in città non mancano importanti luoghi di culto buddista, come il celebre complesso del Tempio delle Scimmie, lo Swayambhunath.
365 gradini popolati da numerosi macachi, 4 le direzioni dove si rivolge lo sguardo del Buddha, dipinto sulla struttura cubica posta sotto la cupola bianca. l’1 (carattere nepalese dell’ek) come il simbolo dell’unità di tutte le cose che campeggia tra gli occhi del Buddha.
Posto su una collina ad ovest della città e suggestivo nelle ore dell’alba e del tramonto, il complesso delle scimmie è luogo di circumambulazioni e preghiere intorno allo stupa, in un’atmosfera mistica tra un penetrante odore di incenso e il suono della musica tibetana.

Ma il primo in ordine di importanza come meta di pellegrinaggio è il monumento di Bodhnath, uno degli stupa buddista più grandi del mondo. Cominciamo con i suoi numeri: 36 metri di altezza, 5 Buddha a simboleggiare i cinque elementi, 13 livelli della piramide a rappresentare la ‘scalata’ verso l’illuminazione, mille le colorate bandierine della preghiera sulla sommità. Il vento soffia e l’atmosfera si fa mistica: il silenzio parla e risuona solo Oṃ Maṇi Padme Hūṃ.

Lungo il sacro fiume Bagmati, sorge Pashupatinath, un altro speciale complesso monastico induista, unico nel suo genere: noto per le sue architetture a forma di pagoda, il luogo è popolare soprattutto per le cerimonie funebri che si svolgono quotidianamente. Ogni giorno si assiste alle cremazioni dei defunti e ai bagni di purificazione. Infatti gli induisti credono che, mediante un corretto rito di cremazione al tempio, la loro anima potrà incarnarsi nuovamente. Provare per crederci!

Il viaggio in Nepal continua nella valle di Kathmandu, dove i numeri più importanti sono legati alle altre due città più grandi: Patan e Bhaktapur.

Tra le cose da vedere in Nepal Patan, un tempo città-stato autonoma, oggi quasi un quartiere della capitale. Il suo nome sanscrito originario Lalitpur, città della bellezza, fa da preludio alle sue attrazioni meravigliose tra cui Mahabouddha, il tempio dei 1000 Buddha. Non male come numero eh?

Ma anche nella seconda città regale di Bhaktapur, le cifre fanno da protagoniste: è qui che si trova il Palazzo Reale, anche conosciuto come il Palazzo delle 55 finestre, un capolavoro con sculture tutte fatte in legno. Per raggiungere il cortile di questo palazzo si deve attraversare la  porta d’ingresso, la famosa Porta d’Oro, una delle più belle e riccamente decorata e simbolo della maestria nepalese.

In Nepal le cose da vedere e visitare sono tante, soprattutto nella pluripremiata valle di Kathmandu: aguzzate la vista e scovate tutti i suoi numeri!

 

Il 623 ac di Lumbini

Il viaggio in Nepal tra i numeri inizia nella notte dei tempi.

Non si tratta della leggenda dello Yeti, l’uomo delle nevi, che è ampiamente creduta tra i più anziani abitanti delle montagne.

Luogo unico e testimonianza architettonica eccezionale, oltre ad essere una meta di pellegrinaggio celebre rappresenta una delle tappe fondamentali della storia umana.

Si narra che proprio qui, nel 623 ac la Regina Maya diede alla luce Siddhartha Gautama: anche conosciuto semplicemente come Buddha, il fondatore della religione buddhista. Proprio qui quindi ha inizio una religione, uno spirito, un’anima. Proprio qui si ha la  Mecca di ogni buddista. Precisamente il tempio Maya Devi di Lumbini, è il cuore spirituale di Lumbini in quanto segna il punto esatto in cui ci sarebbe stata la fatidica e fortunata nascita, sotto l’albero del Bodhi.

Le leggende si affollano e si intrecciano: per chi fa un viaggio in Nepal non potrà sottrarsi dall’ascoltarle tutte!

2. Nepal: il periodo migliore quale è?

I numeri dominano anche il clima nepalese. Infatti sono tre le fasce climatiche che caratterizzano la modesta estensione dello stato.

Immaginavate un viaggio in Nepal solo con cime innevate e freddo polare? Sbagliato. Questo territorio è in grado di regalare anche paesaggi tropicali: dipende solo in che zona ci si trova e dall’altitudine!

Scegliere quando andare in Nepal è una decisione importante per godere e vivere nella totalità di tutto quello che questo paese ha da offrire. Sarebbe un peccato partire per un viaggio in Nepal impreparati ed essere in preda ai violenti monsoni. Meglio informarsi sul periodo migliore in Nepal.

Perciò… in Nepal quando andare?

Vi è un clima sub-tropicale nelle zone più pianeggianti, dette Terai, un clima temperato nelle zone ad altitudini comprese tra i 1000 ed i 2500 metri ed un clima rigido oltre queste altezze.

La stagione monsonica influenza notevolmente il clima nei mesi tra maggio e ottobre, le precipitazioni cadono più abbondanti nel versante orientale del Nepal e si concentrano in tutto il paese soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, trasformando le piste in distese di fango.

L’inizio della stagione secca, cioè ottobre e novembre, ovvero quando il clima è temperato, l’aria è mite, la visibilità perfetta e la natura viva e rigogliosa, si scopre essere il periodo migliore in Nepal. Quando finisce la stagione secca, da febbraio ad aprile, a causa della polvere, la visibilità non è così buona,  ma la temperatura è perfetta per far fiorire i fiori e rendere il Nepal affascinante. A dicembre e a gennaio a volte fa troppo freddo: per gli amanti del trekking, di alpinismo e rafting l’equipaggiamento per la neve deve essere pronto, ma anche per chi rimane a Kathmandu negli alloggi più economici potrebbe, proprio a causa di mancanza di elettricità e quindi di riscaldamento, battere i denti.

Nonostante l’estensione ridotta del territorio, fare un viaggio in Nepal richiede molto più tempo del previsto, in quanto le strade e i mezzi pubblici non sono sempre nelle migliori condizioni.

Ma non importa.

Serenità e amore circondano questa nazione, incastonata come un rubino sul tetto del mondo: un pò come i colori della sua particolarissima bandiera, unica al mondo a non essere rettangolare. Il blu denota pace e il color cremisi un gioiello preziosissimo. Il tutto sullo sfondo di un sincretismo religioso unico.

 

La povertà è tangibile ma la ricchezza che può donare è inquantificabile: un pò come i numeri del Nepal.

 

 

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